martedì 28 aprile 2015

Il Genio di Leonardo Da Vinci in mostra a Palazzo Reale

 

Fino al 19 luglio Palazzo Reale ospiterà la mostra più esaustiva mai realizzata in Italia su Leonardo Da Vinci, talento assoluto del Rinascimento e simbolo indiscusso dello spirito universalista della sua epoca.

Dodici sezioni per immergersi nel genio leonardesco: la prima è dedicata al disegno, secondo Leonardo strumento fondamentale per la conoscenza della natura e per dare forma all’idea nel passaggio da impulso mentale a creazione artistica; si prosegue approfondendo il rapporto tra natura e scienza pittorica, che formano un nesso inscindibile per il Genio, essendo la pittura scienza e figlia della natura; la terza sezione affronta il confronto tra pittura e scultura, in cui Leonardo si esprime a favore del primato della pittura pur avendo una grande dimestichezza anche nelle arti plastiche, tanto da tenerle in considerazione nella ideazione di molti suoi dipinti. 

Segue la sezione dedicata al dialogo con gli antichi, sempre molto importanti per il Maestro che seppe però trasformarli sempre in qualcosa di nuovo e “moderno” non limitandosi alla sola imitazione; la quinta sezione è dedicata allo studio dell’anatomia e della fisiognomica compiuti da Leonardo per rivelare i moti della mente dei suoi personaggi, innovazione introdotta da Leonardo nell’iconografia, che troverà la sua migliore espressione nel “Cenacolo”.

La mostra prosegue con la sezione dedicata ai disegni tecnici e ai disegni delle macchine belliche di Leonardo spesso caratterizzati da una fantasia sfrenata. Fantasia che è oggetto della settima sezione in cui troviamo il Leonardo antesignano di invenzioni e scoperte moderne: dall’aereo all’automobile, agli apparecchi per respirare sott’acqua o per camminare sull’acqua, dal telescopio al paracadute e scopriamo anche un Leonardo che si divertiva ad inventare profezie, indovinelli in chiave misteriosa o paradossale, per allietare la corte sforzesca. 


Nella sezione successiva scopriamo i disegni ideali del grande Genio che rimasero però più astratte ideazioni architettoniche che progetti per edifici reali. La nona sezione, intitolata “Unità del sapere”, ricorda al visitatore che per Leonardo arte e scienza coincidono; il sapere è privo di barriere e pertanto dovevano essere unitarie anche le metodologie di indagine. Partendo sempre dal presupposto che la pittura è imitatrice di tutte le forme della natura, Leonardo la utilizza in tutti i suoi campi di indagine: nei disegni a sezione trasparenti orizzontali per mostrare sia architteture che membra anatomiche, sezioni verticali per rappresentare sia la “gupola del cranio” sia la cupola del Duomo di Milano. Tutte le osservazioni scientifiche in Leonardo confluiscono nella pittura.

La decima sezione è dedicata alla concezione cosmologica di Leonardo, alla sua visione del mondo e dell’universo e testimonia la sua capacità di rappresentare il mondo con finissima competenza idrografica e geologica. 

La penultima sezione, con il “Libro di pittura” racconta dell’eredità artistica di Leonardo, che formulò regole e nozioni sull’arte al fine di tramandarle alle generazioni successive di artisti e presenta al visitatore i “Leonardeschi”, il gruppo di allievi che si formarono nella bottega milanese dell’illustre Maestro. La mostra si conclude con la sezione intitolata “Il mito di Leonardo”, legato alla sua figura di uomo dalla personalità complessa, dall’ingegno immenso, filosofo e mago. Mito aumentato dalle sue opere, su tutte “La Gioconda” con il suo celebre sorriso. 

Tra le 200 opere esposte: “San Girolamo”, proveniente dalla Pinacoteca Vaticana, la “Madonna di Dreyfuss” dalla National Gallery of Washington, la “Scapiliata” dalla Galleria Nazionale di Parma; la “Leda Spiridon” dalla Galleria degli Uffizi, l’ “Uomo vitruviano” da Venezia (presente solo fino a metà maggio). La Regina Elisabetta ha concesso trenta fogli del “Codice Windsor”. Dal Louvre, in prestito, tre capolavori: la “Belle ferronnière”, “Annunciazione” e il “San Giovanni Battista”.

La mostra è curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, tra gli storici dell'arte più importanti per gli studi sul grande genio del Rinascimento d è realizzata e promossa da SKIRA e Comune di Milano

@Stefania Cappelletti.

Lo hai trovato interessante? Condividi con i tuoi contatti: