giovedì 28 maggio 2015

Odisseo Approda alla Darsena

Fino al 31 maggio la compagnia “ScarlattineTeatro –Campsirago Residenza” porta sul palcoscenico, su una piattaforma navigabile, lo spettacolo “Sbarchi – Un’Odissea” in anteprima nazionale nella nuova Darsena. 

Nove attori diretti da Michele Losi rileggono in chiave contemporanea il viaggio di ritorno di Odisseo, 20 anni raccontati dai personaggi che ha incontrato durante il tormentato viaggio: Calipso, le Sirene, Circe, i Troiani, la dea Atena. 

Centrale l’incontro con Penelope e Telemaco. 

Ma Odisseo approda in un’Itaca completamente diversa da quella narrata da Omero. Durante la sua assenza, Penelope e Telemaco hanno trasformato, insieme con i Proci, la reggia in una discoteca. Uno spettacolo che parla della nostalgia del ritorno, dell’attesa e della necessità e difficoltà di ritessere un dialogo, del riconoscersi e del ritornare ad amare dopo una lunga assenza.

Un racconto che affonda le sue radici non solo nell’opera epica di Omero, ma anche in Derek Walcott, Tonino Guerra, Italo Calvino e Nazim Hikmet.

Lo spettacolo è inserito nel più ampio progetto internazionale e itinerante “Meeting the Odyssey”, progetto iniziato nel 2014 e che vede coinvolti artisti e organizzatori che in tutta Europa navigano a bordo del veliero Hoppet e portano in scena pièce teatrali che intrecciano l’Odissea con avvenimenti attuali e storie locali. 

@Stefania Cappelletti

Gran Varietà. Musica e Avanspettacolo al Teatro Sala Fontana


Sbarca al Teatro Sala Fontana (via Boltraffio 11) dall'11 al 14 giugno lo spettacolo Gran Varietà, di e con Gennaro Canavacciuolo.

Recuperando il repertorio della ribalta minore, dell'avan- spettacolo, del caffè-concerto, della rivista, Gennaro Cannavacciuolo immerge lo spettatore in una lunga promenade a ritroso negli anni, attraverso i tempi e i modi espressivi di uno show a “luci rosse”, sottile monito a non scandalizzarsi più di tanto.

Un divertente one man show che racconta in una lunga carellata la tradizione della musica e dello spettacolo Teatro Sala Fontana.




Gran Varietà. di e con Gennaro Cannavacciuolo, musiche eseguite dal vivo TRIO BUGATTI (al pianoforte Marco Bucci, al clarinetto e sax contralto Andrea Tardioli, al violoncello Claudia Della Gatta). Elsinor produzioni

@Redazione

Pietro Pasolini a MyOwnGallery


Fino al 30 maggio la MyOwnGallery, in via Tortona 27, ospita la personale di Pietro Pasolini “Il mondo dimenticato della fotografia”. 


Ispirato da fotografi come Jimmy Nelson e Steve McCurry, Pietro Pasolini inizia la sua attività dedicandosi a ritrarre i volti di popolazioni che vivono il luoghi lontani e sperduti. 

Al ritorno l’artista decide di cambiare soggetto. Ecco, quindi, che l’obiettivo di Pietro Pasolini coglie gli spazi in cui viviamo da un’ottica completamente rivoluzionaria. 

Grazie all’utilizzo di forme geometriche a specchio, che l’artista brasiliano ha creato e posizionato, viene data nuova vita all’architettura, alla natura, a piazze storiche e paesaggi incontaminati, in un succedersi di dimensioni presenti contemporaneamente, che rendono la fotografia più connessa con l’ambiente circostante.

Per raggiungere un senso di profonda e imperturbabile tranquillità il fotografo ha volutamente annullato la presenza umana nei suoi scatti. 

 @Redazione

Sotto il Segno di Leonardo al Museo Poldi Pezzoli una Mostra Racconta il Maestro

Fino al 28 settembre il Museo Poldi Pezzoli ospita la mostra “Sotto il segno di Leonardo. La magnificenza della corte sforzesca nelle collezioni del Museo Poldi Pezzoli”. 

Dagli anni Ottanta del Quattrocento Ludovico il Moro rese Milano un centro internazionale ricco di fermenti culturali e artistici, meta di grandi artisti e straordinari intelletti, come Leonardo e Bramante. Viene avviata la produzione di tessuti di seta di lusso e un impulso notevole viene dato all’oreficeria con l’introduzione dello smalto lucido e di quello dipinto. 

Il Museo espone nuovamente dopo sei anni di riposo conservativo i meravigliosi tessuti rinascimentali in seta e oro, dipinti con i coloranti più preziosi, insieme ai rarissimi paliotti realizzati in velluto e ricchi di ricami, che rappresentano le imprese degli Sforza e le insegne di Beatrice d’Este, moglie di Ludovico il Moro. 

Tra questi, uno verrà esposto scucito per mostrare al pubblico il raffinato disegno raffigurante il volto del Christus patiens che un’artista anonimo tracciò sulla seta come guida per i ricamatori. Sarà possibile ammirare per la prima volta il tergo in smalto translucido, normalmente nascosto, esempio delle abilità delle oreficerie dell’epoca. 

L’attività di Leonardo alla corte del Moro è rappresentata, in particolare, dal “Guerriero con scudo”, un bronzetto recentemente al centro dell’attenzione degli studiosi perché si è ipotizzato che provenga dal bozzetto per il monumento realizzato da Leonardo per Francesco Sforza. Ma l’influenza di Leonardo è preponderante nella pittura, tanto da incidere sulla scuola artistica milanese modificandone per sempre la storia.

Nell’esposizione ogni dipinto della scuola leonardesca sarà affiancato da un pannello didattico che indicherà i rimandi ai disegni e alle opere del maestro, come la splendida “Madonna con bambino” (detta anche “Madonna della rosa”) di Giovanni Antonio Boltraffio, primo allievo di Leonardo, che riprende le invenzioni del maestro nella “Madonna Litta”, conservata all’Ermitage di San Pietroburgo.

Gli interessi nati e sviluppati alla scuola leonardesca sono visibili anche nel dipinto di Giampietrino, la “Madonna con il Bambino” che reca sul retro la raffigurazione di un icosidodecaedro regolare, solido geometrico a testimonianza degli studi matematici e geometrici che si svolgevano sotto la direzione del maestro.

Tra gli altri artisti influenzati da Leonardo e divenuti protagonisti della pittura rinascimentale in Lombardia si trovano Vincenzo Foppa con il “Ritratto di Francesco Brivio”, Bernardo Zenale con “Santo Stefano/ Sant’Antonio da Padova” e Andrea Solario con “Ecce homo”. 

 @Stefania Cappelletti

lunedì 25 maggio 2015

Post Pay Milano Summer Festival

Si apre a Milano il Postpay Milano Summer Festival, una rassegna musicale che animerà le notti di giugno e luglio nell'area antistante il Forum di Assago. 

 La prima novità è che è stato confermato lo spostamento del Sonisphere Festival (con Metallica, Faith No More e tanti altri), che dalla prevista location a Rho viene trasferito alla Summer Arena di Assago. 

Tutti i biglietti venduti, standard e gold, sono sempre validi, senza bisogno di ulteriori cambiamenti: bisogna solo prendere nota del cambio di location, per il resto è tutto come prima. 

Questo il programma annunciato:

02/06/2015 - SONISPHERE FESTIVAL con Metallica, Faith No More and more 
03/06/2015 - Incubus + The Last Internationale
06/06/2015 - David Guetta
11/06/2015 - Limp Bizkit + Mark Tremonti
20/06/2015 - Sam Smith
23/06/2015 - Judas Priest + Five FInger Death Punch 
24/06/2015 - Slash 
04/07/2015 - The Libertines
06/07/2015 - Noel Gallagher High Flying Birds 
22/07/2015 - Ben Harper & The Innocent Criminal 

La Summer Arena di Assago si trova adiacente al Mediolanum Forum e al Teatro della Luna, sarà un'area circoscritta da container navali colorati, un progetto di design che servirà sia da barriera per il festival, sia per contenere i tanti stand di cibo, bevande e shopping previsti, in collaborazione con Postepay, Beck's, Alcatel e Fabrique. 

@Antonietta Usardi

All'Out Off va in Scena la Magia del Bosco


Va in scena all'Out Off di Milano dal 5 al 14 giugno la piece teatrale "Il bosco", del regista e drammaturgo  David Mamet, sceneggiatore di film quali “Il postino suona sempre due volte”, “Il verdetto”, “Gli intoccabili”.

Ruth e Nick decidono di trascorrere insieme il weekend, nella casa di lui, nella surreale e rarefatta atmosfera di un bosco in mezzo al lago. 

Il bosco è il luogo dove Nick e Ruth proiettano paure e desideri, dove l’ordinario lascia spazio alla fiaba e ogni cosa viene amplificata. In tre scene, tramonto, notte e mattina, si rivelano i personaggi e l’anatomia del loro rapporto

  Per vie traverse, a fatica, la verita’ dei personaggi affiora nonostante le loro parole e negli espedienti verbali che sfoggiano nel tentativo di trattenerla, quelle parole finiscono invece per tradire il personaggio e svelarne la verita’.

Teatro Out Off Milano. Il Bosco. dal 5 al 14 giugno 2015.

@Antonietta Usardi

Abderrahmane Sissako. Cinema Africano allo Spazio Oberdan

Lo Spazio Oberdan il prossimo 6 giugno dedicata una giornata al regista Abderrahmane Sissako, uno dei maestri del cinema africano, autore di opere in cui ricerca estetica e impegno civile si fondono in un insieme di forte incisività espressiva. 

Ecco la programmazione: 

Sabato 6 giugno (h 17 e h 21.15) Timbuktu R.: Abderrahmane Sissako. Sc.: A. Sissako, Kessen Tall. Int.: Ibrahim Ahmed, Abel Jafri, Hichem Yacoubi, Toulou Kiki, Kettly Noel. Francia/Mauritania, 2014, 97’.

Non lontano da Timbuktu, ora governata dai fondamentalisti islamici, Kidane vive pacificamente tra le dune con la moglie Satima, la figlia Toya e il pastore 12enne Issan. In città, la gente soffre impotente per il regime di terrore imposto dai jihadisti, determinati a controllare la loro fede. Tutto è stato bandito: la musica, le risate, le sigarette, persino il gioco del calcio; le donne sono diventate le ombre, ma continuano a resistere con dignità. Ogni giorno, nei nuovi, improvvisati tribunali vengono emesse tragiche e assurde sentenze. A Kidane e alla sua famiglia tutto questo finora è stato risparmiato, ma il loro destino cambia quando lui uccide accidentalmente Amadou, il pescatore che ha macellato "GPS", la sua amata mucca. Kidane, infatti, dovrà vedersela con le nuove leggi degli occupanti stranieri. 

Sabato 6 giugno (h 15 e h 19) Aspettando la felicità R. e sc.: Abderrahmane Sissako. Int.: Khatra Ould Abder Kader, Mohamed Mahmoud Ould Mohamed, Nana Diakite, Makafing dabo. Francia/Mauritania, 2002, 95’. 

A Nouhadhibou, un piccolo villaggio sulle coste della Mauritania, il diciassettenne Abdallah si reca a far visita alla madre prima di provare ad emigrare verso le coste europee. Incapace, tuttavia, di parlare il dialetto dei suoi compaesani, il giovane si ritrova praticamente straniero in casa propria. Nonostante ciò, e nonostante sia ormai prossimo alla partenza, Abdallah resta, poco alla volta, affascinato da questo mondo: dai suoi colori, dalle sue consuetudini, dalle sofferenze della giovane e sensuale Nana, dal romantico karaoke inscenato da un giovane immigrato cinese e dalle frustazioni del vecchio Maata, sempre più insofferente verso i vecchi impianti elettrici.

@Redazione

Mangiami con Gli Occhi a Circuiti Dinamici


Sempre in tema di cibo e Expo vi segnaliamo la mostra "Mangiami con gli occhi",   collettiva  a cura di Lorenzo Argentino e Sonia Patrizia Catena negli spazi di Circuiti Dinamici  fino al 6 giugno. 


Un viaggi virtuale che racconta di cibo, attraverso l' analisi e il filtro della riflessione artistica: cibo pop o rituale, cibo come linguaggio e ponte tra diverse culture, cibo come condivisione e complicità. 

Dal rito della pausa caffè di Donatella Sarchini alla tecnologica "Natura morta 2.0" di Loriana Casati e Roberto Bucci, passando per la riflessione sulla percezione con Giovanni Annese. Immagini nitide ed essenziali in Stefania Daneluzzo - blacklight o intense e vivide in Anna Argentino. Oggetti reali, invece, nel ready made tattile e aptico di Adalgisa De Angelis. 

Circuiti Dinamici Via Giovanola 19/21 Milano 

@Redazione

venerdì 22 maggio 2015

L’Ispirazione di Roman Polanski.

La nuovissima ed elegante sala cinematografica della Fondazione Prada, dal 22 maggio fino al 25 luglio, ospita la rassegna “Roman Polanski: My inspirations”

L’evento prende il nome dal documentario intervista realizzato nel 2015 da Laurent Bouzereau che verrà presentato in anteprima e accompagnato da una selezione dei film che maggiormente hanno influenzato Polanski nella sua attività artistica e dalla proiezione di alcuni dei suoi film. 



Nel documentario Polanski ripercorre il suo percorso artistico, partendo dalle prime esperienze teatrali, e identifica una serie di opere cinematografiche che hanno influenzato il suo immaginario e sono diventati modelli da cui attingere anche soluzioni formali per i suoi lavori.

Nel corso dell’intervista il regista polacco coglie l’occasione per fornire nuove chiavi di lettura dei suoi film e rivelare insospettabili similitudini e corrispondenze. 

Il programma della rassegna, oltre al documentario, comprende una serie di proiezioni in cui i film di Polanski sono affiancati da quelli che l’hanno ispirato: “Quarto potere”, “Amleto”, “8½”, “Ladri di biciclette”, “Fuggiasco”, “Grandi speranze” alternati a “Per favore non mordermi sul collo”, il corto “I mammiferi”, “Il coltello nell’acqua”, “Due uomini e un armadio”, “Cul de sac”, “Tess”, “Luna di fiele”, “Chinatown”, “L’uomo nell’ombra”, “Rosemary’s baby”, “L’inquilino del terzo piano”, “Frantic”, “Il pianista”.

L’ingresso è gratuito previa prenotazione telefonica al numero: 02.56.66.26.13. 

@Stefania Cappelletti

L'Arte Lombarda dai Visconti agli Sforzi raccontata in Sala Buzzati

Capire e conoscere più da vicino la mostra ora a Palazzo Reale, l'Arte Lombarda dai Visconti agli Sforza (in programma fino al 28 giugno).

Domenica 24 maggio alle ore 11 presso la Sala Buzzati in via Balzan 3 (ang. Via San Marco 21) a Milano si terrà un incontro sui temi della  mostra, cui parteciperanno  anche i curatori, Mauro Natale e Serena Romano.

La mostra, coprodotta da SKIRA e Comune di Milano,  ripropone una versione più completa della  mostra milanese di Roberto Longhi del 1958, ponendo particolare accento sulla  centralità di Milano e della Lombardia.

L'esposizione propone al pubblico  i secoli dal primo Trecento al primo Cinquecento: tutta la signoria dei Visconti, poi degli Sforza, fino alla frattura costituita dall’arrivo dei Francesi. 

 “Oggi l’arte lombarda della fine del Medioevo e del Rinascimento - affermano i due curatori Mauro Natale e Serena Romano - appare come una realtà storica di grande rilievo internazionale, che estende le proprie diramazioni ai maggiori paesi europei”.

Partecipano Philippe Daverio ed Edoardo Rossetti. Modera Pierluigi Panza.

Ingresso libero con prenotazione: tel. 02 87387707 – rsvp@fondazionecorriere.it 

@Redazione


The True Cost. Anteprima Italiana al Cinema Mexico

Sabato 23 maggio al cinema Mexico, ore 17.30, verrà proiettato in anteprima nazionale il docufilm di Andrew Morgan “The true cost”, nell’ambito della Fair and Ethical Fashion Show, Salone della moda equa, etica e sostenibile.

Girato in diverse parti del mondo, dalle passerelle più scintillanti dell’alta moda ai sobborghi più bui e disagiati, il film esplora il mondo dell’industria dell’abbigliamento, qual è il suo impatto nel nostro mondo e documenta chi e come produce gli abiti che noi indossiamo.

Il prezzo degli abiti è andato calando negli ultimi anni, mentre il costo umano e ambientale è aumentato in modo drammatico. 

Il crollo dello stabilimento Raza Plaza in Bangladesh nel 2013 ha portato molte persone a domandarsi come sono fatti i nostri abiti. 



Attraverso anche una serie di interviste ad alcune tra le persone più influenti in questo ambito, tra cui Stella McCartney, Livia Firth e Vandana Shiva, il film mostra com’è possibile creare un futuro migliore, più etico e sostenibile, per la moda.




Permette di comprendere che le alternative esistono e che, anche noi, scegliendo cosa acquistiamo, possiamo cambiare il mondo. L’evento è coordinato dalla stilista Marina Spadafora, direttrice creativa di Auteurs du Monde, la linea di moda etica di Altromercato e coordinatrice italiana della campagna internazionale Fashion Revolution Day.

@Redazione

Duecentotredici tasti per Cesare Picco



In occasione della manifestazione musicale Piano City (oltre 300 concerti nelle vie e nei palazzi di Milano), il poliedrico pianista Cesare Picco, sabato 23 maggio al Gam Main Stage a Villa Reale, darà vita ad una performance assolutamente innovativa: “The Klavier Project”.

Si muoverà di continuo con uno sgabello sui tre lati di un quadrilatero suonando contemporaneamente tre diverse tastiere: un clavicordo, antenato del pianoforte, un Wurlitzer Piano, strumento elettrico che dagli anni ’60 ha segnato la musica moderna, e un Disklavier, ultima e moderna evoluzione del pianoforte. 

Il risultato sarà un incrocio di sonorità che hanno attraversato gli ultimi secoli della storia occidentale, unendo e mescolando musica antica con amplificazioni elettroniche. 

@Stefania Cappelletti

Metamorfosi di una Città alla DaDAEast Gallery.


Fino al 27 giugno la DaDAEast Gallery ospita “Metamorfosi. Una città che sale”, personale di Maurizio Galimberti. 

L’artista traccia un percorso tra il suo passato, legato al lago di Como, e il suo presente, rappresentato dalla Milano attuale. 



Dalla immobilità e profondità del lago al dinamismo e ritmo della metropoli. Mosaici, ready-made e polaroid maxi-formato tracciano una mappa di esperienze vissute in periodi temporali diversi che registrano una trasformazione nello sguardo dell’artista ogni volta che si posa, riscoprendolo, su un luogo.

Galimberti, ispirato dalla “Città che sale” di Umberto Boccioni, descrive il passaggio e i mutamenti che avvengono tra i suoi luoghi d’origine e la vivacità tra i grattacieli. Sempre fedele alla sua Polaroid, l’artista ha catturato l’evoluzione e le metamorfosi della città, creando composizioni che emanano sensazioni d’incanto e si accostano a paesaggi e architetture urbane spettacolari.

Un progetto portato a termine con la collaborazione di Fulvio Frigerio – Monomilano, Liliana e Luigi Viganò.

Galimberti decompone e ricompone le immagini creando nuove realtà con un linguaggio raffinato e personale, rendendo omaggio alla città e ai luoghi conosciuti da sempre. 

La mostra è accompagnata dalla monografia realizzata su Milano, “Milano by Maurizio Galimberti” pubblicata recentemente in occasione dell’EXPO. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 21 maggio 2015

Bagnati. In Scena al teatro Libero Sesso, Verità... e Tanta Acqua

Un attico nel cuore di Milano e una scoperta che sconvolge un'intera famiglia.

Va in scena al teatro Libero (via Savona, 10) dal 3 al 15 giugno la nuova commedia di Tobia Rossi, Bagnati, seconda produzione di TLLT (Teatro Libero Liberi Teatri), seconda produzione dopo il successo di Hedda Gabbler.

Fiamma e Guido Dazeri vivono col loro figlio sedicenne Ludo in un lussuoso attico nel centro di Milano. Le loro vite procedono assonnate nel dorato mondo dei privilegi, fino a che, durante uno dei loro party in piscina, scoprono che Ludo ha una relazione con Daniel, il figlio coetaneo di Katia, la loro colf rumena. 

Non è una relazione qualunque però: Ludo e Daniel fanno pissing. Ovvero si fanno allegramente pipì l’uno sull’altro. La cosa è un fulmine a ciel sereno per i Dazeri e ingaggia Fiamma e Guido in un viaggio nella misteriosa sessualità del loro figlio e inevitabilmente nella loro stessa intimità. 

Humor e dramma coesistono in questa irriverente e delicata commedia contemporanea, ambientata sul meraviglioso terrazzo con piscina di una ricca famiglia milanese: la scoperta della sessualità del figlio scatenerà inaspettate burrasche nei delicati equilibri famigliari,  fondati invece che  sull'amore  su una concordanza di apparenze, sulla necessità del prestigio sociale, come unico riconoscimento del proprio valore, su un accordo di interessi alla base dell'unione coniugale.

Uno spaccato sociale, ironico e feroce,  che riflette, per certi versi, la realtà milanese.

Così l'autore:

"La paura di diventare/tornare poveri, del fallimento economico e sociale, la paura di essere giudicati dalle altre persone (colleghi, amici, parenti). 
Il loro appartamento è diventato sempre più grande negli anni e ha finalmente raggiunto il cielo, ma dentro di sé stanno collassando, sprofondando giù, ciascuno con la propria tacita invisibile disperazione.
Lo stesso accade alla città di Milano, che costruisce edifici e progetta (per Expo). Ma che cosa sta succedendo all’interno degli esseri umani? Il divario tra noi e la rappresentazione di noi è in continua crescita. Bagnati è anche una storia che parla di cosa significhi essere genitori, di cosa sia giusto o sbagliato tramandare ai nostri figli. Esiste un “modo giusto” per affrontare l’educazione sessuale? Fino a dove è opportuno assecondare l’istinto e dove invece questo va contenuto, arginato, per sopravvivere ed essere riconosciuti socialmente?"

@Antonietta Usardi

Cortili Aperti. Alla Scoperta della Milano Segreta

Le ville milanesi aprono i cancelli dei loro cortili, nel consueto appuntamento con Cortili Aperti, in programma domenica 24 maggio.

Edizione numero ventidue, attesissima ogni anno, che permette di visitare luoghi privati, o insoliti, o comunque generalmente chiusi al pubblico: gioielli architettonici di rara bellezza, nascosti agli occhi dei più.



Dalle ore 10.00 alle ore 18.00, si potranno visitare i cortili dei seguenti Palazzi: 

Chiostro delle Umiliate - Via Cappuccio, 5
Casa Radice Fossati - Via Cappuccio, 13 
Palazzo Lurani Cernuschi - Via Cappuccio, 18 
Palazzo Cornaggia - Via Cappuccio, 21 
Palazzo Arese Litta, Cortile dell'Orologio Teatro Litta- corso Magenta, 24 
Palazzo Arese Litta, Cortile d'Onore - corso Magenta, 24 Museo Archeologico - corso Magenta, 15 Palazzo Fagnani Ronzoni - Via Santa Maria Fulcorina, 20 
SIAM - Società d' Incoraggiamento d' Arti e Mestieri - Via Santa Marta, 18 
Palazzo Borromeo - Piazza Borromeo, 12 

L'accesso ai cortili sarà come sempre libero e gratuito. 


Inoltre visite guidate per tutti a cura dell'associazione culturale Città Nascosta Milano.

I tour partiranno dall'infopoint di Palazzo Arese Litta ogni 15 minuti, dalle ore 10.00 fino alle 17.00 e avranno durata di circa un'ora (prenotazione obbligatoria a info@cittanascostamilano.it)




Inoltre, a fronte di un'offerta minima di 5 euro, saranno a disposizione del pubblico delle eleganti guide illustrative con l'itinerario consigliato e la storia di tutti i palazzi aperti. 

Il ricavato delle offerte permetterà come ogni anno di finanziare il restauro di un'opera d'arte di pubblica fruibilità. 

@Antonietta Usardi

Milano Indian Dance Fest al Mudra Cafè.

Dal 22 maggio fino al 26 luglio al nuovo spazio eventi del ristorante Mudra Cafè, nella nuova location in via Parenzo 7, si svolge Mayur, il festival che celebra la musica e la danza indiana in tutte le sue sfumature.

L’arte in India è considerata parte integrante della vita, non un elemento accessorio o ornamentale. 

La musica e la danza, che hanno le loro radici nelle tradizioni della gente rurale e tribale, servono ad esprimere emozioni ed esperienze e partecipano all’elevazione dello spirito. 
Danzando può accadere di ricevere inaspettate rivelazioni e persino visioni del futuro e del passato.

Si danza per rinnovarsi, per rilassarsi e arrivare alle radici dell’Essere, una pratica di autoguarigione per sé e per l’intera umanità. 

Il Festival ospita straordinari artisti internazionali indiani, come Imran Khan, virtuoso sitarista di Jodhpur che farà ascoltare melodie ragas indiane; George Jacob, originario del Kerala e Mumbai che trasporterà il pubblico nelle danze del Sud India e nella Bollywood dance.

Karan Pangali, pluripremiato coreografo e danzatore di Kathak e della Bollywood dance, si esibirà in queste svalillanti danze. Infine Anuj Mishra e Neha Singh balleranno la più antica Kathak delle corti Mughul di Lucknow.

Maya Devi cura la direzione artistica del festival. Unica allieva italiana di Sua Devi, una delle più grandi maestre di Kalbeliya e di Gulabo Sapera, Maya Devi è la prima e unica maestra in Italia di danze folk del Rajasthan. Membro del CID UNESCO, consiglio internazionale della Danza.

Un percorso artistico unico e originale di undici settimane che trasporterà lo spettatore in un viaggio dall’India tradizionale a quella più moderna. Una vera kermesse di danza indiana tra workshop, Master Class, spettacoli e Mehfil.

@Stefania Cappelletti

A Milano si Mangia alla Trattoria Popolare

Una trattoria popolare, un luogo in cui far coniugare cibo, socialità e cultura. 

Questo il progetto di un gruppo di persone,dai trenta ai cinquant'anni, portato avanti con determinazione e impegno che si concretizza nell'apertura di questo nuovo spazio polifunzionale all'inizio di aprile in via Figino (piazzale Accursio). 

Un nucleo ben organizzato che proviene per lo più dall'esperienza della Scighera, tutti comunque da anni di attività politica, sociale e culturale a Milano. 

Tranquilli, ci confermano che c'è anche un ottimo cuoco! 

L'idea è quella di creare "la prima trattoria milanese in cui si mangia a una tavolata comune" : vai alla trattoria per mangiare ma anche per stare con gli altri, trovare amici vecchi e nuovi, vedere un concerto o uno spettacolo, portare i bambini, fare un corso di cucina o incontrare piccoli produttori locali.

Tanta cura anche nella scelta del cibo, con un duplice scopo: portare sulla tavola prodotti bio, con un occhio alla stagionalità dei prodotti, grazie anche al bellissimo terrazzo che presto diventerà un orto, e riproporre i piatti poveri della tradizione (per esempio il quinto quarto), in modo da avere sul menù un piatto giornaliero alla portata di tutti, anche se ha pochi soldi in tasca.

Inoltre appena sarà possibile si passerà anche alle cene "a cappello", in cui il menu non ha un prezzo e il socio-avventore mette quello che può o che gli sembra giusto per pagarsi il pasto.

Se volete sostenere il progetto potete dargli una mano su http://www.eppela.com/ita/projects/2539/trattoria-popolare 

 @Antonietta Usardi

Be Nordic. Un Festival Racconta il Nord Europa nel Cuore di Milano



Arriva a Milano Be Nordic, festival dedicato alla scoperta del Nord Europa.

Dal 22 al 24 maggio  negli spazi di Bou-Tek in Via Maurizio Gonzaga 7, eventi e attività permetteranno di partire per un viaggio - reale e virtuale - alla scoperta di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia e quest'anno anche di Islanda grazie alla partecipazione di Icelandair. 

Tanti eventi e tanti laboratori dedicati a food, fotografia, design e letteratura. 

Apertura venerdì 22 maggio alle 17 con uno spettacolo live di street art.

Tra gli eventi in programma: lezioni di lingua per imparare il vocabolario di base delle 5 lingue nordiche, racconti di viaggio e c un workshop dedicato alla fotografia e a Instagram.

Tanto spazio dedicato a bambini e famiglie domenica 24 maggio con i laboratori di lettura e teatrali dedicati a Pippi Calzelunghe e Bibi. 

Per i bambini (e gli adulti) amanti dei videogiochi a disposizione tavoli interattivi e una Angry Birds Competition.

L'ingresso è gratuito.

Info e programma http://benordic.tumblr.com/ 

 @Antonietta Usardi

Milano e la Pittura alla Galleria Il Castello.


Dal 28 maggio fino al 30 luglio la Galleria il Castello Modern and Contemporary Art, in occasione dei festeggiamenti per i cinquant’anni d’attività, ospita la mostra “Milano e la Pittura 1950/1975”. 

Adriano e Marcello Conte, proprietari della galleria, espongono 15 opere di artisti che hanno frequentato Milano, Brera e la galleria. Opere che appartengono alla loro collezione privata, la maggior parte non esposte da anni. 




Nel periodo esplorato dall’esposizione, Milano era il fulcro di correnti artistiche, sperimentazioni, ricerche in nuovi ambiti espressivi. Brera era un concentrato di studi di artisti e la Galleria era un punto di incontro, di dialoghi, di mostre personali, dove si stringono rapporti che vanno oltre gli aspetti professionali e si trasformano in sincere amicizie come con Brindisi, Crippa, Dova, Scanavino, Guttuso, Lazzaro, Migneco, Peverelli, Morlotti.

In esposizione le opere di: Bonalumi, Burri, Capogrossi, Castellani, Crippa, Dorazio, Dova, Ferrari, Fontana, Marrocco, Novelli, Scanavino, Turcato, Vedova. 

La Galleria il Castello Modern & Contemporary Art aderisce all’iniziativa Brera Expo Wine e durante l’inaugurazione, il 28 maggio dalle 18,30 alle 21, verrà proposta una degustazione di Chianti Doc del Consorzio del Chianti in collaborazione con l'Ufficio del Commercio del Perù; la mescita realizzata dai ragazzi della Comunità Kayròs di Don Claudio Burgio sarà accompagnata da assaggi di formaggio francese Paysan Breton e dal DJ set offerto dalla Scuola per DJ Re.Creative.

@Stefania Cappelletti

mercoledì 20 maggio 2015

Wired Next Fest 2015 ai Giardini Idro Montanelli

Weekend con Wired Next Fest, edizione 2015 ai Giardini Idro Montanelli di Milano.

Per questa terza edizione arriveranno a Milano  il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, il cantante Gianni Morandi, lo scrittore Roberto Saviano, Edward Snowden, Gino Strada, Zerocalcare e molti altri ospiti.


Sono previsti tanti eventi, dedicati a grandi e piccini: laboratori, workshop, videogame, droni, robot, speed-date sul lavoro, maratone sul coding e sullo sviluppo di app, attività per le scuole, stampa 3D, anteprime cinematografiche.

Inoltre spazio alla musica con esibizioni live e tre concerti serali:

Giovedì 21. SBCR dj set (The Bloody Beetroots) vs Salmo 
Venerdì 22 Saint Motel 
Sabato 23 maggio. in collaborazione con  Elita  Neneh Cherry, insieme ai Rocketnumbernine, e la sua prima data del tour di presentazione del nuovo album "Blank Project".

 L’artista, che nel 1994 ha ottenuto grande popolarità con Youssou N'Dour e il brano "7 Seconds", torna dopo 14 anni di silenzio con un album da solista di musica elettronica.

Ingresso libero: programma completo  su  www.nextfest2015.wired.it

 @Redazione

Lusiroeula. Al Parco delle Cave alla Scoperta delle Lucciole


Una notte magica quella di sabato 23 maggio al Parco delle Cave.

Sarà infatti la notte della Lusiroeula, ossia la notte della Danza Nuziale delle Lucciole, un insetto magico e delicato che da sempre accende la fantasia dei bambini.



In questa occasione le lucciole si "rincorrono"  nei prati per trovarsi e riprodursi. 

L'Associazione Amici Cascina Linterno presso il Parco delle Cave sabato 23 maggio dalle 21 (ingresso “Cabassi” del Parco delle Cave in Via Cancano/Milesi - angolo Via Forze Armate) organizza una speciale visita notturna: si tratta di un percorso facile, adatto a tutti, anche ai bambini.

Al termine della passeggiata,  Ori Jedlowski, chitarrista classica e cantautrice,  aspetta tutti per un momento musicale nel Prato del Falò di Cascina Linterno.

Ingresso libero.

Per ulteriori informazioni: Associazione Amici Cascina Linterno, Via Fratelli Zoia, 194, Milano: infotel 334 7381384, email amicilinterno@libero.it

@Antonietta Usardi

Al Piccolo Teatro Strehler va in scena Bergman.


Dal 21 al 23 maggio al Piccolo Teatro Strehler va in scena il dittico “Dopo la Prova – Persona” di Ingmar Bergman, per la regia di Ivo Van Hove, che per la prima volta dirige uno spettacolo su questo palco.

Appassionato di Bergman, dopo aver già portato a teatro “Scene da un matrimonio” e “Sussurri e grida”, il regista Van Hove sceglie questi due testi del grande cineasta considerandoli una perfetta rappresentazione del significato del teatro e dell’arte nelle nostre vite e nella società in cui viviamo, riflessioni sul concetto d’identità e sul continuo intrecciarsi di realtà e finzione nella quotidianità come nel teatro.

“Dopo la prova” è la storia di una lunga conversazione tra un regista maturo, Hendrik Vogler, e una giovane attrice, Anna, che egli dirige nel “Sogno” di Strindberg.

Conversando del testo, della vita e del ruolo che la menzogna occupa in entrambi, i due iniziano un gioco di seduzione, interrotto dall’apparizione di Rachel, madre di Anna, anche lei attrice, morta anni prima in una clinica per alcolisti. Fu diretta da Vogler ed ebbe anche una relazione con lui, pur essendo sposata con il padre di Anna. “Persona” è la storia del rapporto tra due donne, Elisabeth e Alma. Elisabeth è un attrice, durante uno spettacolo scoppia in un attacco irrefrenabile di risa per poi cadere nel mutismo più assoluto. Su consiglio dei medici si reca nella sua casa delle vacanze al mare per riposare, affiancata da un’infermiera, Alma. Tra le due donne si crea un rapporto simbiotico, Alma sembra trovare nella sua compagna muta l’ascoltatrice ideale. Lo spettacolo è in lingua olandese, sovratitolato in italiano e in inglese.

@Stefania Cappelletti

L'Orlando di Virginia Woolf al Teatro Verdi



Fino al 31 maggio il Teatro Verdi mette in scena “E scrisse O come Orlando”, una riscrittura del romanzo “Orlando” di Virginia Woolf per il teatro di figura.

Il racconto è affidato alle immagini e alla suggestione quasi ipnotica degli oggetti, dei pupazzi e delle sculture animate nei tagli di luce alternate a immagini di movimento proiettate che diventano parte integrante della scenografia.

L’uso dei diversi linguaggi proposti, come l’animazione su nero dei pupazzi e degli oggetti, il teatrino delle marionette, l’uso di maschere, crea in scena un continuo gioco basato sul doppio e sul molteplice che dà allo spettatore l’impressione di assistere ad una continua metamorfosi che rifrange la presenza e la deriva delle diverse identità di Orlando.

La musica, composta da Roberto Andreoni, non è relegata ad essere semplice accompagnamento di sottofondo ma è un dialogo costante con le immagini e l’animazione, sottolinea e crea immagini ed emozioni.

Lo spettacolo finisce nel momento del passaggio di Orlando da uomo a donna, per raccontare la storia di un essere umano “nato due volte”, prima giovinetto e maschio, poi donna, femmina adulta. Uno spettacolo in cui la metamorfosi è metafora del pensiero segreto a cui Virginia Woolf ha dato voce nel romanzo: la necessità dell’unione tra il maschile e il femminile che è in ognuno di noi. 

Con Elisa Canfora, Nadia Milani, Valeria Sacco, Francesca Zoccarato. Regia di Jolanda Cappi 

@Stefania Cappelletti

Sorelle per Sempre allo Spazio Tertulliano

Dal 20 fino al 31 maggio sul palco dello Spazio Tertulliano va in scena “Sorelle per sempre”, uno spettacolo liberamente tratto da “Che fine ha fatto Baby Jane?”.

Lily e Chantall sono due vecchie sorelle nubili. Lily ex enfant prodige, Chantall attrice acclamata che, all’apice della carriera, rimane paralizzata a causa di un incidente d’auto.

E’ Lily, donna viziata e instabile, che deve prendersi cura della sorella inferma e la sottopone ad ogni genere di angheria.

Ma le cose non sempre sono come sembrano. Segreti inconfessabili e terribili vengono svelati in un crescendo di suspense e orrore. Le due sorelle nel tentativo di svicolarsi l’una dall’altra finiscono per legarsi indissolubilmente in una danza di morte nella quale nessuna è colpevole e nessuna è innocente. Entrambe tentano disperatamente di trovare un proprio spazio vitale, di assaporare un po’ di libertà e di trovare la propria realizzazione.

Monica Faggiani e Paola Giacometti si scambiano ogni sera di ruolo, indagando negli abissi di una conflittualità che ha radici lontane.

La regia è di Silvano Piccardi.

@Redazione

Il Tremolio della Rosa allo Spazio Teatro No’hma.


Il 20 e 21 maggio la Compagnia del Teatro Dah di Belgrado porta in scena sul palco dello Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro lo spettacolo “The shivering of the rose”.

Lo spettacolo racconta le memorie post-traumatiche dei membri di una famiglia che hanno perso delle persone care nelle drammatiche vicende della storia.

Le loro scomparse sono eventi traumatici per i singoli e per le famiglie, ma l’arte, e ancor più il teatro, è il mezzo con cui superarli, raccontando le loro storie, rendendole vive attraverso la parola e la presenza degli attori.

Accade così che queste storie diventano anche nostre e assimiliamo gli accadimenti più terribili, dando un nome ai volti, un significato a luoghi ed eventi, rivivere gli eventi della storia e cercare di comprendere l’umanità delle vittime e dei carnefici.

Uno spettacolo che è una riflessione sulla forza e sulla fragilità della memoria, sul significato della scomparsa e sulla possibilità di trasformazione.

Ideato da Dijana Milošević e Maja Mitić, sul palco con Nemanja Ajdačić. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Spettacolo in lingua originale sovratitolato in italiano. 

@Stefania Cappelletti

martedì 19 maggio 2015

Alla Scoperta del Far East con Milano Asian Art


Alla scoperta dell'Asia e dei suoi tesori con la sesta edizione della rassegna Milano Asian Art, dedicata all’arte orientale, con sette gallerie milanesi ed un museo (il Poldi Pezzoli) che offrono i loro spazi fino al 30 maggio.

Una  ricca panoramica che presenta gusto, inclinazioni e produzioni dei diversi paesi asiatici coinvolti, attraverso  mostre tematiche o dedicate a particolari stili e periodi.

Le gallerie sono tutte concentrate nel centro storico cittadino.

Ecco l'elenco:

Phu Nam, Mon, Khmer-Nove Secoli di Arte Indo-Buddista nel Sud Est Asiatico (Dalton Somaré, via Borgonuovo 5); Netsuke - Il mondo in mano (Giuseppe Piva, via San Damiano 2); Città ideali (Jost van den Bergh alla Galleria Gracis, piazza Castello 16); Jen Qi: Lo spirito giusto (La Galliavola, via Borgogna 9); Allon Sha – Kotoko – Riga - Magia e spiritualità in Africa Islamica (David Sorgato, via Sant’Orsola13); Luce - Immagini femminili nell'Arte Asiatica (Mirco Cattai, via Manzoni 12); Sciamani del Nepal - Fotografie, video, oggetti rituali e costumi degli sciamani nepalesi (Renzo Freschi, Via Gesù 17); e La Collezione d’Arte Orientale del Museo Poldi Pezzoli (Via Manzoni 12).

www.asianart.milano.it

@Antonietta Usardi

Cooking So Nice. Free Social Dining a Milano



Un posto dove assaggiare buon cibo, socializzare e incontrare persone che con te condividono interessi culinari e artistici?

Benvenuti a Cooking so Nice, social dining club (Via Carnevali 79) che promuove la socialità attraverso la condivisione delle tradizioni enogastronomiche, la scoperta e la degustazione di prodotti tipici locali. Cene a tema, degustazioni, serate letterarie e musicali in uno spazio in cui ogni socio ha a disposizione lo spazio necessario per condividere le sue passioni.

I soci possono anche decidere di mettere a disposizione dell'evento il proprio appartamento. Per diventare soci di Cooking so Nice è sufficiente iscriversi sul sito (www.cookingsonice.it) come cuoco o come ospite riempiendo un breve modulo. Chi si iscrive come ospite potrà selezionare gli eventi a cui è più interessato a partecipare.

Chi si iscrive come cuoco potrà proporre un menù, stabilire data, ora, luogo ed il costo della cena per persona, guadagnando grazie alle sue doti culinarie.

Lo staff di Cooking so Nice è sempre disponibile ad aiutare e sostenere i propri soci nell'organizzazione dell'evento.

@Stefania Cappelletti

Carlotta Pistone. Tutta la Mia Città

Milano. D'agosto. Vacanze obbligate in una città deserta. Ebbene si anche Milano sa essere romantica. Come? 

 Ce lo racconta Carlotta Pistone nel suo romanzo Tutta la mia Città, edito da Piemme. 

Carlotta Pistone. Tutta la mia città. Un titolo che è tutta una dichiarazione d’amore verso Milano. Cosa te la rende tanto speciale? E’ stato come un colpo di fulmine. L’ho amata fin dalla prima volta in cui vi ho messo piede. Ai tempi ero poco più di una bambina in gita scolastica, ma un episodio – che racconto nel libro – mi colpì a tal punto da farmi decidere che il mio futuro sarebbe stato a Milano. Poi, ovviamente, quando mi sono ritrovata a viverla davvero, Milano, ho avuto alti e bassi, ci sono stati momenti di grande entusiasmo e altri di delusione o difficoltà, dovuti a tutto ciò che la grande città offre o di cui priva. Come hai accennato tu, il mio rapporto con Milano è d’amore. E come è complicato elencare i motivi per cui ami una persona così è per me verso la mia città. Poi in questi ultimi tredici anni l’ho vissuta in mille modi diversi, sotto prospettive differenti, per ragioni personali o lavorative. Ma sempre e comunque continuo a considerala “casa”. 

Voci di corridoio parlano di un seguito. Confermi? Preferisco non sbilanciarmi troppo sull’argomento perché un prossimo libro ci sarà, ma probabilmente con una variazione sul tema. All’inizio avevo pensato a una semplice prosecuzione di Tutta mia la città, però è possibile che riesca a mettere nero su bianco anche altre idee che ho in cantiere da tempo…

Il libro è autobiografico. Cosa ti ha spinto a svelarti così tanto al pubblico? In realtà il libro è nato grazie a una fortunata coincidenza. Mi è stato proposto dalla Piemme di scrivere una storia, un romanzo rosa, o meglio un chick lit, che parlasse di un’estate milanese e che avesse per protagonista una ragazza in qualche modo simile a me. Solo allora mi si è accesa la lampadina e ho pensato che la protagonista potevo essere proprio io, perché la storia di un tragicomico ma anche romantico agosto a Milano l’avevo vissuto davvero! Scrivendo, poi, mi sono resa conto che in effetti un po’ di cose da raccontare le avevo, nel senso che avevo voglia di raccontarle e condividerle! Al di là delle disavventure che fanno sorridere, molte lettrici si sono immedesimate, per un motivo o per un altro, in Carlotta, e questa per me è stata la soddisfazione più grande. 

Scrittrice, giornalista, blogger, ti occupi di radio e di libri. C’è tra queste un’attività che preferisci? Messa così sembro Wonder Woman… invece, e ci tengo a sottolinearlo, non sono per nulla multitasking e ciò mi porta a essere spesso nervosetta e stressata! Il problema è che mi piace tutto quello che faccio!!! E in tutto ciò che faccio sono circondata da persone speciali. Mi ritengo molto fortunata da questo punto di vista! Peccato solo di lavorare spesso per la gloria, altrimenti sarei milionaria ;-) A parte gli scherzi, la mia base, il perno attorno al quale la mia vita sembra destinata a girare è la scrittura, avventura che è partita con il web magazine Mondo Rosa Shokking .(http://www.mondorosashokking.com/), anche se quale precisa forma di scrittura ancora non l’ho capito. Però, in questo momento, l’attività più spassosa in cui sono impegnata credo proprio sia Shokking Culture, la trasmissione che da tre stagioni conduco con Marta Casanova su Rock’n’Roll Radio (http://www.rocknrollradio.it/), attualmente in diretta tutti i lunedì dalle 17 alle 18.

@Antonietta Usardi

MirKo Baricchi in Mostra alla Galleria Il Vicolo

Fino al 27 giugno la Galleria d’arte Il Vicolo, (via Marocelli 2) ospita la personale di Mirko Baricchi, intitolata “Maggese”. 

Una decina di opere inedite, alcune di grandi dimensioni, ispirate al ciclo della natura. 

Il titolo della mostra, “Maggese”, richiama infatti quel momento in agricoltura in cui i campi vengono lasciati a riposo, la terra fatta respirare con l’aratura e preparata per essere più fertile alla prossima coltivazione. 

 Un sistema che è stato recuperato con l’avvento di un’agricoltura più sostenibile e attenta, dopo anni di intenso sfruttamento del terreno per le colture intensive. 


 Non solo una riflessione sull’ambiente, ma anche sull’uomo e sull’atto del creare. 

Il maggese simboleggia un momento di riposo necessario per l’uomo per ritrovare energie, forza e capacità di rinascita, sfuggendo dai ritmi frenetici, una sospensione che in sé contiene i frutti delle future azioni.

Baricchi, nelle sue opere, dà dimensione al paesaggio con vaste campiture di terra ocra da cui emergono archetipi, rossi segni arcaici legati alla natura che richiamano utensili e oggetti stilizzati, che riportano alla memoria la forma narrativa delle pitture rupestre. 

Una mostra che ben si inserisce nei temi presentati in occasione dell’Expo. 

 @Redazione

Franca Valeri in Scena al Teatro Franco Parenti

Dal 19 al 24 maggio torna a calcare il palco del Teatro Franco Parenti la grande Franca Valeri con il suo ultimo spettacolo “Il cambio dei cavalli”.

Il cambio dei cavalli è stato nei secoli quello che oggi si chiama (per ora) far benzina. Il viaggio riprende, i cavalli sono freschi, il serbatoio è pieno. 

Lo spettacolo vede in scena tre personaggi: una vecchia signora, ironica e raffinata, un ricchissimo imprenditore (figlio dell’amante storico della signora, morto da alcuni anni) e un’arrampicatrice sociale. 

 L’imprenditore si muove inesorabile nella sua vita di finanziere e puttaniere, ma, indolente e infastidito, sempre più spesso si ferma per una sosta, il cambio dei cavalli appunto, da questa sua matrigna, con cui intrattiene una serie di discorsi bizzari, ma che toccano nel profondo la sua debolezza esistenziale. 

Quanto all’arrampicatrice, alla fine riuscirà a sposare l’imprenditore. La vecchia signora, vera protagonista dello spettacolo, ha nella vita di due uomini (uno raccontato, l’amante, l’altro presente, l’imprenditore) un ruolo confortante e chiarificatore, che è alla base della complicità che li lega.

Il ricordo del padre porta in scena anche il tema del conflitto generazionale, scandagliando i nodi irrisolti dell’animo maschile.

In scena, insieme a Franca Valeri, Urbano Barberini e Alice Torriani
Uno spettacolo ricco di dialoghi vivaci, battute brillanti, aforismi e riflessioni argute.

@Stefania Cappelletti

lunedì 18 maggio 2015

La Glenn Miller Orchestra al Teatro Nuovo di Milano



 Il 18 e il 19 maggio al Teatro Nuovo si esibisce la Glenn Miller Orchestra fondata nel 1937 da Glenn Miller, trombonista e direttore d’orchestra, padre del jazz e dello swing.

L’Orchestra ha continuato ad esibirsi anche dopo la prematura morte del suo fondatore, scomparso durante la seconda guerra mondiale.

Oggi è diretta dal suo nono direttore, Wil Saden: un vero perfezionista che cura ogni dettaglio e pretende da ogni membro dell’Orchestra la stessa perfezione. Il risultato è una musica che ancora affascina e coinvolge il pubblico.

Tra i brani più conosciuti: Moonlight Serenade, Little Brown Jug, Sentimental Over You, Rhapsody in Blue.

Tutti i brani sono originali e gli arrangiamenti sono stati realizzati ascoltando vecchi dischi di Glenn Miller. Lo spettacolo fa parte degli appuntamenti del ciclo di cene – spettacolo “Expo Dinner Show” organizzato dal Teatro Nuovo. Il menù della cena è preparato dallo chef stellato Daniel Canzian. 

@Redazione

Kazuyoshi Nomachi alla Reggia di Monza

Dal 30 maggio fino all’8 novembre nelle sale del Serrone della Villa Reale, alla Reggia di Monza, è allestita la mostra “Le vie dell’anima” la più grande esposizione antologica di uno dei più famosi fotografi giapponesi, Kazuyoshi Nomachi

La mostra comprende circa 200 scatti ed è articolata in 7 sezioni, ognuna delle quali fa riferimento a uno dei viaggi compiuti dal fotografo documentarista giapponese. 


E’ la ricostruzione del viaggio di una vita attraverso la sacralità dell’esistenza nella vita quotidiana, vissuta in terre tra loro distanti, ma con un fattore in comune, la spiritualità che dà ritmo e senso alle più dure condizioni. 

Una spiritualità che traspare da paesaggi di straordinaria bellezza ma anche da ritratti pieni di dignità, che si fondono con l’ambiente in composizioni quasi pittoriche, avvolte da una luce abbagliante, che trasmette contemporaneamente un senso di realtà e trascendenza. 

La prima sezione della mostra è dedicata al viaggio compiuto da Nomachi nel Sahara nel 1971. 
Questo viaggio fu la svolta nella vita e nella carriera del fotografo che smise di lavorare come free-lance per la pubblicità e decise di dedicarsi al foto-giornalismo. 

Nel 1980 fu il Nilo ad affascinarlo, questo fiume che mai si prosciuga pur attraversando l’arido Sahara. Il suo viaggio inizia con il Nilo Bianco, passa per un ghiacciaio in Uganda, costeggia il Nilo Blu e arriva negli altopiani dell’Etiopia, dal delta alla fonte. Lungo il percorso Nomachi ha catturato nei suoi scatti la forza dell’ambiente e della gente di questa regione africana estesa, scoprendo tribù di pastori che vivono a stretto contatto con le mandrie di bestiame, come nella preistoria. La terza sezione raccoglie le foto fatte in Etiopia, dove scoprì, in un’area islamica, una sopravvissuta cultura cristiana e poté visitare chiese rupestri e monasteri dove i fedeli ancora seguivano i rituali come ai tempi della bibbia.

Dal 1995 al 2000 Nomachi viaggia in Arabia Saudita e ha l’occasione di fotografare il grande pellegrinaggio annuale alla Mecca e a Medina. La quinta sezione della mostra espone le foto scattate durante il suo viaggio in Tibet. In questa occasione visita l’intera area di cultura tibetana, spingendosi fino alle terre del sacro Gange, culla dell’Induismo, tra luoghi sacri, tra pellegrini, lungo le rive di questo fiume legato al culto di Shiva. 

I viaggi in Tibet risalgono alla fine degli anni ’80. Nomachi scoprì la devozione dei tibetani per il Buddismo e comprese che in Tibet l’uguaglianza tra gli uomini è riconosciuta anche in virtù delle estreme condizioni di vita dettate dall’ambiente. 

L’ultima sezione mostra gli scatti fatti in Sud America, nelle Ande. Qui, tra Perù e Bolivia, il fotografo giapponese indaga l’intreccio tra cattolicesimo e civiltà Inca scoprendo che l’apparizione della figura di Gesù su una vetta delle Ande peruviane è all’origine del pellegrinaggio del Qoyllur Ritti. Un allestimento incredibile, curato da Peter Bottazzi, che porta i visitatori in un percorso affascinante e coinvolgente. 

Nomachi ha dedicato la sua vita, per oltre quarant’anni, al tema del sacro, nelle sue mille sfaccettature. 

 @Stefania Cappelletti

After in The End in Scena all'Elfo Puccini


Si parla di apocalisse, o per meglio dire di post apocalisse, al Teatro Elfo Puccini  che propone dal 19 al 27 maggio After the End, piece di Dennis Kelly.

Dopo l’esplosione di una bomba, Louise si sveglia nel rifugio antiatomico di Mark. Lui ha tutto ciò che serve per sopravvivere, ma la convivenza forzata e l’ambiente claustrofobico portano all’estremo la tensione tra i due giovani.


Una drammaturgia contemporanea, un futuro possibile e certamente immaginabile, spauracchio collettivo dallo scoppio delle due atomiche su Hiroshima e Nagasaki, un allestimento asciutto e un linguaggio ironico e moderno trattengono lo spettatore con il fiato sospeso in un drammatico crescendo finale.

C’è un unico modo per farsi distruggere, permettere agli altri di trasformarti in qualcosa di diverso da quello che sei. 

 LA COMPAGNIA Alraune Teatro nasce a Milano nel 2012. Dopo il grande successo avuto con Orphans, sempre di Dennis Kelly, la compagnia porta in tournée After the End. Entrambi i testi penetrano con acutezza la società moderna: Orphans indaga le dinamiche familiari e l’orrore che si può nascondere tra le mura di casa, After the End passa al microscopio le razioni di una coppia.

@Antonietta Usardi

Il Fascino e il Mito dell’Italia alla Villa Reale di Monza

Fino al 6 settembre la Villa Reale di Monza ospita la mostra “Il Fascino e il Mito dell’Italia dal Cinquecento al Contemporaneo”. 

Un’esposizione che rievoca il fascino esercitato dal nostro Paese sui grandi artisti stranieri attraverso l’arte, il paesaggio e le tradizioni, mostrando inoltre il ruolo che ha ricoperto come “maestra d’arte” ispirando e influenzando gli stili e le tecniche dell’arte in Europa. 


Dal Seicento fino all’Ottocento l’Italia è stata la metà d’eccellenza per i viaggi degli aristocratici e degli uomini di cultura di tutta Europa e dal XIX secolo anche del Nuovo Mondo, attratti dai monumenti e dalle opere d’arte ma anche dagli splendidi paesaggi, dalla dolcezza del clima, dalle feste religiose e dalla incredibile varietà di tradizioni, oltre che dalla bellezza delle donne che evocavano le divinità classiche o le Madonne dipinte da grandi maestri come Raffaello.

Già dal 1520, anno della morte di Raffaelo, l’arte italiana cominciò ad essere presa a modello da diversi artisti stranieri. Questo gusto, codificato come “bello ideale” durerà nel corso dei secoli influenzando pittura, scultura, arti decorative e anche l’architettura.

Tra gli artisti influenzati dal “bello ideale” italiano sono esposti: Lucas Cranach, Rubens, Antoon Van Dyck, Claude Lorrain, Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Valentin De Boulogne, Gaspar Van Wittel, Angelika Kauffmann, Anton Raphael Mengs, Joshua Reynolds, Ingres, Jean-Leon Gerome. 


Accanto a questi artisti, sono esposte le opere dei grandi artisti italiani: Correggio, Tiziano, Pompeo Batoni, Antonio Canova. 

L’Italia ha ricoperto questo ruolo ancora nel Novecento e anche nel nuovo millennio; molto forte era il mito di Michelangelo. 

A testimonianza di ciò, nella mostra sono esposte due splendide sculture di Henri Matisse e Auguste Rodin e due magnifiche tele di Picasso e Salvador Dalì. 

Il pellegrinaggio in Italia di alcuni artisti delle Avanguardie fu favorito da Ileana Sonnabend, famosa gallerista americana, innamorata dell’Italia. Non sorprende quindi che molti dei “suoi” artisti, come Gilbert & George e Robert Rauschenberg, venissero a trarre ispirazione qui, attratti dall’arte antica più che dai paesaggi. 

Yves Klein e Andy Warhol sono altri due celebri esempi di amanti dell’Italia. Tra i maestri della contemporaneità, estimatori del nostro Paese, si trovano in mostra le opere di Anselm Kiefer, William Kentridge, Marina Abramovic, Christo+Jeanne Claude, i fotografi della scuola di Düsserldorf, come Axel Hütte, Thomas Struth, Candida Höfer, o americani come Lawrence Beck e Victor Burgin. 

La mostra si avvale della collaborazione di circa settanta enti prestatori, pubblici e privati, di cui trenta quelli stranieri e quaranta quelli italiani, con un totale di circa 120 opere esposte.

L’esposizione è prodotta da Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Skira editore e Cultura Domani. 

@Stefania Cappelletti

A Milano Il Festival del Cinema Spagnolo



Fino  al 17 maggio il cinema Palestrina ospita il Festival del Cinema Spagnolo per il secondo anno consecutivo. La Nueva Ola, la sezione principale del festival, presenta le migliori pellicole iberiche dell’ultima stagione. 

Ha aperto la rassegna il film “Alacràn enamorado” di Santiago Zannou, presente in sala, interpretato da Javier Bardem nel ruolo di un potente cattivo in una fiaba metropolitana, ambientata nella notte di Madrid. 

Il film è tratto da un romanzo di successo e dalla sceneggiatura del fratello di Javier, Carlos Bardem. 





Tra i film in programma “El somni del celler de can roca” presentato dal regista Franc Aleu, opera multidisciplinare in cui il regista e i fratelli Roca, chefs del ristorante più rinomato del mondo, hanno fuso immagini, gastronomia, lirica e sperimentazione; un film magico e avvolgente che vede sulla pellicola molte figure del mondo dell’arte e della scienza come Freida Pinto e Miquel Barcelò. 

Tra i film proposti anche il vincitore del Premio Goya 2015 come Miglior Regista Esordiente “10.000 km” di Carlos Marques –Marcet: una storia d’amore a distanza vissuta attraverso collegamenti skype. Da non perdere “Murieron por Encima de sus possibilitates” dell’enfant terrible del nuovo cinema spagnolo, Isaki Lacuesta: una commedia caustica e pungente di una banda di malati di mente fuggiti dalla clinica decisi ad ogni costo a ristabilire la giustizia sociale. 


Nella sezione Nueva Ola è presente anche il film di Roberto Castòn, “Los tontos y los estùpidos”: il racconto di una troupe cinematografica che nell’arco di un giorno sul set dà vita ad un copione che narra le vicende incrociate di sei personaggi. 

Nel programma del festival un omaggio al maestro del cinema spagnolo Carlos Saura con la doppia proiezione del film “Cría cuervos” vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes del 1976 e candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero. 

Tutti i film in programmazione sono in lingua originale con sottotitoli in italiano. 

@Stefania Cappelletti

venerdì 15 maggio 2015

Midsummer's Night Circus. Shakespeare in Musica al Nazionale


Arriva in anteprima nazionale al Teatro Nazionale di Milano il prossimo 5 giugno, lo spettacolo Midsummer Night's Circus, libero riadattamento musicale della commedia shakespeariana Sogno di una Notte di Mezza Estate.

Libretto di Tobia Rossi, musiche di Antonio Torella, regia, scene e costumi di Simone Nardini... quello in scena non è una classica rivisitazione musicale di una delle più note e amate commedie di Shakespeare, ma volutamente una versione "più leggera, ma vissuta e giocosa".

Così raccontano da dietro le quinte: "Il nostro percorso ci ha portato a questo allestimento dove la gioia, l’irrazionalità e gli istinti primitivi e spontanei dei quattro giovani amanti e del mondo di fate ed elfi, si contrappongono alla severità, alla razionalità e al così detto buon senso del mondo degli adulti. Da qui la scelta, forse audace, di ambientare il tutto sotto al tendone di un circo, con clowns, acrobati e cavallerizze in un mondo magico e fatato dai mille misteri dove l’impossibile è possibile, dove le leggi umane e gravitazionali vengono apparentemente infrante, dove ogni giovane si lascia andare alle emozioni spontanee come i quattro innamorati del racconto si lasciano andare alle emozioni dei sensi. Un circo che come il bosco fatato è tappa significativa della crescita, dove metaforicamente i giovani innamorati vi entreranno adolescenti e ne usciranno uomini avendo vissuto fondamentali emozioni….. E con la scusa di andare a recuperarli, gli adulti varcheranno per un’ultima volta quella soglia rimembrando sogni giovanili, come i genitori che accompagnano i propri figli in quel circo dove a loro volta sono stati figli. Accusati dal mondo razionale per essersi lasciati andare agli istinti, ardenti di passione e amore, riflessivi sulla magia della vita, sognando, i protagonisti del celebre testo Shakespeariano da noi contaminato, vivranno quel passaggio dall’età giovane a quella adulta. Come i nostri interpreti verranno traghettati da una realtà didattica ad una professionale, in questo musical di passioni giovanili e visioni oniriche: un carillon dal fascino antico con note moderne".

MIDSUMMER'S NIGHT CIRCUS. Teatro Nazionale Milano. 5 giugno 2015.

 @Antonietta Usardi

A Milano il Trento Film Festival

Dal 18 fino al 24 maggio la Fondazione Cineteca Italiana ospita, nella sala dello Spazio Oberdan, il Trento Film Festival 2015 a Milano, una rassegna di film selezionati dalla 63ª edizione del Trento Film Festival. 

Una rassegna ricca di oltre venti film, provenienti da tutte le parti del mondo, in anteprima a Milano. 

Tra i titoli proposti, con i registi che saranno presenti alle proiezioni: “Qui” di Daniele Gaglianone, il documentario sugli attivisti no tav della Val Susa; “Alberi che camminano” di Mattia Colombo, da un’idea di Erri De Luca, che analizza il rapporto tra uomo e alberi, distribuito dalla Feltrinelli Real Cinema. 

Il film di Gigi Giustiniani e Raffaele Rezzonico, premiato al festival, “Ninì” storia della devozione per la montagna e l’alpinismo di Ninì Pietrasanta, con filmati girati da lei negli anni Trenta durante le imprese col marito Gabriele Boccalatte. “Grimpeurs” di Andrea Federico che ricostruisce la tragedia del Pilone Centrale del Freney sul Monte Bianco del 1961. 

Infine il documentario di Folco Quilici, “Animali nella Grande Guerra” tragico resoconto sullo sfruttamento degli animali durante la prima guerra mondiale e “With real stars above my head” di Alfredo Covelli che racconta la sua lotta contro la paralisi. 

Tra i film internazionali il premiato “Valley Uprising” di Nick Rosen, Peter Mortimer e Josh Lowell, storia del movimento d’arrampicata nello scenario incredibile dello Yosemite Valley e del suo spirito hippie.

L’ultimo film di Jean - Jacques Annaud “L’ultimo lupo”.

In programma in anteprima un film di Luciano Ricci del 1963 “Senza sole né luna” sull’impresa del traforo del Monte Bianco, nella versione restaurata.

All’interno della programmazione cinematografica, il 19 maggio, sarà presente in sala Nives Meroi che presenterà il suo libro “Io non ti farò aspettare”, edito da Rizzoli. L’occasione perfetta per ascoltare dalla voce di una grande protagonista i racconti di una vita passata tra le vette sempre alla ricerca di nuove imprese. 

@Stefania Cappelletti