venerdì 11 dicembre 2015

Arte Armena alla Galleria Statuto 13

Per la prima volta in Italia la Galleria Statuto 13 ospita fino al 22 dicembre la retrospettiva del pittore armeno Zaven Karapetyan

Nato nel 1957 a Sarchapet, nel nord dell'Armenia, Karapetyan si è diplomato all'Accademia delle Arti di Mosca, per poi trasferirsi in Italia nel 1999. 

Le opere di Karapetyan sono intrise di una profonda spiritualità, le sue icone racchiudono una vocazione verso “l’Assoluto” in modo intenso e commovente. 

Dalle miniature e dai dipinti esposti nella retrospettiva è possibile vedere come la precisione segnica e l’uso del colore richiamino una matrice stilistica medioevale, bizantina. 

Karapetyan segue il pensiero filosofico che che vede il bene e il male come due entità conviventi e indissolubili tra di loro, solo l’infinito, inteso come unione con il Tutto, con l’Uno, può far prevalere ciò che di buono è connaturato in ogni essere umano. 

L’artista si muove sul limitare di un’astrazione in cui i legami con la forma figurativa scompaiono nei lavori degli ultimi anni, dove maggiore importanza acquista il gesto, nato da una riflessione tra il pittore e il suo “io” più profondo. 

Il percorso espositivo ordinato cronologicamente permette di ricostruire il pensiero artistico di Karapetyan, cogliere il suo trascendere il razionale come risultato di esperienze di vita e di grandi sofferenze con cui l’artista ha dovuto confrontarsi. 

Per Karapetyan arte è sofferenza, chi non ha sofferto non può comprendere né fare arte perché privo dell’enfasi necessaria per sentirne tutti gli aspetti vivificanti. 

Il pittore armeno armonizza sapientemente l’equilibrio compositivo e i colori dando ai suoi lavori una lirica introspettiva colma di poetica vitalità. 

@Stefania Cappelletti

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