mercoledì 6 maggio 2015

Splendori rinascimentali nelle corti dell’Italia settentrionale al Castello Sforzesco.


Nella Sala Castellana del Castello Sforzesco fino al 21 giugno è allestita la mostra “Splendori rinascimentali nelle corti dell’Italia settentrionale”: splendidi manoscritti miniati prodotti e realizzati nelle più importanti e illustri corte dell’Italia settentrionale dalla fine del Trecento e metà del Cinquecento. 

L’esposizione apre con una ricca selezione di manoscritti e incunaboli miniati a Milano e in Lombardia tra il secondo quarto del Quattrocento e la metà del secolo seguente.

Sono visibili alcune opere commissionate dalla nobile famiglia Visconti-Sforza, come Filippo Maria Visconti, signore di Milano dal 1412 al 1447, e Bartolomeo Aicardi Visconti, vescovo di Novara dal 1429 fino al 1457. La visione dei lavori del Maestro delle Vitae Imperatorum, di Ambrogio da Cermenate, il Maestro delle Ore Birago, così come le pagine illustrate dal Maestro dell’Epitaliamo di Giasone del Maino e dal Maestro B. F., permettono di seguire lo sviluppo dello stile della miniatura lombarda dal tardogotico al Rinascimento.

La mostra prosegue con l’esposizione di alcuni manoscritti creati e decorati per i signori di Ferrara, gli Este. Esempi importanti degli alti livelli raggiunti dalla scuola di miniatura ferrarese sono il volume di piccolo formato decorato da Taddeo Crivelli per Borso d’Este e l’imponente “Messale Triulziano” commissionato da Ercole I d’Este.

La “Pharsalia” di Lucano rappresenta l’arte miniata della corte Gonzaga. Il primo codice fu illustrato dal bolognese Nicolò di Giacomo nel 1373, il secondo venne decorato da Raffaele Berti da Pistoia nel 1456. Il percorso espositivo si conclude con una selezione di libri manoscritti e a stampa provenienti dall’area veneta, in cui si riconoscono le capacità artistiche di alcuni illustri artisti, come Fedele Feliciano, Giovanni Vendramin, il Maestro dei Putti e Francesco Dai Libri.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con la Biblioteca Trivulziana e in coordinamento con l’analoga iniziativa al The J. Paul Getty Museum, visibile da alcune postazioni sul tavolo didattico allestito nella Sala Castellana. L’esposizione è, inoltre, affiancata da una mostra virtuale in Google Open Gallery.

@Stefania Cappelletti

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