mercoledì 23 settembre 2015

Il Cinema in Abito Talare al Mic

Il Mic, Museo Interattivo del Cinema, ospita dal 25 settembre al 4 ottobre la rassegna “Non solo Don Camillo – I sacerdoti nel cinema contemporaneo”. 

Molti i registi e gli attori che hanno portato sul grande schermo il mondo ecclesiastico e le sue figure sacerdotali: da Nanni Moretti a Carlo Mazzacurati, da Alfred Hitchcock a Pedro Almodovar, si è cercato di rappresentare i dubbi e le difficoltà che un sacerdote può incontrare lungo il proprio cammino spirituale nella sua continua dimostrazione di autentica fede. 

In programma tredici pellicole con alcuni dei più grandi attori del cinema italiano e internazionale. 

Si inizia con “Il prete più bello” (1989) di Carlo Mazzacurati, protagonista Don Gaetano, amato da tutti nella parrocchia ma che finisce per dare scandalo innamorandosi della bella “professionista” Fedora. 

Nanni Moretti veste la tonica di Don Giulio in “La messa è finita” (1985) in cui, al suo rientro a Roma, scopre che amici e familiari stanno vivendo grandi difficoltà e tragedie. 

Terzo film della rassegna “Il dubbio” (2008), di John Patrick Shanley, con due grandissimi attori, Philippe Seymour Hoffman e Meryl Streep. La suora direttrice di una scuola cattolica nel Bronx accusa di pedofilia un prete del corpo insegnante per le attenzioni che presta a uno degli studenti, solo perché non condivide il suo approccio innovativo che rompe gli schemi tradizionali da lei instaurati.

Andy Garcia è il protagonista con Eva Longoria di “Cristiada” (2011) di Dean Wright, ambientato nel 1924 in Messico con l’elezione a presidente di Plutarco Elias Calles, oppositore della chiesa cattolica, che ponendo delle rigide limitazioni alla libertà di culto, scatena violente rivolte dei fedeli. 

Quinto film in rassegna è “Una piccola impresa meridionale” (2013) di e con Rocco Pappaleo che interpreta Don Costantino, un ex prete attorno a cui, pur nell’isolamento, si avvicinano personaggi bizzarri. 

Uomini di Dio” (2010) di Xavier Beauvois è ambientato sulle alture del Maghreb in una tranquilla missione di otto monaci che viene sconvolta dalla brutalità di un attacco terrorista. 

Non poteva mancare uno dei preti più famosi della storia del cinema, Padre Lankester Merrin de “L’esorcista” (1973) di William Fredkin, in cui ingaggia un’epica lotta contro il demonio che ha posseduto la dodicenne Regan MacNeil. 

Ottavo film della rassegna “In memoria di me” (2006) di Saverio Costanzo racconta il percorso compiuto da Andrea nella Compagnia di Gesù per diventare un perfetto gesuita. 

In programma anche la recente commedia di Edoardo FalconeSe Dio vuole” (2015) con Alessandro Gassman nelle vesti di un prete, Don Pietro, che deve confrontarsi con Tommaso, il cui figlio decide di prendere i voti e di seguire le orme del sacerdote Gassman. 

Pedro Almodovar con “La Mala educacion” (2004) ci porta in un collegio cattolico spagnolo agli inizi degli anni ’60 dove si intrecciano le vite, le scoperte, le paure e i dolori di Don Manolo, Enrique e Ignacio fino alla morte di uno di loro anni dopo. 

Gael Garçia Bernal è protagonista anche del film di Carlos CarreraIl crimine di Padre Amaro” (2002) in cui interpreta il giovane sacerdote Amaro che, giunto in una piccola cittadina del Messico per completare la sua istruzione, si innamora della giovane catechista Anita. Ma il suo “crimine” rivela la corruzione del clero messicano. 

Penultimo film in programma “Io confesso” (1953) di Alfred Hitchcock con Montgomery Cliff nei panni di Padre Logan, ingiustamente accusato di omicidio. Il vero assassino si è confessato da lui subito dopo aver commesso il delitto, ma per non venir meno al segreto della confessione, Padre Logan affronta il processo. Viene assolto per insufficienza di prove ma rischia il linciaggio della folla. 

Chiude la rassegna John Michael McDonagh con “Calvario” (2013) in cui narra le vicende di Padre James Lavelle, uomo onesto e buono, disponibile per tutti, finché, scontrandosi con la cattiveria degli abitanti del villaggio di campagna in cui vive, cede alle forze dell’oscurità. 

@Stefania Cappelletti

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