martedì 21 aprile 2015

Pane e non solo. Cibo, Spiritualità e Arte alla Biblioteca Ambrosiana

 

Fino al 21 luglio la Biblioteca Ambrosiana ospita la mostra “Pane e non solo. I cibi, i libri”, una raccolta di 15 manoscritti, di origini ebraiche, greche, latine, arabe e italiane, riccamente miniati. 

L’esposizione, anticipando i temi che saranno trattati da Expo 2015, ruota attorno alla pagina dipinta da Simone Martino, uno dei più grandi miniatori italiani del Trecento, per il codice “Virgilio” posseduto da Francesco Petrarca, che lo adoperava come una sorta di diario privato tanto che è possibile trovare, accanto alle note al testo, resoconti giornalieri in cui compare Laura.

Nel dipinto di Simone Martino il sommo poeta viene rappresentato in un momento d’estasi sopra pastori e agricoltori alle prese con il loro duro lavoro. 

 La rassegna presenta anche uno dei capolavori dell’arte araba di Amr bin Bahr al-Gahiz, studioso ed eminenza “grigia” del Califfo di Baghdad, teologo che approfondì il problema dell’armonia tra fede e ragione anche nella sua opera “Il Libro degli animali” in cui intreccia il tema della zoologia con riflessioni di natura teologica, metafisica, sociologica e psicologica anticipando alcuni temi della teoria evoluzionista, ma anche regalando ai lettori delicate scene femminili di harem. 

E’ possibile ammirare anche uno dei frammenti dell’ “Ilias picta”, appartenente alla Biblioteca Ambrosiana fin dal 1601, dopo l’acquisizione della biblioteca di Gian Vincenzo Pinelli, in cui viene rappresentato uno dei banchetti degli dèi cantato da Omero nell’Iliade. Tra i manoscritti miniati spicca il “De balneis Piteolanis”, il componimento poetico di Pietro da Eboli sulle Terme di Pozzuoli, illustrato nel 1470 da Cola Rapicano, miniatore del re Alfonso D’Aragona: l’eleganza delle miniature è estremamente apprezzabile nelle pagine dedicate alla “Sobrietà e Ingordigia” che raffigurano un ricco banchettante e un povero alla sua porta. In tutto il percorso dell’esposizione si trovano pagine miniate con scene di banchetti escatologici delle tradizioni ebraica e cristiana, nelle quali l’amore per il vino e i legami d’amicizia del simposio si intrecciano con simbolismi arcani rappresentati da astri e animali. 

Tra questi, imperdibile il bifoglio su pergamena, appartenente ad un codice biblico ebraico franco-tedesco risalente al 1236-1238 in cui a destra viene rappresentato il cosmo con al centro il sole, la luna, quindici stelle entro i sette cieli; agli angoli esterni si trovano i quattro esseri viventi descritti da Ezechiele; a sinistra sono, invece, rappresentati i tre animali delle origini, Ziz, Laviatan e Behemot, e sotto di loro il Banchetto escatologico dei Giusti, che si compirà nei tempi del Messia a Gerusalemme. I manoscritti esposti sottolineano tutti come arte, scienza e fede siano, attraverso l’amore e la bellezza, nutrimento per ogni essere umano. 


 @Stefania Cappelletti

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