mercoledì 29 aprile 2015

Ulisse ritorna sul Palcoscenico del Libero



 Il racconto omerico come punto partenza. Itaca un punto lontano.

Corrado d'Elia torna in scena al Teatro Libero di Milano (via Savona 10) dal 5 al 18 maggio con Ulisse il Ritorno, spettacolo da lui stesso ideato, scritto e diretto. 

Si parla di partenze e di ritorni per una riflessione sul contemporaneo, un viaggio nell'uomo, nell'oggi e nella sua poetica esistenziale, per indagare quelle utopie e quegli ideali, su cui un'intera generazione ha costruito le basi della propria esistenza.

Immancabile dunque la necessità di "tornare a casa", inteso come tornare a noi stessi, a quello che più ci appartiene, a quello che davvero siamo e che forse col tempo ci siamo dimenticati di essere. Tornare indietro, fino ai primi ricordi, per comprendere com'eravamo, come siamo diventati e come potremmo essere.

Tre personaggi, tre naufraghi della vita che, in uno spazio che è insieme teatro, imbarcazione e sala da ballo, raccontano la propria storia, mentre presente e passato si confondono in un'atmosfera onirica e malinconica. 

Sullo sfondo le atmosfere profonde e poetiche dei film di Theo Angelopoulos, regista greco scomparso, cui è dedicato lo spettacolo. 

Ulisse Il ritorno. Teatro Libero (via Savona, 10) dal 5 al 18 maggio

La Parigi di Brassai in Mostra a Palazzo Morando

 

Una Parigi magica e notturna, una Parigi che non esiste più ma che da sempre si conserva immutata nell'immaginario collettivo: le strade, le piazze avvolte dalla nebbia, i ladri, le puttane, il cabaret e i cafe chantant.

Palazzo Morando ospita fino al 28 giugno una personale dedicata ad uno dei più noti maestri della fotografia francese, proponendo un percorso di 260 fotografie originali, provenienti dall'archivio Estate Brassai, appartenente al nipote Philippe Ribeyrolles.

Il percorso espositivo si apre con le immagini dei monelli che giocano nelle strade della città: il modo perfetto per introdurre nel visitatore in quella che è la vera cifra stilistica di Brassai: la capacità di unire il reportage e il ritratto.

Ritratto e reportage sono un tutt'uno nel lavoro del fotografo. La città, immersa nelle sue atmosfere rarefatte e notturne , viene indagata con delicatezza ma senza romanticismo: ci sono i bistrot, le “lucciole” per strada, le case di piacere, gli ubriachi, le ballerine del cabaret, la puzza e la folla dei mercati generali di Les Halles. 

 «Brassaï ama fotografare la Parigi notturna - dice Agnés de Gouvion Saint Cyr, curatrice della mostra - vaga nelle banlieue, si infila nei vicoli e nelle balere per immortalare prostitute, mascalzoni e vagabondi. Ma non solo, perché fotografa anche le architetture degli edifici immersi nella nebbia, le geometrie delle strade buie avvolte dalla penombra».


  

Un ampio spazio viene dedicato anche alla ritrattistica. La Parigi degli anni Trenta è folle e movimentata, culla di movimenti artistici e patria di esuli: Brassai conosce Picasso, e grazie a lui Matisse, Dalì ritratto giovanissimo con la moglie Gala, Simone de Beauvoir e moltissimi altri, che ancora oggi ci sorridono e ci guardano immortalati per sempre sulla pellicola. 





Brassai. Pour l'Amour de Paris. Palazzo Morando (via Sant'Andrea 6). Fino al 28 giugno 2015. 

@Antonietta Usardi

martedì 28 aprile 2015

Hedda Gabler. Al Libero di Milano in Scena Sesso, Ossessione e Potere

 

Noia, affermazione sociale, fascinazione per il potere, insoddisfazione e ancora noia. Questi gli ingredienti di Hedda Gabler, dramma di Henrik Ibsen, produzione LTTL in scena al Teatro Libero di Milano fino al 28 aprile.

Una donna, Hedda, feroce e fragile , ha sposato per noia e interesse un professore universitario, Tesman, e ora, rientrata dal viaggio di nozze, si trova ad affrontare la noia della routine coniugale con un uomo che, in fondo, disprezza e i fantasmi del passato, incarnati dal suo ex, l'amore della sua vita, quello "bello come un dio", alcolizzato e geniale, e che sta per pubblicare un manoscritto che potrebbe mettere in ombra lo sciocco marito. 

La regia di Cristina Pezzoli propone una rilettura contemporanea del dramma di Ibsen, già di per sé modernissimo, permettendoci di entrare nel bel salotto borghese di Hedda e Tesman: una casa deprivata della sua funzione originale e ridotta a semplice luogo dell'abitare anziché rifugio, dove accogliere con un finto sorriso ospiti che non si gradisce ricevere e scacciare invece coloro di cui non si vorrebbe fare a meno. 

Non a caso il dramma di Ibsen ha in sé tutti gli ingredienti che piacciono oggi ad un certo tipo di televisione, più concentrata a presentare al pubblico il lato pruriginoso e infimo della vita: una torbida storia di sesso, gelosia, sete di potere, attrazione... tinte fosche che anziché dissolversi con la luce del mattino dopo una nottata di bagordi finiscono per chiudersi nel buio della sconfitta e del lutto. 

Le quinte teatrali, apparecchiate per il pubblico come un gigantesco acquario, diventano si un palcoscenico in cuio creature frustrate e costrette dalla vita e dalle proprie apatiche scelte, cercano una propria dimensione tra apparenze e contraddizioni. 

Non c'è futuro e non c'è riscatto.

Teatro Libero. Hedda Gabler. di Henrik Ibsen. regia Cristina Pezzoli. aiuto regia Luca Orsini. Con Laura Anzani, Marco Brinzi, Monica Faggiani, Monica Menchi, Dario Merlini, Angelo Tronca e con la partecipazione straordinaria di Rosalina Neri. scene e luci Paolo Calafiore. costumi Rosanna Monti Foto Andrea Finizio 

@Antonietta Usardi

Film da Gustare all'Auditorium San Fedele

L’Auditorium San Fedele presenta “Cinema in tavola” piccola rassegna cinematografica sul tema del cibo. Tre date per approfondire meglio, grazie ad autorevoli ospiti, gli argomenti che saranno al centro dell’Expo. 

Si inizia martedì 28 con la proiezione del film “The Rice Bomber” di Cho Li, presentato alla scorsa edizione del Festival di Berlino, la storia vera di un contadino che, in Cina, si ribella alla crisi dell’industria agricola e cerca di risvegliare la coscienza del governo costruendo 17 bombe di riso, innocue, ma portatrici di un messaggio significativo scritto su un biglietto: “Contro l’importazione del riso”. 

In sala saranno presenti Sabina Siniscalchi, di Banca Popolare Etica e Presidente del Comitato di Gestione del Padiglione di Fondazione Triulza, e Paolo Foglizzo, di Aggiornamenti Sociali. 

La seconda serata, il 12 maggio, proietterà un film di culto, “Big night” di Stanley Tucci, per affrontare il tema del cibo come elemento importante nelle relazioni personali e nella costruzione della memoria. Parteciperanno al dibattito Silvano Petrosino, filosofo, docente dell’Università Cattolica di Milano, e Giuseppe Riggio SJ, caporedattore di Aggiornamenti Sociali. 

La rassegna si concluderà il 19 maggio, con una serata sugli stili di consumo e i disturbi alimentari. Verrà proiettato il film di Saverio Costanzo “Hungry Hearts”, presentato l’anno scorso al Festival di Venezia, una storia drammatica sull’ossessione nutrizionistica di una madre che pensa di dover proteggere il proprio figlio da ogni impurità. Commenteranno il film Elena Riva, psicologa, esperta di disturbi alimentari, e Chiara Tintori, di Aggiornamenti Sociali. 

@Stefania Cappelletti

Un Irriverente Ionesco al Manzoni di Milano. La Cantatrice Calva

 

Il signore e la signora Smith, il signore e la signora Martin, la cameriera, il capo dei pompieri: sei i personaggi in palcoscenico nell'irriverente versione de la Cantatrice Calva di Eugene Ionesco, in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 29 aprile. 

Leonardo Manera e Max Pisu (volti noti di Zelig) accompagnati dalle loro deliziose e bravissime consorti Roberta Petrozzi e Stefania Pepe, ci accolgono per una serata "inglese": "il signor Smith, inglese, nella sua poltrona e nelle sue pantofole inglesi, fuma la sua pipa inglese e legge un giornale inglese accanto a un fuoco inglese. Porta occhiali inglesi; ha baffetti grigi, inglesi. Vicino a lui, in un'altra poltrona inglese, la signora Smith, inglese, rammenda un paio di calze inglesi. Lungo silenzio inglese. La pendola inglese batte diciassette colpi inglesi".

Una pace casalinga spezzata dall'arrivo di ospiti, i signori Martin, che non si sa se sono graditi o sgraditi, e il capo dei pompieri, alla disperata ricerca di un fuoco da spegnere, fosse anche quello del camino.

Ma di inglese a dire il vero, e per fortuna, c'è ben poco: i dintorni di Londra sfumano nei contorni di molte città italiane, gli interni potrebbero essere quelli di casa nostra o dei nostri vicini... la questione esposta sempre la medesima: l'incomunicabilità dovuta alle convenzioni e lo stridente contrasto tra parola e forma.


Dialoghi in cui tutti parlano ma nessuno dice, di fatto, nulla: un contrasto cercato e voluto che trova ideale fondamento nella complicità e nella brillante interpretazione dei protagonisti, tutti “performers” abituati a portare sul palcoscenico le proprie parole, e a stabilire un contatto intimo e diretto con la platea. 


 Un adattamento moderno, un allestimento nuovo che si distacca dal cupo interno borghese che solitamente si ritrova nelle rappresentazioni di questo testo, un ritmo ben calibrato da spettacolo comico, rendono piacevole e fruibile un testo, così complesso, considerato tra i capolavori del teatro dell'assurdo.

@Antonietta Usardi

Il Genio di Leonardo Da Vinci in mostra a Palazzo Reale

 

Fino al 19 luglio Palazzo Reale ospiterà la mostra più esaustiva mai realizzata in Italia su Leonardo Da Vinci, talento assoluto del Rinascimento e simbolo indiscusso dello spirito universalista della sua epoca.

Dodici sezioni per immergersi nel genio leonardesco: la prima è dedicata al disegno, secondo Leonardo strumento fondamentale per la conoscenza della natura e per dare forma all’idea nel passaggio da impulso mentale a creazione artistica; si prosegue approfondendo il rapporto tra natura e scienza pittorica, che formano un nesso inscindibile per il Genio, essendo la pittura scienza e figlia della natura; la terza sezione affronta il confronto tra pittura e scultura, in cui Leonardo si esprime a favore del primato della pittura pur avendo una grande dimestichezza anche nelle arti plastiche, tanto da tenerle in considerazione nella ideazione di molti suoi dipinti. 

Segue la sezione dedicata al dialogo con gli antichi, sempre molto importanti per il Maestro che seppe però trasformarli sempre in qualcosa di nuovo e “moderno” non limitandosi alla sola imitazione; la quinta sezione è dedicata allo studio dell’anatomia e della fisiognomica compiuti da Leonardo per rivelare i moti della mente dei suoi personaggi, innovazione introdotta da Leonardo nell’iconografia, che troverà la sua migliore espressione nel “Cenacolo”.

La mostra prosegue con la sezione dedicata ai disegni tecnici e ai disegni delle macchine belliche di Leonardo spesso caratterizzati da una fantasia sfrenata. Fantasia che è oggetto della settima sezione in cui troviamo il Leonardo antesignano di invenzioni e scoperte moderne: dall’aereo all’automobile, agli apparecchi per respirare sott’acqua o per camminare sull’acqua, dal telescopio al paracadute e scopriamo anche un Leonardo che si divertiva ad inventare profezie, indovinelli in chiave misteriosa o paradossale, per allietare la corte sforzesca. 


Nella sezione successiva scopriamo i disegni ideali del grande Genio che rimasero però più astratte ideazioni architettoniche che progetti per edifici reali. La nona sezione, intitolata “Unità del sapere”, ricorda al visitatore che per Leonardo arte e scienza coincidono; il sapere è privo di barriere e pertanto dovevano essere unitarie anche le metodologie di indagine. Partendo sempre dal presupposto che la pittura è imitatrice di tutte le forme della natura, Leonardo la utilizza in tutti i suoi campi di indagine: nei disegni a sezione trasparenti orizzontali per mostrare sia architteture che membra anatomiche, sezioni verticali per rappresentare sia la “gupola del cranio” sia la cupola del Duomo di Milano. Tutte le osservazioni scientifiche in Leonardo confluiscono nella pittura.

La decima sezione è dedicata alla concezione cosmologica di Leonardo, alla sua visione del mondo e dell’universo e testimonia la sua capacità di rappresentare il mondo con finissima competenza idrografica e geologica. 

La penultima sezione, con il “Libro di pittura” racconta dell’eredità artistica di Leonardo, che formulò regole e nozioni sull’arte al fine di tramandarle alle generazioni successive di artisti e presenta al visitatore i “Leonardeschi”, il gruppo di allievi che si formarono nella bottega milanese dell’illustre Maestro. La mostra si conclude con la sezione intitolata “Il mito di Leonardo”, legato alla sua figura di uomo dalla personalità complessa, dall’ingegno immenso, filosofo e mago. Mito aumentato dalle sue opere, su tutte “La Gioconda” con il suo celebre sorriso. 

Tra le 200 opere esposte: “San Girolamo”, proveniente dalla Pinacoteca Vaticana, la “Madonna di Dreyfuss” dalla National Gallery of Washington, la “Scapiliata” dalla Galleria Nazionale di Parma; la “Leda Spiridon” dalla Galleria degli Uffizi, l’ “Uomo vitruviano” da Venezia (presente solo fino a metà maggio). La Regina Elisabetta ha concesso trenta fogli del “Codice Windsor”. Dal Louvre, in prestito, tre capolavori: la “Belle ferronnière”, “Annunciazione” e il “San Giovanni Battista”.

La mostra è curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, tra gli storici dell'arte più importanti per gli studi sul grande genio del Rinascimento d è realizzata e promossa da SKIRA e Comune di Milano

@Stefania Cappelletti.

Leonardo Da Vinci sul Grande Schermo al MIC

 

La Fondazione Cineteca Italiana presenta al MIC- Museo interattivo del cinema – “Leonardo Da Vinci (1452-1519)” un ciclo di nove appuntamenti cinematografici, dal 6 al 30 maggio, in occasione della mostra dedicata al grande maestro a Palazzo Reale. 

La retrospettiva sul grande Maestro, ritenuto il prototipo dell’uomo universale rinascimentale, in grado di padroneggiare magistralmente sia le arti che le scienze, apre con due preziosi documentari: “Il Cenacolo: le vicende e il restauro Pellicioli del capolavoro di Leonardo Da Vinci” di Luigi Rognoni, realizzato nel 1949, svela il restauro, in seguito ai gravi danni subiti per i bombardamenti della seconda guerra mondiale, di uno dei capolavori più noti di Leonardo, e “Leonardo Da Vinci”, biografia dell’artista realizzata dal grande Luciano Emmer nel 1952. 


Saranno proiettati anche tre documentari ideati per la televisione inglese: “Leonardo Da Vinci: il genio e il suo tempo” del 2006, ricostruzione in costume che svela la personalità e la vita di Leonardo; “Leonardo Da Vinci. L’arte e la scienza”, girato nel 2006, diviso in due parti: la prima si sofferma sulle qualità artistiche di Leonardo, la seconda sulle sue avveniristiche invenzioni geniali; “L’ultima cena di Leonardo”, filmato del 2008, analisi del dipinto sotto molteplici aspetti, dall’ispirazione alle influenze artistiche, dai possibili significati alle tecniche usate, dalla vita dell’autore al contesto storico. In programma anche la fiction realizzata dalla RAI nel 1971 “La vita di Leonardo Da Vinci”, diretta da Renato Castellani e interpretato da Philippe Leroy


Il film, diviso in tre parti, ripercorre con cura tutta la vita di Leonardo Da Vinci, dalla nascita sino alla morte in Francia. Visibili anche due brevi documentari di Camillo Pellegatta: “Leonardo il Maestro Da Vinci” racconta il periodo trascorso dal grande artista presso la corte di Ludovico il Moro; “Leonardo: inchiostro vivo” illustra i manoscritti leonardeschi, i progetti e i disegni di meccanica, anatomia, pittura, scultura e architettura, i progetti per rendere navigabile l’Adda tra Lecco e Milano, gli studi sul volo degli uccelli.

La retrospettiva termina con la proiezione del film di Luigi Giachino, del 1948, “L’ultima cena” nella versione restaurata dalla Fondazione Cineteca Italiana: su richiesta dei frati di Santa Maria delle Grazie, Leonardo Da Vinci deve decorare una parete del refettorio dipingendo l’ultima cena. 

@Stefania Cappelletti

lunedì 27 aprile 2015

Segnali. Il Festival del Teatro dedicato ai Ragazzi

 

Una bella inziativa per avvicinare i più piccoli alla magia del teatro.

Come ogni anno si rinnova SEGNALI, Festival di teatro ragazzi, in programma dal 6 all’8 maggio 2015, grazie alla collaborazione del Teatro del Buratto ed Elsinor. 

Anche questa edizione si aprirà con un momento di riflessione e approfondimento volto a indagare i processi della contemporaneità. Il punto di partenza di questa riflessione sarà Made in Italy, atto secondo. Un confronto sulle nuove regole del Teatro contemporaneo, giovani generazioni e strumenti di sostenibilità. Ovvero come nuovi pensieri possono trovare concretezza e traduzione in attività sostenibili e in ciò accompagnati da una molteplicità di voci. L’incontro – rivolto ad artisti e operatori anche aperto al pubblico interessato - verterà sulla discussione di possibili strategie e scenari futuri, in un territorio mutato, anche alla luce delle prospettive derivanti dal nuovo decreto applicativo del FUS. 


Il Festival vede coinvolte tre sale teatrali (Teatro Verdi, Sala Fontana, a Milano e Bì la fabbrica del gioco e delle arti a Cormano) per un cartellone di 14 spettacoli ). 


I lavori proposti sono prodotti sia da compagnie lombarde, che da compagnie nazionali. Anche in questa edizione è prevista la tradizionale consegna degli EOLO AWARDS - dedicati a Manuela Fralleone - organizzati dalla rivista di teatro ragazzi Eolo e consegnati con la collaborazione di testimonial del mondo del teatro e della cultura per l’infanzia. 

Tutti gli spettacoli sono assolutamente gratuiti. Per informazioni e prenotazioni: 

 Teatro del Buratto - tel. 02.27002476 Teatro Sala Fontana – 02.69015733 mail:festival.segnali@tiscali.it 

@ Antonietta Usardi

Omaggio ai Grandi Musical al Barclays Teatro Nazionale

 

Ritorna dal 5 al 17 maggio al Barclays Teatro Nazionale, dopo un grande successo in tutta Italia, “The Best of Musical”, lo spettacolo che racconta insieme quattro grandi titoli: “Mamma mia!”, “La Bella e la Bestia”, “Sister Act” e “La Febbre del Sabato Sera”. 

Un evento unico, che porta in scena dieci artisti, protagonisti dei cast originali, accompagnati dalle famosissime canzoni degli Abba, dei Bee Gees e di Alan Menken, tutte eseguite dal vivo.


Il pubblico ritroverò sul palco alcuni dei più famosi interpreti: Arianna Bergamaschi, Michel Altieri, Gabrio Gentilini, Francesca Taverni, Michele Carfora, Elisa Lombardi, Chiara Materassi, Samuele Cavallo, Simona Di Stefano, Giulio Benvenuti. A firmare la regia è Chiara Noschese, già eccezionale leading lady di “Mamma Mia”, casting director e acting coach per “Sister Act” e, infine, regista associato in “La Febbre del Sabato Sera”. 


Le coreografie sono ideate da Eleonora Lombardo. “The Best of Musical” è una produzione Show 4 Fun in collaborazione con Stage Entertainment.



 @Stefania Cappelletti

#FoodPeople. La Storia dell’Alimentazione al Museo della Scienza e della Tecnologia

 

Sino a fine 2015 il Museo della Scienza e della Tecnologia ospita “#FoodPeople.La mostra per chi ha fame d’innovazione”

L’esposizione è dedicata ai cambiamenti avvenuti in cucina, sulle nostre tavole e nell’industria alimentare negli ultimi 150 anni.

La mostra, disposta su 700 metri quadrati, è divisa in tre sezioni: “Sul campo”, “Dentro l’industria” e “Cibo del futuro”. 

Emblema dei cambiamenti che hanno rivoluzionato il rapporto dell’uomo con il cibo è il frigorifero: ne è stato creato uno virtuale con lo scopo di insegnare la corretta conservazione dei cibi per limitare gli sprechi. Si riflette sul freddo anche attraverso oggetti come un compressore Epta, una bombola per azoto liquido e una sorbetteria Sammontana, scoprendo che, a livello industriale, esistono due diverse tipologie di freddo: quello meccanico e quello ottenuto da gas. 


La mostra presenta, inoltre, la meccanizzazione della lavorazione dei tortellini, le scoperte di Pasteur e il loro utilizzo e l’appertizzazione (dal nome del francese Nicolas François Appert), un metodo rivoluzionario di inizio Ottocento, ancora usato, per la conservazione in scatola del cibo.


I visitatori diventeranno agricoltori grazie ad una postazione di gioco in cui potranno far crescere la loro piantina, imparando come e quanto bagnarla e come difenderla dai parassiti. 

Scopriranno quali fiori possono essere mangiati e ascolteranno i suoni digitali prodotti dai frutti. Diverse videoinstallazioni e foto accompagnano adulti e bambini lungo il percorso dell’esposizione per spiegare i mutamenti della cascina lombarda, trasformata dagli strumenti per coltivare la terra, come la trattrice Cassani del 1927, esposta nella mostra; si potranno vedere i cambiamenti avvenuti sulle tavole degli italiani, le differenze tra le tavole della famiglia borghese e di quella operaia, le mense delle scuole e quelle delle fabbriche, attraverso piccoli segni, come le stoviglie, le tovaglie, la posizione del capo famiglia. 

C’è anche un video, realizzato dagli studenti dell’Istituto Cavalieri, in cui i ragazzi raccontano la loro visione del cibo. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 23 aprile 2015

Mantra Beat. Al Teatro Out Off la Musica dello Spirito

 

Appuntamento musicale al Teatro Out Off il 27 aprile con Mantra Beat. 

Arriva per la prima volta in Italia una pratica di canto antichissima, rivisitata con sonorità contemporanee capaci di andare dritte all’anima. 

Molto diffusa in Oriente, negli Stati Uniti, in Germania e nel nord Europa, questa pratica è una novità per il grande pubblico italiano, e ripresenta la musica e la voce nella loro veste originaria: strumenti per eccellenza per accedere alla propria interiorità, per riconnettersi allo spazio del sacro, per ricongiungerci alle nostre radici e aprire così gli occhi sulla realtà con nuova freschezza.

   

Il canto di mantra & kirtan è una pratica legata alla meditazione e alla ricerca spirituale, oltre che in ambiti terapeutici, agendo sui tre livelli, spirituale, fisico e mentale. Abbina il potere del suono alla sacralità di “parole” ripetute da millenni, in tutte le parti del mondo, con l’intento di elevare l’animo. Attraverso la loro personale esperienza, Nitya e Ninad creano un contesto in cui il pubblico stesso, lungi da essere un passivo fruitore o un oggetto da intrattenere, ritrova e rivivifica in sé qualità come la Creatività e la Libertà. 

Con Nitya &Ninad - harmonium, chitarra e voci

special guest Andy Fluon (Bluvertigo) - sax e piccole percussioni

Alessandro Morbelli            

 @Antonietta Usardi

Tornano i Giovedì del Museo Bagatti Valsecchi

 

Tornano con la bella stagione " I Giovedì del Museo Bagatti Valsecchi", una serie di iniziative che apre le porte del Museo di via del Gesù all'orario dell'aperitivo con un programma di eventi che vanno dai concerti alle conferenze, dal teatro agli incontri. 

Primo appuntamento il 30 aprile con un concerto di archi e clarinetti appartenenti al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

Il Museo si avvale per i suoi giovedì importanti collaborazioni con la Scuola di teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano al Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Milano e l’Associazione Wagneriana. 

Ecco il calendario in dettaglio: 

 30 aprile e 7 maggio, alle ore 20 Concerti con il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano Quartetto d’archi // Quartetto di clarinetti 

 14, 21 e 28 maggio, 4 giugno, alle ore 20 Teatro Lezione aperta con la Scuola di teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro a cura di Giovanni Crippa Barbablù // Il castello del principe Barbablù

   

11 e 18 giugno, alle ore 20 Concerti con l'Associazione Wagneriana di Milano Buon compleanno Strauss! // L’ultimo Romanticismo e il dopo-Wagner 

 25 giugno, 2, 9 e 16 luglio, alle ore 20 Aperitivi e incontri 

 Durante I giovedì del Museo Bagatti Valsecchi il Museo sarà visitabile oltre il consueto orario di apertura dalle 19 fino all’inizio delle manifestazioni (partenza visita guidata alle ore 19). 

 @Antonietta Usardi

Dal Pane Nero al Pane Bianco. A Palazzo Moriggia una Mostra sull'Alimentazione

 

Fino al 28 giugno sarà possibile visitare nel settecentesco Palazzo Moriggia, sede del Museo del Risorgimento, la mostra “Dal pane nero al pane bianco. L’alimentazione in Italia tra fascismo, guerra e liberazione” in occasione delle celebrazioni per il 70° della Liberazione.

La mostra è organizzata in sei sezioni: “Mangiare all’italiana” racconta l’autarchia alimentare; “Saperi e sapori” mostra il ruolo della scuola in prima linea; “Manca il pane” illustra il regime alimentare durante gli anni della guerra e dell’occupazione nazista; “Guerra alla guerra” affronta il problema dell’alimentarsi per i partigiani; “Il gusto della libertà” descrive, attraverso il passaggio dal pane nero al pane bianco, l’emozione della Liberazione; “Si fa presto a dire fame” spiega il ritorno alla normalità nell’immediato dopoguerra.

La rassegna è composta da una molteplicità di materiali: giornali e riviste femminili d’epoca fascista, ricchi di messaggi pubblicitari, che spingevano le lettrici al consumo dei “genuini e salutari prodotti italici”, consigli diretti alle massaie italiane, ritratte sempre sorridenti, per risparmiare, evitare sprechi e cucinare gustose ricette autarchiche; materiale scolastico, dai temi ai dettati, copertine illustrate di libri e quaderni di alunni che mostrano le direttive e le parole d’ordine del regime fascista in tema d’autarchia e di economia di guerra.

 Esposte anche tabelle con i dati relativi al costo della vita e agli indici di consumo dei generi alimentari che mettono in evidenza il drastico calo del tenore alimentare degli italiani, a dispetto di quanto enunciato dalla propaganda; riprodotte le famose tessere annonarie, senza le quali era impossibile comprare qualsiasi tipo di cibo nei negozi; presentati anche documenti d’archivio che elencano il numero delle mense collettive, dei ristoratori di guerra e delle mense aziendali presenti a Milano durante la guerra e ne dopoguerra. 

Gran parte del materiale è inedito: numerose le fotografie, provenienti in gran parte dalla raccolta fotografica dell’Insmli, raffiguranti partigiani che consumano il loro rancio; le lunghe code davanti ai negozi in attesa delle razioni di cibo. Inoltre manifesti e locandine riprodotti da artisti e intellettuali sul tema della Resistenza, dei lager e della Liberazione. L’esposizione evidenzia le difficili e dure condizioni di vita, le sofferenze e le morti che gli italiani subirono durante il regime fascista e la seconda guerra mondiale, ma sottolinea anche il grande senso d’unità che rese possibile l’opposizione al nazifascismo e il ritorno, seppur difficoltoso, alla normalità nel dopoguerra. Unitamente alla mostra, sarò possibile assistere a tre conferenze tematiche, presso la sala conferenze del del Palazzo Moriggia, il 29 aprile, il 3 e il 6 maggio.

@Stefania Cappelletti

martedì 21 aprile 2015

La Cantratrice Calva. Ionesco in Scena al Manzoni di Milano



Appuntamento con un classico del teatro al Manzoni di Milano. 

 Dal 27 al 29 aprile va in scena La cantatrice Calva di Eugene Ionesco, con un cast davvero particolare, che vede tra gli altri Max Pisu, Leonardo Manera e Diego Parassole

Certamente una cantatrice un po' fuori dai canoni consueti con i dintorni di Londra assomigliano ai dintorni di molte città italiane, nel 2015. E l’interno borghese - in cui gli irreprensibili signori Smith ricevono la non particolarmente gradita visita dei coniugi (ma forse no) Martin, e del capitano dei pompieri, esperto in aneddoti, alla disperata ricerca di un incendio da spegnere – possiede una contemporaneità riconoscibilissima. 

E qui, in questa cena "borghese" si celebra la commedia dell'assurdo: un contrasto è reso ancor più evidente dall’interpretazione dei protagonisti, volti noti al pubblico, abituati a portare sul palcoscenico le proprie parole, in un dialogo molto diretto con la platea. 

Un tuffo catartico e carpiato nell’assurdo che si cela sotto  la normalità quotidiana. 

@Antonietta Usardi

Pane e non solo. Cibo, Spiritualità e Arte alla Biblioteca Ambrosiana

 

Fino al 21 luglio la Biblioteca Ambrosiana ospita la mostra “Pane e non solo. I cibi, i libri”, una raccolta di 15 manoscritti, di origini ebraiche, greche, latine, arabe e italiane, riccamente miniati. 

L’esposizione, anticipando i temi che saranno trattati da Expo 2015, ruota attorno alla pagina dipinta da Simone Martino, uno dei più grandi miniatori italiani del Trecento, per il codice “Virgilio” posseduto da Francesco Petrarca, che lo adoperava come una sorta di diario privato tanto che è possibile trovare, accanto alle note al testo, resoconti giornalieri in cui compare Laura.

Nel dipinto di Simone Martino il sommo poeta viene rappresentato in un momento d’estasi sopra pastori e agricoltori alle prese con il loro duro lavoro. 

 La rassegna presenta anche uno dei capolavori dell’arte araba di Amr bin Bahr al-Gahiz, studioso ed eminenza “grigia” del Califfo di Baghdad, teologo che approfondì il problema dell’armonia tra fede e ragione anche nella sua opera “Il Libro degli animali” in cui intreccia il tema della zoologia con riflessioni di natura teologica, metafisica, sociologica e psicologica anticipando alcuni temi della teoria evoluzionista, ma anche regalando ai lettori delicate scene femminili di harem. 

E’ possibile ammirare anche uno dei frammenti dell’ “Ilias picta”, appartenente alla Biblioteca Ambrosiana fin dal 1601, dopo l’acquisizione della biblioteca di Gian Vincenzo Pinelli, in cui viene rappresentato uno dei banchetti degli dèi cantato da Omero nell’Iliade. Tra i manoscritti miniati spicca il “De balneis Piteolanis”, il componimento poetico di Pietro da Eboli sulle Terme di Pozzuoli, illustrato nel 1470 da Cola Rapicano, miniatore del re Alfonso D’Aragona: l’eleganza delle miniature è estremamente apprezzabile nelle pagine dedicate alla “Sobrietà e Ingordigia” che raffigurano un ricco banchettante e un povero alla sua porta. In tutto il percorso dell’esposizione si trovano pagine miniate con scene di banchetti escatologici delle tradizioni ebraica e cristiana, nelle quali l’amore per il vino e i legami d’amicizia del simposio si intrecciano con simbolismi arcani rappresentati da astri e animali. 

Tra questi, imperdibile il bifoglio su pergamena, appartenente ad un codice biblico ebraico franco-tedesco risalente al 1236-1238 in cui a destra viene rappresentato il cosmo con al centro il sole, la luna, quindici stelle entro i sette cieli; agli angoli esterni si trovano i quattro esseri viventi descritti da Ezechiele; a sinistra sono, invece, rappresentati i tre animali delle origini, Ziz, Laviatan e Behemot, e sotto di loro il Banchetto escatologico dei Giusti, che si compirà nei tempi del Messia a Gerusalemme. I manoscritti esposti sottolineano tutti come arte, scienza e fede siano, attraverso l’amore e la bellezza, nutrimento per ogni essere umano. 


 @Stefania Cappelletti

Intrighi Internazionali al Mic


Fino al 30 aprile il Mic, Museo interattivo del cinema, ospita una rassegna su uno dei generi cinematografici più amati e seguiti: il cinema di spionaggio. “Intrighi internazionali” è una retrospettiva che garantisce azione, mistero, romanticismo, suspence, ma anche humor. Portatro sui grandi schermi da maestri quali Alfred Hithcock e Carol Reed, il genere spionistico venne definitivamente apprezzato dal grande pubblico grazie alla serie di James Bond, ancora molto attiva. La rassegna intende offrire una rappresentazione delle diverse sfaccettature che caratterizzano i film di spionaggio.

Capolavoro del genere è ovviamente “Intrigo internazionale” di Alfred Hitchcock, con un magnifico Cary Grant, che ritroveremo anche nel thriller romantico “Sciarada” di Stanley Donen con l’inimitabile Audrey Hepburn. Presente nella rassegna “Terrore sul Mar Nero” di Norman Foster, con un magnetico Orson Welles. Il film sarà preceduto dalla presentazione del libro “Viaggio nella paura” di Eric Ambler, ripubblicato da Adelphi. 

Non potevano mancare gli intrighi della CIA, protagonisti dell’adrenalinico “I tre giorni del Condor” di Sidney Pollack, con un tormentato ma impavido Robert Redford.

Chiudono la rassegna due film più recenti, a testimonianza della vitalità del genere: “La Talpa” di Tomas Alfredson, con un cast stellare: Gary Oldman, Colin Firth e Tom Hardy; “I due volti di gennaio” di Hossein Amini, thriller esotico tratto da un romanzo di Patricia Highsmith. Resterete con il fiato sospeso!!! 

@Stefania Cappelletti

Nuova dimora e grande festa al Castello Sforzesco per la Pietà Rondanini.



Una nuova e definitiva casa per la pietà Rondanini,ultimo capolavoro di Michelangelo. La Pietà Rondanini, arrivata a Milano nel 1952, ha finalmente trovato la collocazione perfetta al Castello Sforzesco, in uno spazio veramente suggestivo.

Si tratta dell’antico Ospedale Spagnolo, l’infermeria usata dagli Spagnoli durante la peste del 1576. Un luogo che ha visto grandi sofferenze e, quindi, adatto ad accogliere ed ospitare una scultura simbolo del dolore.

Ci sono voluti tre anni di lavori e di studi per rendere l’ex Ospedale un luogo sicuro per l’opera di Michelangelo. Il restauro ha ridato vita agli affreschi che rappresentano gli emblemi della casa reale spagnola sulle controfacciate interne della sala, mentre sulle crociere sono dipinte delle ghirlande con gli apostoli e cartigli con il Credo romano a conforto dei soldati malati. 

L’allestimento, ideato e curato dall’architetto Michele De Lucchi, rispetta la sacralità del luogo e della scultura. La Pietà è l’ultima opera del grande Michelangelo, il suo testamento spirituale, a cui dedicò dieci anni della sua vita. La scultura, alta 196 centimetri, larga 70 e profonda 73, un unico blocco di marmo, rappresenta le figure del Cristo, deposto dalla Croce, e della Vergine, fuse in un unico abbraccio.

   

 Entrando nella sala la scultura appare di schiena: per la prima volta, infatti, sarà possibile vedere l’opera nella sua interezza (nella sala degli Scarlioni l’opera era racchiusa in una nicchia a sei lati) e cogliere anche nella curvatura della schiena della Vergine l’intensità emotiva ricercata da Michelangelo. Una speciale piattaforma, unica al mondo, è stata progettata dal Politecnico di Milano per preservare la Pietà Rondanini non solo da un eventuale sisma, ma anche dalle quotidiane vibrazioni causate dalla metropolitana. 

Il 2 maggio aprirà il Museo della Pietà Rondanini con l’inaugurazione al Castello Sforzesco di ExpoinCittà: il taglio del nastro si svolgerà alle 11, mentre dalle 14 alle 23 il museo resterà aperto alla città e l’ingresso sarà gratuito fino al 10 maggio. 

@Stefania Cappelletti

lunedì 20 aprile 2015

Liu Xiaofang. Utopia e Irrealtà alla MC2 Gallery



Arrivano per la prima volta in Italia i lavori della fotografa cinese Liu Xiaofang, ospitati negli spazi di MC2 Gallery (via Malaga 4) dal 26 maggio al 16 luglio. 

L'inaspettata proposta è una fotografia onirica che attinge a piene mani dai suoi ricordi d'infanzia e di contemplazione poetica del mondo che la circonda: paesaggi, delicati e apparentemente utopici, confondono i confini tra il mondo reale e l'immaginazione, lasciando che lo spettatore si interroghi sul concetto di verità e realtà. 

La fotografia di Liu richiama la pittura tradizionale cinese, ponendosi volontariamente in un punto intermedio tra pittura e fotografia. Il risultato è un mondo di fantasie fiabesche, in cui l’illusione sconfina nella realtà, seguendo il percorso dei vaghi ricordi d’infanzia. 

 Liu Xiaofang si è laureata presso il Dipartimento di Fotografia, all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino. Nominata nel 2010 tra i più promettenti fotografi contemporanei dal Musée de l' Elysée di Losanna, in Svizzera; Liu Xiaofang ha partecipato alla mostra “reGeneration2” e a diverse mostre internazionali come la mostra itinerante “Photographers Today”. Nello stesso anno ha mostrato la sua creatività e il proprio talento a Paris Photo. Una delle sue visioni circolari è stata scelta nel 2008 come immagine dei Giochi Olimpici di Pechino e ha esposto in mostre collettive in tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone e Svizzera. 

@Antonietta Usardi

“Milano città aperta”. Al Mic le Celebrazione del 70° Anniversario della Liberazione


Dal 20 aprile al 3 maggio, il Mic, Museo Interattivo del cinema, per celebrare i 70 anni della Liberazione italiana dal nazifascismo una retrospettiva dei capolavori più signidficativi del cinema italiano sulla Resistenza.

Grazie alla collaborazione con l’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, e con l’INSMLI, Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, ogni lungometraggio sarà preceduto dalla proiezione di brevi testimonianze filmate di partigiani. La rassegna prevede la proiezione di dieci film in cui maggiormente viene conservata la memoria di una parte tanto fondamentale della storia del nostro Paese. 

 In programma: 

“La lunga notte del ‘43”, di Florestano Vancini (1960).
“L’uomo che verrà”, di Giorgio Diritti (2009).
“Gli sbandati”, di Francesco Maselli (1955). 
“Roma città apertà” (1945), 
“Era notte a Roma”(1959), 
 “Il generale Della Rovere” (1960), di Roberto Rosselini. 
“Le quattro giornate di Napoli”, di Nanni Loy (1962). 
“La notte di San Lorenzo”, di Vittorio e Paolo Taviani (1982). “Giorni di furore”, di Gianni Dolino (1963). “Il terrorista”, di Gianfranco De Bosio (1963).

 

 La retrospettiva, inserita nel Festival “Il cinema visto da Milano”, propone altre due pellicole speciali appena restaurate, proiettate allo Spazio Oberdan e all’Area Metropolis 2.0: “Con i partigiani sull’Appennino”, girato nel 1944-’45 da M. Cantoni, e “Il ribelle” di G. Bocchi.

Nella sala accanto all’atrio dello Spazio Oberdan sarà inoltre visitabile la mostra fotografica “Milano città aperta” con 70 scatti partigiani,provenienti dagli archivi dell’INSMLI, esposti dal 21 aprile fino al 3 maggio. 

@Stefania Cappelletti

Buon Compleanno Linus a Wow Spazio Fumetto.


Lo Wow Spazio Fumetto celebra mezzo secolo di vita della prima rivista al mondo di fumetti con una mostra “Linus e la rivoluzione del ‘65”, aperta fino al 10 maggio. 


La mostra ripercorre la storia editoriale della testata, ne ricorda i suoi protagonisti più celebri e le rubriche più interessanti esponendo documenti rati, tavole originali, tra cui quelle di Crepax e di Lunari, libri, pubblicazioni e molti numeri storici. 

“Linus” nacque nel 1965, anno importante per la storia dei fumetti, che vennero finalmente studiati e stimati come forma espressiva delle tendenze culturali della società contemporanea con l’apertura del primo Salone Internazionale dei Comics a Bordighera (che già l’anno successivo, trasferendosi a Lucca, diventerà il famoso Lucca Comics and Games). 

Fino ad allora il fumetto era considerato come letteratura infantile e i suoi autori visti come scrittori o pittori mancati se non addirittura corruttori delle giovani e innocenti menti! Il Salone Internazionale dei Comics del 1965 vide come promotori e ideatori Romano Calisi, Umberto Eco, Claudio Bertieri e Rino Albertarelli. 

A Milano, già nel 1963, il fumetto aveva acquistato un suo spazio di respiro grazie a Giovanni Gandini, a sua moglie Anna Maria Gregorietti e a Laura Lepetit che nella loro libreria Milano Libri in Via Verdi, di fianco alla Scala (purtroppo appena chiuso), avevano esposto il volumetto “Arriva Charlie Brown”, presentato da Umberto Eco. 

Anche grazie ai Gandini che,lavorando anche con la Ricordi, conoscevano Franco Crepax, discografico fratello di Guido, a cui, alla nascita di Linus, viene offerta l’occasione di pubblicare un racconto a fumetti di fantascienza a puntate, “Neutron”, in cui apparirà per la prima volta il personaggio di “Valentina”, che diverrà velocemente protagonista assoluta. 


Nel primo numero di Linus veniva anche pubblicata un ‘intervista di Umberto Eco a Elio Vittorini e a Oreste del Buono (a cui, in concomitanza con l’apertura della mostra, è stato dedicato il parco di fronte al museo). Anche Lunari, con il suo uomo cavernicolo, “Girighiz”, appare subito nel primo numero della rivista. Successivamente creerà il noto vecchietto “Eritreo Cazzulati”. Tutti gli altri fumetti presentati nel 1965 dalla testata erano stranieri: ovviamenti i Peanuts, Popeye, Krazy Kat, Li’l Abner, Pogo, Barnaby.

 Un’ottima occasione per rendere omaggio alla rivista che ci ha aperto il mondo dei fumetti della nostra vita.

 @Stefania Cappelletti

Sul Palcoscenico del Libero Hedda Gabler secondo Monica Faggiani

Al Teatro Libero di Milano fino al 28 aprile con Hedda Gabler, Monica Faggiani, che sulla scena interpreta Hedda, ci racconta la straordinaria complessità di questa moderna eroina di Ibsen.

Hedda, fragile e feroce. Una donna, per certi versi, modernissima. com'è diventare lei sul palcoscenico? 

E’ una sfida affascinante calarsi nei panni di un eroina “negativa”.. Indagare il nero che c’è in ognuno di noi e provare ad inabissarsi al suo interno. E poi interpretare Hedda è un po' come stare su un ottovolante... c’è un passaggio continuo tra emozioni estreme e diverse.. Non c’è in lei una linearità psicologica e questo per un attore è molto difficile ma anche elettrizzante perché ti costringe a rimanere sempre vigile e attento ai continui moti dell’anima del tuo personaggio. 

Hedda Gabler è una produzione di TLLT. Un progetto nuovo, una nuova scommessa dopo le molte vinte, in un periodo di crisi. Qual'è la sua forza? 

 La forza di TLLT sta nell’unione delle forze di tante compagnie giovani e meno giovani che continuano a credere nella forza del Teatro e nell’idea che il Teatro si faccia insieme e non uno contro l’altro. Teatro Libero è la casa di tante compagnie che finalmente si sentono a casa!

Hai interpretato spesso donne "complicate". Penso ad esempio ad Assassine. cosa ti affascina di personaggi di questo tipo? 

I personaggi “complicati” permettono di approfondire di scavare e quindi di essere sempre diverse e originali sulla scena. E ti costringono a trovare dentro di te l’altra faccia della luna... la parte che non mostriamo o che temiamo di noi stessi.



Un personaggio femminile cui sei particolarmente legata o uno che vorresti interpretare? 

Hedda Gabler è sicuramente il personaggio più complesso e difficile che abbia mai affrontato e recitare Ibsen è stato per me realizzare un sogno. Per il futuro vorrei con tutta me stessa interpretare Blanche in "Un tram chiamato desiderio"... Lo vorrei tantissimo... (se ci sono registi in ascolto...)


Teatro Libero Milano. Hedda Gabler. Regia di Cristina Pezzoli. Con Laura Anzani, Marco Brinzi, Monica Faggiani, Monica Menchi, Dario Merlini, Angelo Tronca e con la partecipazione straordinaria di Rosalina Neri. Scene e luci Paolo Calafiore. Costumi Rosanna Monti. Aiuto Regia Luca Orsini. Produzione Teatro Libero Liberi Teatri.

Foto. Andrea Finizio



@Antonietta Usardi

Il Cinema Italiano Visto da Milano



 Fino al 26 aprile Milano ospita la XIII edizione del Festival “Il cinema italiano visto da Milano”presso lo Spazio Oberdan, il Mic (Museo Interattivo del Cinema) e l’Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano

Otto giorni di proiezioni di lungometraggi, corti, documentari, anteprime, ma anche di incontri con attori e registi. 

Il Festival include il concorso cinematografico “Rivelazioni” con 5 lungometraggi, non ancora distribuiti al cinema, che verranno giudicati da una giuria in sala, composta da pubblico e studenti.

I film in gara: 
“Mi chiama Maya” di Tommaso Agnese (presente in sala durante la proiezione): due sorelle di 16 e 18 anni si ritrovano alla morte della madre e fuggono insieme dall’assistenza sociale in un road movie che diventa anche ricerca di se stessi;

“Index Zero” di Lorenzo Sportiello (presente in sala): ambientato nel 2035, un uomo e una donna cercano di entrare illegalmente negli Stati Uniti d’Europa per dare un futuro migliore al figlio che aspettano. Negli USE ad ogni cittadino viene affidato un “indice di sostenibilità” che segnala il grado di benessere e produttività personale e una donna incinta non è considerata sostenibile;

“Bolgia Totale” di Matteo Scifoni (presente in sala con l’attrice Xilda Lapardhaja): un vecchio ispettore prossimo alla pensione, alcolizzato e drogato e un giovane criminale in fuga. Due disperati che scontrandosi riscopriranno la propria umanità;

“Short Skin” di Duccio Chiarini: sin da piccolo Edoardo soffre di una malformazione al prepuzio che lo mette in imbarazzo con le ragazze. Diciassettenne, reagisce alle pressioni del mondo per superare le proprie insicurezze;

“Border” di Alessio Cremonini (presente in sala insieme all’attrice Sara El Debuch): la storia di due giovani sorelle siriane che tentanto di fuggire durante il combattimento dei ribelli contro il regime di Assad.

Abbinati ai film verranno proiettati i 5 cortometraggi, vincitori del contest “Cortology. Icone che fanno cinema”: “L’attesa” di To Guys, “Non senza di me” di Brando De Sica, “Starsheep Troopers” di Luca Sorrentino, “Finchè morte non ci separi” di Francesco Calabrese e “Sul tram” di Leone Balducci. 

Nella sezione Fuori Concorso si potranno vedere, in presenza dei registi e degli attori, lungometraggi e documentari in anteprima per Milano. In programma: “Pitza & Datteri” di Fariborz Kamkari (già regista di “I fiori di Kirkut): la pacifica comunità musulmana di Venezia viene sfrattata dalla proprio moschea da un’avvenente parrucchiera bionda che la trasformerà nel suo salone di bellezza. Una divertente storia di integrazione multiculturale. Tra gli attori Giuseppe Battiston, che interpreta Bepi, un veneziano convertitosi all’Islam, e Maud Buquet, la splendida parrucchiera Zara; 

“Prog Revolution” di Rossana De Michele: un film sul rock progressivo milanese dal 1969 alla fine degli anni Settanta, che vede come protagonisti la PFM, gli Area ed Eugenio Finardi; “Faber in Sardegna” di Gianfranco Cabiddu: racconta, a partire dalle canzoni, il rapporto d’amore tra Fabrizio De Andrè e la Gallura;

“Let’s go” di Antonietta De Lillo (presente in sala insieme al protagonista Luca Musella): ripercorre la vita dell’attore protaginista in un testo-lettera da lui scritto e in un viaggio che da Napoli lo porterà a Milano;

“Tutte le scuole del regno” di Marco Bechis e Caterina Giargia: ambientato a Palermo, narra la storia di una dirigente scolastica, Marisa Cordone, che da tutta la vita lavora nelle scuole di uno dei quartieri più difficili della città, la Vucciria; 

 “Eva Braun” di Simone Scafidi: un grottesco viaggio attraverso il Potere, il sesso e la disponibilità dei protagonisti di sottomettersi a qualsiasi umiliazione pur di ottenere il loro scopo;

“L’Internazionale del risparmio –Vita e pensiero di Filippo Ravizza” di Giulia Ciniselli: un documentario che ripercorre i momenti salienti della vita di Filippo Ravizza, pioniere dell’insegnamento commerciale e fondatore nel 1951 della Scuola Italiana di Pubblicità;

“Welcome Home” di Silvia Maggi e Silvia Radicioni: racconta l’esperienza della casa di riposo Lebensort Vielfalt, a Berlino, nel quartiere di Charlottenburg, che dal 2012 ospita anziani appartenenti alla comunità LGBT. 


Durante il Festival sarà possibile rivedere i migliori film della stagione, presentati in sala dai registi: “Italiano Medio” di Maccio Capatonda, “Il giovane favoloso” di Mario Martone, “Latin Lover” di Cristina Comencini che parteciperà alla proiezione, “Noi e la Giulia” di Edoardo Leo con la presenza in sala di Claudio Amendola , un episodio di “Gomorra 1 – La serie” presentato dall’attrice Maria Pia Calzone, “Zanetti Story” di Simone Scafidi e Carlo A. Sigon che interverranno in sala, “Anime nere” di Francesco Munzi in compagnia dell’attrice Barbara Bobulova), “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo, “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi, “La mossa del pinguino”, “Banana” di Andrea Jublin e “La Sapienza” di Eugène Green. Infine è prevista una tavola rotonda sulle carriere di Milly e Mariangela Melato: con le testimonianze di Filippo Crivelli e Maurizio Porro e attraverso la proiezione di interviste e materiale video, verrà raccontata l’attività cinematografica, teatrale e televisiva di queste due grandi attrici. A seguire il capolavoro “Travolti da un insolito destino nell’inquieto mare d’agosto”. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 15 aprile 2015

La Mia Gente. Omaggio a Jannacci alla Feltrinelli di Milano



 La Feltrinelli di Piazza Piemonte ospita, a due anni dalla scomparsa del grande artista, la mostra “La mia gente. Enzo Jannacci canzoni a colori”, in collaborazione con la rivista “Scarp dè tenis” e con l’appoggio di Wow Spazio Fumetto.

L’esposizione, curata da Davide Barzi, vede in contemporanea l’uscita del libro di Sandro Paté “Peccato l’argomento. Biografia a più voci di Enzo Jannacci” (Log Editore), una raccolta di anedotti e interviste di chi fu testimone della vita del grande artista, medico, cantautore, cabarettista, attore.

 La mostra presenta 50 tavole dei più importanti disegnatori e fumettisti italiani che hanno rappresentato il mondo e i personaggi descritti da Jannaci nelle sue canzoni.

 

 Tra le opere esposte: Bozzetto (“La mia gente”), Silver (“Il primo furto non si scorda mai”), Villa (“Il Duomo di Milano”), Locatelli (“La Balilla”), Bertolucci (“Faceva il palo”). E poi, ancora, “Vicenzina”, disegnata da Usai, “Giovanni telegrafista” illustrato da Ambu, Enzo Jannacci stesso con il suo inconfondibile sorriso nell’interpretazione di Gerasi di “Mamma che luna c’è stasera”. 

Non mancano, ovviamente, le tavole dedicate al delitto dell’ “Armando”, al sempre attuale “Ho visto un re”, al barbun di “Scarp de tenis” o al povero operaio di “Ti te se no”.

 Si potrebbe andare tutti quanti a vedere Jannaci a colori!!! 

 @Stefania Cappelletti

Il Primato del Disegno. A Brera i Disegni dei Grandi Maestri. Dai Primitivi a Modigliani.



 Dal 28 aprile fino al 19 luglio la Pinacoteca di Brera ospita la mostra “Il Primato del Disegno. I disegni dei grandi maestri a confronto con i dipinti della Pinacoteca di Brera. Dai Primitivi a Modigliani”. L’esposizione raccoglie opere su carta provenienti sia dal poco conosciuto ma ricchissimo Gabinetto di Disegno dell’Accademia di Belle Arti sia da importanti collezioni italiane e straniere: dal Louvre, dall’Albertina di Vienna, dal Metropolitan Museum, dalla Morgan Library e dagli Uffizi di Firenze. La rassegna pone a confronto i disegni preparatori con le opere su tela per garantire una migliore comprensione della genesi di un dipinto, il pensiero che lo struttura, le tecniche adottate, gli studi effettuati. Ordinata cronologicamente, l’esposizione inizia con la presentazione delle opere dei pisanelliani e di Stefano da Verona, esponenti delle scuole pittoriche italiane, e con il Rinascimento veneto, rappresentato dalle opere di Mantegna, Giovanni e Gentile Bellini, per il quale il disegno era uno strumento fondamentale per indagare a fondo la natura. La sezione successiva è dedicata a Leonardo e ai Leonardeschi che fondarono a Milano una vera e propria scuola del disegno che venne arricchito di valori quasi cromatici, di sfumature e di effetti luministici.

   

Si possono inoltre ammirare le opere, tendenti alla geometrizzazione, di Bramantino, Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino. Ė possibile vedere l’unico disegno preparatorio per “Lo sposalizio della Vergine” di Raffaello, proveniente da Oxford, e confrontarlo con opere dei raffaelleschi e dei manieristi come il Parmigianino e Salviati giungendo fino alle forme pittoriche del tardo Cinquecento che si completano con le opere di Tintoretto e di Paolo Veronese, di Luca Cambiaso e dei Campi, maestri del realismo più naturale. 

 A rappresentare il Seicento le opere di Giuseppe Maria Crespi, Londonio, Piazzetta, Canaletto e Guardi, esponenti della “pittura di carattere” e del vedutismo. Le opere di Giuseppe Bossi e di Andrea Appiani (per il quale sono messi a confronto un affresco strappato e il disegno preparatorio corrispondente) presentano l’epoca classica, mentre l’Ottocento viene introdotto da alcune opere su carta di Hayez e di Fattori. 

L’ “Autoritratto” di Segantini apre la sezione dedicata al Novecento in cui sono esposti i disegni di Boccioni, Modigliani, Carrà, Morandi, Sironi, Giacometti, Licini, le opere delle avanguardie storiche per concludere con la linea grafica espressione dell’ultimo secolo. La mostra, infine, vuole svelare al pubblico la varietà di azioni che ruotavano attorno al disegno, che poteva rappresentare una prova per entrare a contratto in una bottega oppure poteva divenire cartone preparatorio ripetibile per altre pitture. Utilizzati spesso anche sul retro per schizzi e prove mai esposti al pubblico, molti disegni venivano rielaborati anche ad opera conclusa acquistando una vita autonoma rispetto alla pittura. 

@Stefania Cappelletti