MilanoMagazine

News

Magazine

Kitchen Stories

mercoledì 18 aprile 2018

28 Posti gioca tra Cibo e Design

Milano, cibo e design...e gioco, tanto gioco.

Questo l'intento del divertente progetto di Odo Fioravanti e Marco Ambrosino, il primo designer e il secondo chef, messo in opera nel delizioso 28 Posti - via Corisco 1.

In occasione della design week 2018,infatti, il ristorante 28 Posti presenterà una sorta di brain storming continuo sul confine tra due discipline -la cucina e il design -che si riscoprono vicine e spesso coincidenti.

Arriva sulla tavola con una capsule collection, ossia un percorso culinario, un piatto dove la parola “piatto” si riferisce –proprio come nel dizionario –a due significati: l’oggetto tradizionalmente di ceramica su cui viene servito il cibo e per estensione anche la pietanza che sul piatto trova posto.

I dispositivi realizzati e abbinati alle portate saranno 6, dall’antipasto al dolce, un percorso che diventa per i commensali un’esperienza tangibile da provare tutti i giorni dal 17 al 22 aprile a pranzo o cena da 28 Posti.

Climax:Spesso quando il cameriere serve un piatto composto da più assaggi, ci indica da dove cominciare e il verso da seguire. Di solito sventola il dito tra il nostro sguardo e la pietanza compiendo mezzo giro. Questo, dal punto di vista del designer mostra una debolezza comunicativa del dispositivo-piatto. Da qui l'idea di un piccolo crescendo di forme che suggerisce un naturale persorso ascensionale da un gusto grande in quantità e più delicato a uno piccolo in quantità ma forte nel gusto.

Imbuto:Spesso i piatti arrivano in tavola già preparati, senza chiedere una partecipazione a chi li consumerà. Questo piatto invece è sovrastato da un piccolo imbuto sospeso e starà a chi lo riceve azionarlo, lasciando che la salsa scenda sulla pietanza completandone la preparazione.


Ready made di una pasta al pomodoro:Il ready made è un processo classico della progettazione in cuiun oggetto viene composto aggregando altri oggetti che nascono per altre funzioni. Così questo progetto di cloche per coprire la pasta che si compongono di una ciotola che rigirata diventa una piccola cupola, sormontata da 28 pomelli e maniglie diversi.



Specchioriflesso :Nécarne né pesce si dice spesso per sottolineare che qualcosa non appartiene a una grande categoria, ma a una sfumatura delicata. L'alternanza tra carne e pesce rappresenta nei pasti un momento di snodo che in questo caso è risolto con un piatto unico che grazie a uno specchio completa la sua immagine. Un mezzo quadrato diventa un quadrato completo. Mezzo giro del piatto e si rivelal'altra metà dove un mezzo cerchio diventa un cerchio completo.


Pre-dessert con suggerimento:Lo stecco che da sempre sostiene i ghiaccioli, rappresenta un oggetto di culto. Finito,il gelato lascia un gusto legnoso sul palato che rappresenta un ricordo sensoriale fortissimo per chiunque. L'idea che questo retrogusto si possa trasformare in un suggerimento prende forma in questi stecchi che riportano 28 verbi diversi. Da ascoltare oppure no.

Piatto vuoto:La dimensione delle porzioni nella cucina contemporanea è diminuita sempre di più e percorre un trend che sembra puntare un volume "zero". Così questo pensiero prende la forma di un piatto vuoto che arriva in tavola. Dopo un piccolo momento di spiazzamento si scopre essere soltanto sottosopra, con la pietanza riportata sul fondo.

Piccola pasticceria a stendere:La forma dei piatti è storicamente dettata dalla forza di gravità e la necessità di appoggiare le pietanze. Da qui l'idea di far volare la piccola pasticceria appendendola a uno stendino. Primavera sia.

Curiosi del menù? Eccolo!
Climax: macaron d’acciughe; soncino miso e funghi; melone invernale e erbe in conserva-
Imbuto: sgombro, dragoncello, fragole sott'aceto, aglio nero-
Ready made di pasta al pomodoro: spaghetti, conserva di lamponi, perilla, yogurt fermentato-
Specchioriflesso: diaframma,fave, erbe; cefalo in carpione di sedano-
Pre-dessertcon suggerimento: shiso, sale e olio all'alloro-
Piatto vuoto: yogurt, finocchio, sambuco -
Piccola pasticceria a stendere

@Antonietta Usardi

martedì 3 aprile 2018

Novecento di Carta al Castello Sforzesco

Tra gli appuntamenti della primavera milanese, da non perdere la mostra Novecento di Carta nelle sale del Castello Sforzesco.

La mostra ci racconta il Novecento attraverso le arti grafiche: manifesti, disegni, incisioni e libri d'artista tutti di proprietà del fondo d'arte di Intesa san Paolo.

Un rigoroso percorso cronologico, che va da Boccioni a De Chirico, passando per Fontana, Marini, Afro e Burri, per scoprire il volto grafico dell'arte.

Lungo il percorso antologico, si "innestano" focus tematici: i disegni della prima guerra mondiale, i progetti di Sambonet e Baldassari, infine le opere di Bepi Romagnoni e Lucio Fontana.

Fino al 1 luglio 2018.

@redazione

Il Novecento e la Prima Guerra Mondiale a Palazzo Morando

Milano durante e dopo la prima guerra mondiale.

Nell'anno del centenario della fine del primo conflitto mondiale , una mostra a Palazzo Morando ci racconta Milano e i milanesi in uno dei periodi più bui della nostra storia contemporanea.

Provenienti in gran parte dall'Archivio delle Raccolte Storiche, i documenti e le immagini descrivono una città in piena espansione industriale che però si prendeva cura dei suoi concittadini e non: ospedali specializzati, centri e luoghi di incontro come le Case del soldato e case per i feriti e per le loro famiglie.

La città, inoltre, accolse, in quegli anni emigranti italiani rimpatriati nell'estate 1914 e profughi, che subito dopo la rotta di Caporetto approdarono a Milano dalle zone invase dal “nemico” (in tutto oltre 100.000 persone). Lo sforzo fu anche economico: le spese effettive sostenute dal Comune di Milano passarono, nel corso della guerra, da 61 milioni di lire nel 1914 a quasi 94 milioni nel 1918. Come sostenne il sindaco Emilio Caldara, il conflitto pesò complessivamente sulle casse civiche per quasi 85 milioni di lire.
Per non dimenticare.

Giosetta Fioroni al Museo del Novecento

Il Museo del Novecento ospita fino al 26 agosto, una retrospettiva dedicata all'artista romana Giosetta Fioroni.

La mostra raccoglie oltre 90 opere provenienti da musei e collezioni private, suddivise secondo un percorso tematico e cronologico, restituendo al visitatore un suggestivo ritratto d'artista, che collaborò, nel corso della sua vita, con persornaggi come Goffredo Parise, Guido Ceronetti, Andrea Zanzotto, Eugenio Montale, Giuliano Briganti, Elisabetta Rasy e Sandro Penna.

Tra le opere in mostra gli Argenti degli anni Sessanta e Settanta, la Spia Ottica del 1968, e le ceramiche degli anni Novanta rappresentanti teatrini, case, steli animali e vestiti, passando per il ciclo su carta Movimenti Remoti, dedicato al testo omonimo dello scrittore e suo compagno di vita Goffredo Parise.

@redazione

Albert Durer a Palazzo Reale

La magia del Rinascimento tedesco a Palazzo Reale con la mostra dedicata ad Albert Durer.

Oltre 100 opere tra disegni, dipinti ed incisioni, raggruppate in sei aree tematiche, ripercorrono tutta la straordinaria carriera artistica.

Considerato il massimo esponente del Rinascimento tedesco, Dürer fu un artista precoce che viaggiò moltissimo - tra le sue mete di studio predilette anche l'Italia - e che nel corso della sua vita non si limitò soltanto all'arte in senso stretto : fu infatti anche scienziato e matematico, affascinato dalla rappresentazione realistica e dallo studio anatomico.

Gli studi matematici e la ricerca di realismo donano alle sue opere un carattere fortemente innovativo, soprattutto se paragonato a quelle di artisti a lui contemporanei: le sue scene mitologiche e i temi di genere si collocano perfettamente in un mondo naturale assolutamente realistico, descritto con la minuzia di un etologo o di un botanico.

La mostra è aperta fino al 24 giugno.

@redazione