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domenica 12 novembre 2017

Piero Portaluppi e la Milano Anni Venti al mIc

Il Mic propone lo splendido documentario dedicato a Piero Portaluppi, per ricordare il cinquantenario della sua morte.
Si chiama l'Amatore, firmato da Maria Mauti, testo narrante di Antonio Scurati e con la voce di Giulia Lazzarini.


Un ritratto della Milano del primo Novecento, grazie allo straordinario archivio filmico che l'architetto raccolse nel corso della sua vita: un vero e proprio diario filmico, in 16 mm, montato dallo stesso Portaluppi.


Oltre cento bobine rimaste in un'antica cassapanca nella casa di famiglia, fino alla straordinaria scoperta effettuata dal pronipote dell'architetto che ora rivive e ci mostra quella Milano che oggi, quasi, non esiste più.

@Angela Lepore

Moby Dick in Scena al Menotti

"Saliamo a bordo della baleniera Pequod con Ismaele, Queequeg e l’equipaggio per uno spettacolo di parole, suoni, gesti e attese. In scena una grande assenza, quella del Capitano Achab e una grande attesa, quella della balena bianca".

Va in scena al Teatro Menotti dal 14 al 19 novembre un classico della letteratura americana, Moby Dick, capolavoro di Herman Melville, in un adattamente drammaturgico che rispetta il romanzo, scegliendo, come topos narrativo, le tensioni esistenziali dei personaggi.

La storia è quella baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, e del suo equipaggio multirazziale, che attraversa l'oceano alla ricerca della misteriosa balena bianca, che da il titolo al romanzo, verso la quale il capitano nutre una smisurata sete di vendetta. 

Ismaele si muove tra le angosce dei personaggi, riuniti sul pontile della baleniera, in uno spazio simbolico e metafisico: una spasmodica, infinita attesa di quel che accadrà.

@Rossella Roverscala


novembre
142017

DETTAGLI

Dal:14 novembre
Al:19 novembre
Categorie Spettacolo:
DURATA SPETTACOLO 90'

domenica 5 novembre 2017

James Nachtwey a Palazzo Reale

Continua il sodalizio tra Milano e la grande fotografia.

Arriverà infatti a Palazzo Reale il 1 dicembre una retrospettiva dedicata James Nachtwey, fotografo pluripremiato che ha raccontato al mondo i più sconvolgenti conflitti del XX secolo.

Una carriera lunga e produttiva, cominciata nel 1981, con un incarico in Irlanda per documentare lo sciopero della fame di alcuni militanti dell'IRA.

Da allora, Nachtwey ha dedicato se stesso a documentare guerre e conflitti sociali.
Ha lavorato in El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Libano, Cisgiordania (West Bank) e Gaza, Israele, Indonesia, Thailandia, India, Sri Lanka, Afghanistan, Filippine, Corea del Sud, Somalia, Sudan, Rwanda, Sudafrica, Russia, Bosnia, Cecenia, Kosovo, Romania, Brasile e Stati Uniti.

Organizzate in diciassette sezioni, le duecento immagini esposte nelle diverse sale propongono al visitatore un’ampia selezione dei reportage più significativi di James Nachtwey. Da El Salvador a Gaza, dall’Indonesia al Giappone, dalla passando per la Romania, la Somalia, il Sudan, il Rwanda, l’Iraq, l’Afghanistan, il Nepal, gli Stati Uniti (tra cui la testimonianza straordinaria dell’attentato delll’11 settembre 2001) e molti altri paesi e si conclude con un reportage oltremodo attuale sull’immigrazione in Europa: Memoria raccoglie gli scatti con cui il fotografo racconta la crudezza della guerra, la violenza del terrorismo, lo sguardo vuoto della disperazione.

La mostra sarà accompagnata da un libro pubblicato da Contrasto e Giunti.

domenica 11 giugno 2017

Noam Chomsky allo Spazio Oberdan

Due film per illustrare e approfondire il pensiero di Noam Chomsky (Filadelfia, 1928), linguista, filosofo, storico e soprattutto teorico della comunicazione.

Militante anarchico e libertario, le riflessioni fortemente critiche di Chomsky sono state, fin dagli anni Sessanta, illuminanti nel mettere in evidenza le acute distorsioni presenti nell’organizzazione sociale e politica delle democrazie occidentali. In particolare le sue analisi sul ruolo dei mass media, ancora di straordinaria e attualità, lo hanno reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti degli ultimi cinquant’anni.

I due film, Manufacturing Consent: Noam Chomsky and the Media (1992) e Requiem for the American Dream (2015), essendo stati realizzati a distanza di oltre vent’anni, permettono di comprendere la coerenza ma anche l’evoluzione del pensiero di Chomsky e la sua inesausta vocazione, sostenuta da una straordinaria lucidità, a battersi con coraggio per migliorare la società contemporanea.

Manufacturing Consent: Noam Chomsky and the Media
Noam Chomsky al centro della scena, ripreso principalmente in incontri pubblici e dibattiti televisivi, con materiale di repertorio che spazia dagli anni Sessanta lungo i successivi tre decenni: Manufacturing Consent (La fabbrica del consenso, titolo anche di un suo celebre e fondamentale saggio) è un lavoro che permette di capire di più su un intellettuale scomodo come Chomsky, di approfondire le sue idee ma anche di conoscere i punti di vista dei suoi avversari.

Requiem for the American Dream for the American Dream
Nella sua ultima lunga intervista che dà forma a un documentario - girato nel corso di quattro anni - Chomsky divide i principi che ci hanno portato al bivio di una disuguaglianza senza precedenti nella storia. Tracciando mezzo secolo di politiche volte a favorire i più ricchi a spese della maggioranza, Chomsky mette a nudo i costosi scarti lasciati dopo il loro passaggio: l'eliminazione del lavoratore americano, la scomparsa del salario di sussistenza, il collasso del sogno di una casa di proprietà, i costi alle stelle per un'istruzione superiore che rendono irraggiungibile un possibile avanzamento o provocano l'incatenamento degli studenti a dei soffocanti debiti, e la perdita della solidarietà.

Dal 10 giugno.

@Redazione

Milano Arte e Musica. Al via l'XI Edizione

Conferenze, concerti, recital e visite guidate: 27 appuntamenti in giro per la città.

Torna Milano Arte Musica, il festival internazionale, organizzato dall’associazione culturale La Cappella musicale e dal Comune di Milano, con gli appuntamenti di questa XIesima edizione.

In questo 2017, la manifestazione anticiperà il suo avvio al 13 giugno (per terminare il 24 agosto) con un momento di formazione del pubblico a cui è dedicato il ciclo di conferenze: presso la Basilica di Santa Maria della Passione, alle 20:30, lo storico dell’arte e gallerista Philippe Daverio accompagnerà il pubblico in un viaggio tra tradizione pittorica e musicale nella Lombardia del XVI e XVII secolo; negli appuntamenti successivi ci sarà spazio per l’approfondimento su Bach e gli strumenti a tastiera dell’epoca barocca (il 19 giugno in Sala Capitolare del Bergognone), per la celebrazione del 450° compleanno di Claudio Monteverdi (il 26 giugno) e per un omaggio al clavicembalo attraverso un excursus sulle sue origini (23 luglio presso la chiesa di San Bernardino alle Monache).

Ricco il cartellone concertistico che partirà martedì 27 giugno nella Basilica di Santa Maria della Passione con l’esecuzione de Il Canto di Orfeo e Les Cornets Noires, sotto la direzione di Gianluca Capuano. La rassegna musicale interesserà diversi luoghi del patrimonio artistico e culturale milanese, come la Basilica di San Sempliciano, la Chiesa di San Sepolcro, la Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, la Chiesa di San Bernardino alle Monache, la Chiesa di San Pietro in Gessate, la Pinacoteca Ambrosiana e il Teatro Dal Verme.

Novità assoluta la prima edizione del Concorso Internazionale di Clavicembalo – Città di Milano: 12 candidati, giunti da diverse parti del mondo, competeranno nella semifinale di martedì 25 luglio in Sala Capitolare del Bergognone; tra questi, soltanto 5 potranno esibirsi durante la finale di mercoledì 26 luglio. Una giuria composta da Ottavio Dantone, Christophe Rousset e Jos van Immerseel decreterà il vincitore.

Per informazioni www.lacappellamusicale.com.

@Redazione