giovedì 7 maggio 2015

Al MIC Omaggio a Manoel De Oliveira.

La Cineteca Italiana, fino al 31 maggio, rende omaggio a Manoel De Oliveira, scomparso l’anno scorso a 106 anni. Il suo primo lavoro, un documentario, “Douro, lavoro fluviale” risale al 1931; l’ultimo all’anno scorso, quando presentò a Venezia il corto “O Velho do Restelo”. Autore incredibilmente sensibile al mondo letterario e a quello teatrale, con il gusto della provocazione.


La Cineteca ha selezionato, tra i 62 film girati da De Oliveira, 14 opere che saranno proiettate al MIC.  

“Party” (1996), con Michel Piccoli e Irene Papas: in occasione del decimo anniversario di matrimonio, Leonor e Rogerio decidono di festeggiare dando un “garden party”. All’ultimo istante, Leonor vuole cancellare la festa, ma ormai gli invitati sono alle porte. Tra questi, Irene, famosa attrice greca, e Michel, un sedicente Don Giovanni che non può fare a meno di corteggiare Leonor.

“Un film parlato” (2003), con John Malkovich e Catherine Deneuve: Rosa Maria, insegnante di storia, si imbarca da Lisbona con la figlia per una crociera che, attraverso il Mediterraneo, la porterà dal marito a Bombay. Durante il viaggio conoscerà altre tre donne e il capitano della nave, un americano di origine polacca. Un destino imprevedibile attende tutti al varco. 


“La lettera” (1997), con Chiara Mastroianni e Pedro Abrunhosa: Mademoiselle Des Chartres sposa un famoso medico, ma conosce l’amore solo nel momento in cui incontra il cantante Pedro Abrunhosa. I sensi di colpa la spingono a divenire missionaria in Africa. 

 “Bella sempre” (2006), con Michel Piccoli e Bulle Ogier: Henri Husson, dopo trentotto anni, cerca di ricontattare Severine, dicendole che ha un segreto da svelarle. Lei, inizialmente intenzionata ad evitarlo, accetta l’invito a cena che si dimostrerà un gioco al massacro.

“La valle del peccato” (1993), con Leonor Silveira e Cecile Sanz De Alba: dopo le nozze con il medico Carlos, la bella Ema, annoiata dalla vita di provincia, commette adulterio per tre volte, ma questi amori produrranno in lei soltanto un sentimento di delusione che la porterà alla morte, come Emma Bovary. 

“Il principio dell’incertezza” (2002), con Leonor Silveira e Leonor Baldaque: Antonio, ricco e di buona famiglia, e Josè, figlio della cameriera, sono cresciuti insieme condividendo sempre tutto. Il loro legame verrà messo in discussione dall’arrivo nelle loro vite di due donne. 

 “Singolarità di una ragazza bionda” (2009), con Ricardo Trepa e Catarina Wallenstein: durante un viaggio in treno, Macario racconta ad una sconosciuta la sua tragica storia d’amore ostacolata dallo zio e dal destino.


 “Inquietudine” (1998), con Alfonso Araujo e Leonor Araujo: una discussione tra un padre ottantenne e il figlio sessantenne sulla morte. Oporto, anni Trenta, due ragazza incontrano un playboy affascinante che si innamorerà di una di loro. Una ragazza chiede ad una strega di garantirle l’immortalità. 

“Gebo e l’ombra” (2012), con Claudia Cardinale e Jeanne Moureau: nella casa del vecchio Gebo si riuniscono diversi amici per discutere del mondo. Il ritorno inaspettato del figlio di Gebo, Joao, che ha smarrito la retta vita, sconvolgerà gli equilibri interni alla famiglia.

 “Parole e utopia” (2003), con Lima Duarte e Leonor Silveira: nel 1663 Padre Antonio Vieira viene convocato a Coimbra di fronte al Tribunale del Sant’Uffizio, dove ripercorrerà tutta la sua vita.

 “Il quinto Impero. Ieri come oggi” (2004): è la storia del Re Sebastiano che nutriva l’utopia di conquistare tutto il mondo per creare una terra in cui regnasse la pace. Un solo regnante, un solo Papa, un solo popolo. 

“Porto della mia infanzia” (2001): la rievocazione nostalgica della Porto dell’infanzia e della giovinezza del regista.

“Ritorno a casa” (2001): Gilbert Valence è un famoso attore di teatro. Alla morte della moglie, della figlia e del genero in un incidente d’auto prende in casa il nipotino orfano. La parte in un nuovo film lo metterà in crisi.

“Viaggio all’inizio del mondo” (1997): un attore francese intraprende un viaggio con tre amic per andare a trovare una vecchia zia sperando di riscoprire le sue origini portoghesi.

@Stefania Cappelletti

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