mercoledì 29 luglio 2015

La Natura dall’Antica Grecia a Pompei in Mostra a Palazzo Reale

Dal 31 luglio fino al 10 gennaio 2016 a Palazzo Reale è allestita la mostra “Mito e natura. Dall’Antica Grecia a Pompei”. 

Il percorso espositivo racconta come nell’antichità venisse rappresentata la natura. Vittorio Venezia ha allestito sei diverse sezioni, con diverse ambientazioni architettoniche, che raccolgono oltre 200 reperti delle produzioni magnogreche, ellenistiche e romane, che coprono il periodo che va dal VIII secolo a.C al II secolo d.C., provenienti da differenti musei internazionali, fra cui il Museo Archeologico di Atene, il Kunsthistoriches di Vienna, il British Museum di Londra e il Louvre di Parigi. 

Vasi, terrecotte votive, affreschi, statue oggetti in oro e argento, vetro, cristalli di rocca, mostrano la visione complessiva di come l’ambiente venisse guardato e interpretato, mostrando al pubblico anche la società a cui appartengono i reperti, i miti che li decorano, i culti e la visione del mondo che gli uomini dell’epoca avevano. 

Le prime rappresentazioni arcaiche mostrano una natura selvaggia, fatta di rocce, alberi, caverni ma soprattutto di scene marine, con scene di naufragi, come quello rappresentato sul vaso delle fine del secolo VIII a. C proveniente da Ischia. 

Il rapporto tra uomo e natura diventa ben presto simbolico e piante e animali assumono un valore metaforico nelle rappresentazioni delle storie di Dioniso legate al vino, quelle di Demetra legate al grano o nel mito di Trittolemo, l’essere divino che insegnò agli uomini la semina. 

Le piante divengono sacre agli Dei, come l’alloro per Apollo o l’ulivo per Atena. 

Raffigurazioni che nelle ville di Pompei acquistano spazio e tridimensionalità, con la natura descritta sia realisticamente che idealmente. 

La natura viene rappresentata in modo più ornamentale, ha un aspetto esuberante, ricco, rigoglioso che evoca giardini meravigliosi riferiti alla vita beata dopo la morte e alla rinascita in un mondo incantato. 

Nel periodo ellenistico la natura viene dipinta in modo raffinato e rimanda a scene di caccia regali, storie mitiche o campagne idilliache con pastori, alberi e rovine. 

Un genere che nasce nel periodo ellenistico-romano è quello della natura morta. Dagli affreschi delle ville vesuviane abbiamo la rappresentazione di semi, pani, frutti insieme a vasellami e animali, che illustrano l’alimentazione dell’epoca romana. 

Il mondo naturale romano è rappresentato in maniera molto originale: nel cortile di Palazzo Reale, grazie ad Orticola, è stato ricostruito un giardino vero, un “viridarium”, con le specie arboree rappresentate sulle pareti degli affreschi. 

La mostra è stata curata da Gemma Sena Chiesa e Angela Pontrandolfo. 

@Stefania Cappelletti

Lo hai trovato interessante? Condividi con i tuoi contatti: