martedì 14 aprile 2015

Alimenta la Mente alla Braidense di Milano

 

 Fino al 30 aprile la Braidense, in collaborazione con SBLU_ Spazioalbello, presso la Mediateca di S. Teresa presenta, “Alimenta la mente!” con le mostre “In forma di pane” e “Pane al pane”, nell’ambito del progetto “Non solo pane”: partendo dall’assunto che la bellezza è il cibo della mente, si propone di sensibilizzare il pubblico sui temi dell’alimentazione.

 “In forma di pane” è un’indagine sulla varietà del pane italiano in cui vengono messi in evidenza i legami storico-culturali con i luoghi di provenienza. Saranno esposti diversi prodotti, veri e propri capolavori d’artigianato artistico come i pani realizzati per la “cena” di Salemi, la Città dei pani, dove in occasione della festa di S. Giuseppe, il 19 marzo, vengono allestiti altari votivi, detti “cene”, ricoperti di foglie di mirto, arance, limoni, piccoli pani ricamati (i “Cuddureddi”) raffiguranti animali, piante e utensili da lavoro. Si potrà ammirare anche il pane rituale sardo, importantissimo nella tradizione locale da secoli, essendo considerato non solo un cibo indispensabile nella dieta quotidiana ma un elemento sacro colmo di significati spirituali. “Pane al pane” presenta una raccolta di opere di diversi autori contemporanei dedicate al pane visto come nutrimento del corpo ma anche dello spirito.  

 Diversi linguaggi e diversi materiali mostrano al pubblico una visione inedita del pane: la michetta di rete di ferro di Chen Li, il pane impalpabile di garza di Federica Ferzoco, le installazioni di Lalla Lussu che rimandano alla tradizione del pane fatto in casa, il pane rituale che diventa archetipo nell’opera di Angela Corti, mentre Annamaria Gelmi lo trasforma in rito ancestrale, omaggio alla fertilità femminile, liturgico nell’opera del Gruppo 32. 

Il pane visto come bisogno di pace e di equilibrio da Leonilde Barabba o come trasformazione nell’installazione di Alessandra Serra. Cordone ombelicale che unisce i popoli della Terra per Marco Tancredi o passaggio alla maturità nell’opera di Max Bottino. Gioia di vivere nelle immagini ancestrali di Alvaro o nelle microsculture di Marcello Sestito, realizzate nel corso di quarant’anni, con la mollica di pane per dare vita ad un bestiario immaginario. Entrambe le mostre ci ricordano il principio alla base di “Nonsolopane”: l’uomo cerca sempre il Bello nel Ben fatto, sia nella sua quotidianità che nella sua visione artistica. 

@Stefania Cappelletti

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