martedì 28 luglio 2015

I Classici della Commedia Italiana allo Spazio Oberdan

Dal 30 luglio al 30 agosto lo Spazio Oberdan presenta “La grande commedia italiana per Expo 2015”, una rassegna rivolta anche ai turisti stranieri ospiti della nostra città in occasione dell’Expo 2015.

Dieci titoli, classici della commedia italiana, in versione originale con sottotitoli in inglese, firmati dai grandi registi della storia del nostro cinema che hanno saputo ben raccontare con arguzia e ironia i vizi, virtù, contraddizioni e complessità del nostro Paese. 

Ad aprire la rassegna il film di Dino Risi “Una vita difficile” (1961) con Alberto Sordi e Lea Massari, uno spaccato dell’Italia nell’immediato dopoguerra attraverso lo svolgersi della vita di un ex partigiano. 

Il secondo film è uno dei capolavori di Pietro Germi, “Divorzio all’italiana” (1961) con Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli, ambientato in Sicilia, un’intricata commedia d’amore, tradimenti e delitti d’onore. 

La terza pellicola in programma vede ancora protagonista la bellissima Stefania Sandrelli, diretta da Antonio Pietrangeli in “Io la conoscevo bene” (1965), che interpreta Adriana, ingenua ragazza di provincia che arriva a Roma carica di sogni e si scontrerà, purtroppo, con lo squallore morale della città. 

Il quarto film proposto nella rassegna è il celebre “Il Federale” (1961) di Luciano Salce con Ugo Tognazzi nel ruolo di un militante delle brigate nere che attraverso mille peripezie sta scortando un mite professore antifascista alle carceri proprio all’arrivo degli alleati. 

La quinta serata verrà proiettato “C’eravamo tanto amati” (1974) di Ettore Scola, con un cast eccezionale che comprende Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Enrico Maria Salerno, Stefania Sandrelli. Tre amici accomunati dal passato nella Resistenza percorrono cammini diversi fino al confronto delle proprie vite in un incontro imprevisto. 

Il sesto film in programma garantisce tante risate: “L’armata Brancaleone” (1966) di Mario Monicelli, con Vittorio Gassman, Liv Ullman, Catherine Spaak, Gian Maria Volontè ed Enrico Maria Salerno. Un’improbabile compagnia di ventura alla conquista del feudo di Aurocastro nelle Puglie, sul suo cammino si imbatterà in situazioni sempre più paradossali fino alla decisione di seguire in Terra Santa il monaco Zenone. 

Segue nella rassegna “La grande abbuffata” (1973) di Marco Ferreri, con Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Michel Piccoli e Philippe Noiret. Quattro amici decidono di suicidarsi chiudendosi in una casa e mangiando fino a scoppiare, agghiacciante metafora di una società che spinge al proprio autoannientamento. 

L’ottavo film selezionato, “Lo scopone scientifico” (1972) di Luigi Comencini, con Silvana Mangano, Bette Davis, Mario Carotenuto e Domenico Modugno, un’estenuante partita a scopone scientifico tra una coppia di straccivendoli e una coppia di ricchi ed eccentrici americani. 

Il penultimo film è “Il sorpasso” (1962) di Dino Risi, protagonisti Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant, rispettivamente nei ruoli di Bruno, quarantenne guascone e fallito, e Roberto, timido studente conosciuto per caso. Roberto si lascia andare alla simpatia un po’ cialtrona di Bruno, ma il destino è in agguato. 

Chiude la rassegna “Pane e cioccolata” (1973) di Franco Brusati, protagonista Nino Manfredi nel ruolo dell’immigrato Nino Garofalo, cameriere stagionale in Svizzera, con l’aspirazione di essere assunto e poter portare la propria famiglia a vivere lì. Ma rimarrà ai margini della società. 

@Stefania Cappelletti

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