lunedì 23 marzo 2015

Korea. MC2 Gallery ospita Julia Fullerton - Batten



S'inaugura domani alla MC2 Gallery di Milano (Via Malaga 4) la personale di Julia Fullerton- Batten.

Il percorso proposto, Korea, propone al pubblico la sua penultima serie.

Una riflessione tra futuro e passato, tra tradizione e innovazione, non solo tecnologica ma sopratutto sociale, sono i temi che ispirano questo lavoro: donne coreane nel loro splendido kimono, il cosiddetto Hanbok, l’abito tradizionale locale oggi utilizzato come abito da cerimonia o per occasioni particolarmente formali, sullo sfondo di una Seoul contemporanea dalle architetture austere e globalizzate.

Un forte contrasto tra la tradizione culturale rappresentata dal kimono e la contemporaneità rappresentata da moderne architetture anonime, che potrebbero essere di qualunque metropoli al mondo.
Si tratta di un contrasto  illustrato con poesia per raccontare la storia di questo Paese e la vita dei suoi cittadini, con le sottese tensioni politiche tra Sud e Nord e le proprie tradizioni culturali, come la famosa cerimonia dell’Ikebana e del thè, simbolo dei rituali formali che dominano la cultura orientale in genere.

Le sue fotografie sono presenti in collezioni importanti, come la National Portrait Gallery di Londra e il Musée d'Elysee di Losanna. Le sue fotografie sono state esposte presso istituzioni internazionali, tra cui: Centre Pompidou, Parigi; Museum of Contemporary Art, Shanghai; Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid; National Portrait Gallery di Londra; Museo Svedese di Fotografia.

@Antonietta Usardi

giovedì 19 marzo 2015

Brassai in Mostra a Palazzo Morando



La nebbia, una Parigi notturna e soffusa che emerge dalla luce dei lampioni. C'è tutto l'amore per la sua città negli scatti di Gyula Halasz, in arte Brassai

Palazzo Morando gli dedica una retrospettiva, a cura di Agnès de Gouvion Saint Cyr: 260 fotografie originali che raccontano il lavoro del grande maestro. Una ricerca tutto tondo che propone una versione personalissima della città e dei suoi abitanti: intellettuali e artisti, ma anche prostitute, ubriaconi, ballerine e saltimbanchi. 

L’iniziativa, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, è senz'altro una magnifica occasione per scoprire l’opera cinquantennale di un interprete straordinario.

 

In occasione della mostra l’Institut français di Milano propone martedì 31 marzo, 14 e 21 aprile (ore 20), presso la propria sala cinema nella sede di Corso Magenta 63, una preziosa selezione di film in lingua originale in visione gratuita.

La mostra è aperta dal 20 marzo al 28 giugno con i seguenti orari: mar.-dom. ore 10-19.

@Antonietta Usardi

mercoledì 18 marzo 2015

Je Reviens. Ritorni e Migrazione alla Fabbrica del Vapore



Fino al 29 marzo la Fabbrica del Vapore ospita le immagini di Giovanni Cobianchi: un lungo racconto in bianco e nero lungo i sentieri della migrazione.

Un viaggio al contrario, un viaggio di ritorno.

Giovanni Cobianchi, veronese, lavora in una comunità che ospita centrafricani minorenni giunti da soli in Italia e sentendo le loro storie ha deciso di intraprendere a ritroso il cammino percorso dai suoi ragazzi dalla città scaligera, fino ai loro Paesi d'origine.

Tra il novembre del 2013 e l’aprile del 2014 il fotografo è passato per Lampedusa, la Tunisia, la Libia, il Niger, la Costa d’Avorio e il Mali.



Un viaggio di scoperta e ricerca per scoprire e capire le dinamiche legate ai fenomeni della migrazione.

@Antonietta Usardi

lunedì 16 marzo 2015

Encerrandos. Valerio Bispuri presenta il suo libro da Leica Store



Dieci anni di lavoro, settanta carceri, migliaia di volti. Questo il racconto sudamericano di Valerio Bispuri, fotoreporter romano, raccolto da Contrasto nel volume Encerrados, che sarà presentato al Leica Store di Milano mercoledì 18 marzo (ore 18.30). 

Progetto intrapreso nel 2002, propone l’interpretazione di un intero continente attraverso la rappresentazione del suo lato più drammatico e oscuro. Dall’Argentina al Perù, dal Brasile al Venezuela, dal Cile alla Colombia, passando per Venezuela, Uruguay e Bolivia l’obiettivo di Valerio Bispuri mostra le carceri come riflesso delle società cui appartengono: dalle crisi economiche ai piccoli e grandi drammi sociali. 

 

Un lavoro che nel corso degli anni ha avuto un forte impatto sociale. Per esempio, il padiglione cinque del carcere di Mendoza in Argentina, dove erano reclusi i detenuti ritenuti più pericolosi, è stato chiuso proprio grazie a quest’opera di sensibilizzazione sostenuta da Amnesty International (che ha dato anche il proprio sostegno alla realizzazione del volume). 

@Antonietta Usardi

venerdì 13 marzo 2015

Weekend. Quattro Mostre da Non Perdere



La settimana volge al termine e il weekend si avvicina.

Tra il ricco programma di mostre fotografiche, vi segnaliamo:

Libya, the captain and me - Museo di Roma. Palazzo Braschi. Fino al 24 marzo.

Una doppia mostra, un parallelo tra passato e presente.
Da una parte le fotografie scattate da Manfredo Tarabini Castellani, giovane ufficiale degli alpini di stanza in Libia tra il 1933 e il 1935; dall'altra quelle del nipote Francesco Fossa, che oggi ne ripercorre i passi.




Questa è guerra! - Palazzo Monte di Pietà. Padova Fino al 31 maggio 2015

Cento anni di conflitti visti attraverso l'obiettivo fotografico.
Si riflette sull'impatto che la fotografia ha portato nella narrazione di guerra.
Non solo le foto più celebri ma un percorso che descrive il rapporto tra conflitto e documentazione fotografica.

Jim Marshall - Leica Galerie. Milano. Fino all'11 aprile 2015

La lunga carriera di Jim Marshall che ha immortalato tra gli anni Sessanta e Settanta, tutti i più grandi nomi della storia del Rock, dai Beatles ai Rolling Stones, passando per Johnny Cash, Woodstock e Jimi Hendrix.


Masayoshi Sukita - Ono Galleria Contemporanea. Bologna. Fino al 10 maggio.
David Bowie e Masatoshi Sukita. Un rapporto d'amicizia e un sodalizio professionale, cominciato nel 1972 e proseguito per quarant'anni.
In mostra gli alter ego di Bowie, colti dallo sguardo del grande fotografo giapponese.

@Antonietta Usardi

giovedì 12 marzo 2015

La Favola della Buonanotte. Una Ballata di Amore e Vita



 Le mie sorelle mi hanno detto che tutti gli angoli di Niente della casa sono miei, capito? La nostra casa è fatta di angoli di Qualcosa e angoli di Niente, e dove c’è Qualcosa, tipo in soggiorno o in camera di Anna, io non posso starci e non posso mettere le mie cose nemmeno per un secondo; negli angoli di Niente invece mi hanno detto che posso metterci quello che voglio, se voglio appoggiare lo zainetto o gli occhiali ad esempio negli angoli di Niente posso. Sono ad esempio lo spazietto tra la camera della mamma e il bagno, il ripostiglio è un angolo di Niente e anche il muretto sotto la finestra della cucina, allora lì io faccio i disegni, tipo in cucina ho fatto un tulipano con lo stencil. 

Una casa alla fine di un bosco tenebroso, una donna (Matilde Facheris) tacciata in paese di stranezza e stregoneria che accetta di accogliere una bambina (Chiara Anicito), ultima figlia di una famiglia numerosa, che dorme in cantina e va colorando con l’innocenza dell’infanzia gli angoli di Niente in un mondo che non la vuole. 

 

 Ispirato al romanzo Accabadora di Michela Murgia, la Favola della Buonanotte (drammaturgia di Tobia Rossi e regia di Marcela Serlis) negli spazi di Campo Teatrale fino all’8 marzo, racconta in tre parti narrative distinte una favola nera sulla vita, sulla morte e sull’amore filiale: due donne che non hanno un legame di sangue, il primo a definire un rapporto famigliare, devono imparare reciprocamente a conoscersi per volersi bene ed infine riconoscersi l’una nell’altra. Un tempo unico per tre atti simbolici: infanzia (davvero ben delineata), giovinezza ed età adulta, sostenuto da una buona drammaturgia che alterna momenti di tristezza e tensione con momenti di leggerezza ( spesso accompagnati dalla musica in scena di Francesco Lori) e di sollievo comico.

 

David Bailey. Stardust in Mostra al Pac



 Il Pac (Padiglione di Arte Contemporanea) ospita fino al 2 giugno una grande retrospettiva dedicata al fotografo inglese David Bailey. 

Oltre trecento scatti ripercorrono la carriera e il lavoro di Bailey, che nel corso degli ultimi cinquant’anni ha ritratto in modo nuovo e creativo singoli e gruppi. 
Molti di loro sono personaggi famose, icone del mondo della cultura e dello spettacolo; altri sono sconosciuti. Di tutti ne offre un ritratto personale e inedito. I suoi lavori hanno catturato l’atmosfera magica e stimolante degli anni Sessanta a Londra, si sono tuffati nel mondo musicale degli anni Settanta.

 

Icone della musica come i Beatles o i Rolling Stones, i volti di Johnny Deep e Kate Moss, per fare qualche esempio, si accostano ai nudi sconosciuti del progetto Democracy 2001- 2005. La mostra non segue un percorso cronologico ma per generi: dalla fashion photography allo still life, dalla fotografia di viaggio alla ritrattistica. 

Il Pac organizza visite guidate gratuite ogni domenica alle ore 18.00 previo acquisto del biglietto d’ingresso.

Dramatrà. La Città come Palcoscenico



Metti un gruppo di ragazzi, appassionati di teatro e innamorati di Milano, offri loro la città come palcoscenico e poi fatti condurre per mano alla scoperta di palazzi e musei. Questo, in sintesi, lo spirito che anima Dramatrà,associazione culturale nata nel gennaio 2014 dall’idea di Valentina Saracco, Matteo Derai, Giorgia Lanzani e Davide Ianni con l’intento di proporre un modo diverso per visitare una città, considerata nel mondo solo una capitale per il business e per gli affari ma ricca di storia e di angoli segreti tutti da scoprire.

 

Per il mese di marzo sono in programma: 

I Segreti di Villa Simonetta. A Villa Simonetta ancora vivono la bella Clelia, eccentrica padrona di casa, appassionata di magia nera e vagamente ninfomane e l’affascinante barone Bontemps, nobiluomo che passa il tempo a organizzare banchetti pantagruelici e burle. Alla scoperta di una delle ville milanesi (oggi sede della Civica Scuola di Musica e per questo chiusa al pubblico) dal passato più oscuro e misterioso. 

Sabato 14 marzo. Due turni: 13.45 e 15.00 

 Quel che resta di Expo Alla scoperta dell’Acquario Civico, unico testimonianza ancora visibile di Expo 1906. Sul far della sera solo i pesci e l’architetto Locati a raccontare la sua creazione ai suoi ospiti e alla nipote Giulia, appassionata di forme di vita acquatiche. 

 Venerdì 20 marzo. Ore 19.00 

 

 I segreti di Brera Chi meglio della buona Wanda, prostituta dal cuore d’oro, può far da guida per i vicoli di Brera, tra osterie malfamate e case chiuse? A proteggerla nel cammino e nel lavoro, il fidato Ambrogio. Sabato 28 marzo. Ore 15.00 Prenotazione obbligatoria. www.dramatra.it o info@dramatra.it

Italia Inside Out a Palazzo della Ragione



In occasione di Expo 2015, Palazzo della Ragione ospita la mostra Italia Inside Out: l'Italia vista attraverso l'obiettivo dei grandi maestri della fotografia.

Esperienze diverse, periodi storici differenti, raccontano a tutto tondo il volto del nostro Paese, e la strada fino a qui percorsa. 

Da una parte autori come Capa, David Seymour, Herbert List hanno immortalato la seconda guerra mondiale e il dopoguerra, mentre dall'altra i maestri italiani,  per citare un nome Gianni Berengo Gardin, hanno descritto le trasformazioni dell'economia, dell'urbanistica e del tessuto sociale. 

Oltre seicento foto in mostra, per un duplice percorso. 

La prima parte - INSIDE - dal 21 marzo al 21 giugno 2015 presenta una selezione di oltre 250 immagini di oltre quaranta fotografi, da Gianni Berengo Gardin a Massimo Vitali, da Gabriele Basilico a Mario Giacomelli, da Luigi Ghirri a Mimmo Jodice, da Letizia Battaglia a Silvia Camporesi.



La seconda parte - OUT -, dal 1° luglio al 27 settembre 2015, propone invece le fotografie dei grandi maestri internazionali, tra i quali Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Alexei Titarenko, Bernard Plossu, Isabel Muñoz, John Davies.

@Antonietta Usardi