lunedì 31 agosto 2015

Al Teatro della Luna Canta Pinocchio

Dal 1 settembre fino al 18 ottobre il Teatro della Luna con la Compagnia della Rancia presentano “Pinocchio. Il grande musical”. 

In occasione dell’Expo non poteva mancare uno dei personaggi italiani più celebri in tutto il mondo come Pinocchio. 

Il musical su Pinocchio, debuttato nel 2003, ha affascinato le platee di tutto il mondo con oltre 460.000 spettatori. 

Commuove e diverte, ricco di sorprendenti effetti speciali, trascinante grazie ai suoi balletti e alle sue canzoni che rimangono impresse nel cuore del pubblico. 

Le musiche e i testi sono firmati dai Pooh; Stefano D’Orazio e Valerio Negrini hanno scritto le parole, Dodi Battaglia, Red Canziani e Roby Facchinetti le musiche. 

Lo spettacolo affascina fin dall’inizio quando in scena un albero viene abbattuto da un fulmine da cui nascerà il famoso burattino e prosegue con la poesia del teatrino di Mangiafuoco, facendo ridere con le gag del Gatto e della Volpe e incantando con le magie della Fata Turchina, portando lo spettatore nelle profondità del mare fino all’emozionante scena finale.

Ad interpretare Pinocchio, la punta di riferimento del musical italiano, Manuel Frattini

Al suo fianco Roberto Colombo nel ruolo di Geppetto e Beatrice Baldaccini in quello della Fata Turchina, Gianluca Sticotti vestirà i panni del Gatto e Giulia Marangoni sarà la Volpe, Lucignolo avrà il volto di Goiacchino Inzirillo, mentre il temibile Mangiafuoco sarà interpretato da Fabrizio Corucci, Luigi Fiorenti darà voce al Grillo Parlante e Claudia Belli sarà Angela. 

La regia è di Saverio Marconi

@Stefania Cappelletti

venerdì 28 agosto 2015

Giotto in Mostra a Palazzo Reale

Dal 2 settembre fino al 10 gennaio 2016 Palazzo Reale ospita la mostra “Giotto, Italia”, un omaggio al grande maestro toscano. 

Un insieme di 14 opere, realizzate in oltre quarant’anni di attività, per la prima volta riunite insieme grazie a prestiti prestigiosi di diversi musei internazionali. 

Giotto rivoluzionò l’arte occidentale superando la bidimensionalità e la ieracità dell’arte bizantina, dando inizio all’arte moderna attraverso l’introduzione dei concetti di volumetria, naturalismo, profondità prospettica, dinamismo e dando caratterizzazione fisionomica ai volti e ai gesti dei personaggi delle sue opere. 

La mostra segue un percorso biografico aprendo con le opere giovanili di Giotto come la “Madonna da San Giorgio alla Costa”, realizzato nel periodo in cui l’artista fu attivo tra Firenze e Assisi, prosegue con un’opera del periodo padovano, “Dio padre in trono”, e poi Roma con il “Polittico Stefaneschi” dell’altare maggiore di San Pietro. Esposti anche il “Polittico di Bologna” e il “Polittico Baroncelli”, ricongiunto per l’occasione con la sua cuspide “Padre Eterno”, prestato dal San Diego Museum Art – California, che segna il ritorno a Firene di Giotto. 

Grande viaggiatore, Giotto arrivò anche a Milano, poco prima della morte. 

Qui lavorò per Azzone Visconti affrescando una parte del Palazzo Ducale con una “Gloria Mondana” e una serie di “Uomini Illustri”, sfortunatamente andati persi. 

Ma l’artista fiorentino influenzò notevolmente la scena pittorica e artistica milanese come si riscontra nel frammento di “Crocefissione” ritrovato nel 1929 nel campanile di San Gottardo in corte e negli affreschi realizzati dagli anni Quaranta del Trecento nell’Abbazia di Chiaravalle e nell’Abbazia di Viboldone. 

La mostra rappresenta uno dei capitoli essenziali dell’Expo 2015 ed è stata promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo e dal Comune di Milano, curata da Pietro Petraroia e Serena Romano

@Stefania Cappelletti

mercoledì 26 agosto 2015

La Grande Madre a Palazzo Reale

Dal 26 agosto al 15 novembre Palazzo Reale ospita la mostra “La Grande Madre”. 

Oltre 400 opere di 139 artisti e artiste internazionali per analizzare l’iconografia e la rappresentazione della maternità e della donna nel corso del Novecento. 

L’esposizione, divisa in 29 sezioni, si apre con la presentazione dell’archivio di Olga Fröbe-Kapteyn che, a partire dagli anni Trenta, ha raccolto migliaia di immagini di idoli femminili, madri, matrone, veneri e divinità preistoriche, da cui attinsero Jung, Neumann e altri psicologi e antropologi nella ricerca dell’archetipo della grande madre. 

L’influenza di tali studi e degli scritti di Freud si palesa nei disegni e nelle incisioni di Alfred Koubin e Edvard Munch, visioni allucinate che si alternano, nelle prime sale della mostra, all’immagine didascalica della maternità dell’Ottocento nelle fotografie di Gertrude Käsebier e nei film della prima regista cinematografica Alice Guy – Blaché

L’esposizione prosegue con le sezioni dedicate alle avanguardie artistiche, Futurismo, Dadaismo e Surrealismo. Attraverso le opere Benedetta, Umberto Boccioni, Giannina Censi, Valentine De Saint-Point, Mina Loy, Filippo Tommaso Marinetti, Marisa Mori, Regina, Rosa Rosà, si evidenzia come il ruolo della donna nel Futurismo riveli lo scontro tra le energie innovatrici e le forze repressive nell’Italia di inizio secolo. 

Nasce col Dadaismo il mito della donna meccanica e automatica con le macchine celibi di Marcel Duchamp, Picabia e Man Ray, le bambole meccaniche di Sophie Taeuber-Arp, Emmy Hennings e Hannah Höch e con le performance irriverenti della Baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven

La sezione dedicata al Surrealismo si apre con la particolare presentazione di cinquanta collage originali da “La donna 100 teste” di Max Ernst e racchiude opere di André Breton, Hans Bellmer, Salvador Dalì

In primo piano le opere di artiste che pur aderendo al Surrealismo ne criticarono la retorica, trovando gli strumenti necessari per l’emancipazione femminile e contrastando gli opprimenti stereotipi sessuali. 

Tra le artiste esposte si trovano Leonora Carrington, Frida Kahlo, Dora Maar, Lee Miller, Meret Oppenheim, Dorothea Tanning, Remedios Varo, Unica Zürn. Si intrecciano a queste opere le immagini del cinema muto e documenti sulla politica delle nascite del fascismo insieme ai volti drammatici e orgogliosi delle madri del cinema neorealista, che evidenziano come spesso l’immagine della donna sia stata sovrapposta a quella di nazione. 

Una selezione di opere di Louise Bourgeois, in cui Surrealismo e immagini arcaiche creano un forte valore simbolico, apre la seconda parte della mostra che presenta le artiste degli anni Sessanta e Settanta come Magdalena Abakanowicz, Ida Applebroog, Lynda Benglis, Judy Chicago, Eva Hesse, Dorothy Iannone, Yayoi Kusama, Anna Maria Maiolino, Ana Mendieta, Marisa Merz, Annette Messager, che rivendicarono la centralità del corpo femminile associato alle forze della natura e della terra. 

Negli stessi anni Carla Accardi, Joan Jonas, Mary Kelly, Yoko Ono, Martha Rosler, Valie Export rappresentano gli ambienti domestici e familiari come luoghi di soprusi e tensioni, mettendo in discussione i ruoli sessuali nel mondo del lavoro e nella famiglia. 

Ciò appare anche nelle opere di Sherrie Levine, Lee Lozano e Elaine Sturtevant, che attraverso una rivoluzione del concetto di proprietà vogliono sottrarsi all’autorità patriarcale. 

Barbara Kruger, Ketty La Rocca, Suzanne Santoro combattono una guerriglia semiotica contro i messaggi dei media e decostruiscono l’immagine della donna creata dai mezzi di comunicazione di massa. 

Negli anni Ottanta Katharina Fritsch, Cindy Sherman, Rosemarie Trockel mescolano generi e riferimenti iconografici al tema della maternità e dell’arte religiosa. 

La sezione dedicata agli anni Novanta vede esposti i ritratti delle madri e dei neonati a poche ore dal parto di Rineke Dijkstra, le sculture dalle forme al contempo maschini e femminili di Sarah Lucas, le opere di Catherine Opie che documenta la vita delle comunità gay e sadomaso di Los Angeles, i dipinti di Marlene Dumas e Nicole Eisenman che rappresentano la maternità come croce e delizia, liberazione e condanna. 

Il soffitto di una sala di Palazzo Reale è stato trasformato dall’affresco elettronico di Pipilotti Rist nato dall’unione di una pittura barocca con il videoclip. 

Completano la mostra le opere di Nathalie Djurberg, Robert Gober, Keith Edmier, Kiki Smith, Gillian Wearing che aprono prospettive inedite per il superamento delle vecchie distinzioni di genere, le installazioni di Jeff Koons, Thomas Schütte, Nari Ward e opere di rilievo di Thomas Bayrle, Constantin Brancusi, Maurizio Cattelan, Lucio Fontana, Kara Walker

Arricchisce il percorso espositivo il video “Grosse Fatigue” di Camille Henrot, vincitore del Leone d’Argento all’ultima Biennale di Venezia, in cui viene rappresentata la nascita della Madre Terra attraverso l’analisi dei miti di creazione e la genesi dell’universo. 

Tra le opere più recenti, per la prima volta esposta in Italia, la celebre serie di ritratti “Brown Sisters” di Nicholas Nixos che per quarant’anni ha ritratto il gruppo delle sorelle Brown. 

Una mostra che evidenzia come l’immagine della madre racchiuda desideri, ansie, aspirazioni individuali e collettive, sia maschili che femminili, un’immagine complessa e potente, lontana dagli stereotipi della pubblicità e della televisione. 

La mostra, promossa dal Comune di Milano, è stata ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi insieme a Palazzo Reale per Expoincittà 2015

@Stefania Cappelletti

I Gogol Bordello ai Mercati all'Estate Market Sound

Balcani in festa all'Estathé Market Sound giovedì 27 agosto con gli scatenatissimi Gogol Bordello e la loro musica gipsy- punk.

In occasione del concerto i Gogol Bordello portano l'album «Pura Vida Conspiracy», uscito nel 2013.

Originario degli Stati Uniti, il gruppo ha voluto conservare e mostrare al pubblico le proprie radici musicali, che trascinano il pubblico con frenetici ritmi gipsy, con cui il frontman è cresciuto in Ucraina e con le musiche tradizionali dell'Europa dell'Est, terra d'origine di molti dei musicisti.

«L’Italia ha un fascino perverso, ma allo stesso tempo irresistibile: qui da voi, come nell’Europa dell’Est o in Sud America, in ogni live si crea un’empatia che non troviamo in altri luoghi», dice Eugene Hütz, leader del gruppo.

@Redazione

Dramatram. Nuovi Orari e Nuovi Percorsi

Attenzione attenzione!

Il Dramatram cambia orario e modifica il suo percorso.

I ragazzi di Dramatrà vi aspettano giovedì 3 settembre alle 18.45 in piazza Castello, per scoprire Milano da un punto di vista insolito.

Insieme all'orario, si modifica il percorso, permettendovi così di passare davanti alla splendida Santa Maria delle Grazie, San Maurizio, Cadorna e altri importanti punti della città.

E per questa volta, è speciale anche il prezzo, 23 euro invece di 39.

I più smemorati possono (ri)scoprire tutto sul DramaTram dando un occhio al sito www.dramatram.com

@Redazione

Choripan. Mario Franzetti allo Spazio Sanremo

Apre al pubblico allo Spazio Sanremo | 5Vie di Milano la mostra personale di Mariano Franzetti dal titolo “Choripan”, a cura di Elisa Ajelli.

L’autore propone 20 opere su tela a tecnica mista, sculture e installazioni multimediali, per la maggior parte mai esposte in Italia.

Il titolo dell'esposizione fa riferimento a un tipico pasto di street food argentino.

L’artista non prescinde dalla necessità dell’essere umano di alimentare la propria esistenza oltre i bisogni primari: fondamentali la comunanza di valori, la condivisione dei momenti salienti del quotidiano.

L’esposizione consta anche di sculture e installazioni multimediali che propongono una similitudine tra la storia mediatica italiana e argentina e conferiscono, attraverso un’efficace simultaneità, un adeguato parallelismo tra tradizione e modernità espressiva.

@Redazione

Edward Burtynsky a Palazzo della Ragione

Edward Burtynsky presenta a Palazzo della Ragione Acqua Shock, progetto dedicato all'acqua, alla sua presenza in natura e al suo sfruttamento da parte dell’uomo.

Il fotografo ha deciso di documentare gli effetti del progresso economico e industriale sul pianeta, per raccontare come realtà apparentemente lontane siano in realtà tutte strettamente collegate, tra loro e tra noi.


Di notevole impatto visivo la serie dedicata al petrolio e quella delle grandi cave.

60 fotografie divise in sette capitoli - Golfo del Messico, Devastazioni, Controllo, Agricoltura, Acquacoltura, Rive, Sorgenti - l’analisi di tutti gli aspetti connessi all’origine e all’utilizzo dell’acqua: dal delta dei fiumi ai pozzi a gradini, dalle colture acquatiche alle irrigazioni a pivot centrale, dai paesaggi disidratati alle sorgenti indispensabili.

In mostra sarà proiettato il documentario “Where I Stand” (10 min.) prodotto dallo Studio Burtynsky per coinvolgere i visitatori nel processo di produzione: per il progetto sull’acqua Burtynsky ha fatto ampio uso di droni, elicotteri e strutture per poter guardare dall’alto i suoi soggetti.

Edward Burtynsky parteciperà al Festival dell’acqua in corso a Milano dal 5 al 9 ottobre 2015 presso il Castello Sforzesco.

@Antonietta Usardi

martedì 25 agosto 2015

La Nascita della Fenice alle Ex Officine Comunali

Il 26 e 27 agosto la Vertigo Dance Company di Gerusalemme partecipa al Premio Internazionale Il “Teatro Nudo di Teresa Pomodoro” con lo spettacolo “The birth of Phoenix” in scena alle Ex Officine Comunali di via Amari.

Birth of the Phoenix”, della coreografa Noa Wertheim, è un progetto di danza che indaga il rapporto esistente tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. 

Gli spettatori sono disposti in circolo, attorno allo spazio scenico su cui si esibiscono i danzatori a contatto con la terra, esposti agli stimoli sensoriali, visivi e uditivi, del contesto in cui la danza si svolge. 

Una danza particolare che combina insieme elementi di Tai Chi e Contact improvisation, evocando lo spirito di una cerimonia lirica, in cui fisicità e spiritualità si uniscono e danno vita al dialogo tra uomo ambiente. 

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. 

@Stefania Cappelletti

La Pittura Russa alla Camera del Lavoro

Fino al 30 settembre la Camera del Lavoro ospita “Mostra di pittura russa e sovietica”. 

Le opere in esposizione coprono il periodo storico che va dal 1930 al 1990, anno dello scioglimento del CCCP. 

Gli artisti selezionati per la mostra, prevalentemente ucraini e appartenenti a prestigiose scuole accademiche, aderirono alla corrente artistica del Realismo socialista sovietico, facendosi interpreti delle tematiche sociali e storiche con l’obiettivo di promuovere un’arte che non fosse relegata esclusivamente nei salotti borghesi ma che diventasse arte per tutti, regalando ad un pubblico più vasto la possibilità di accedere al piacere estetico ed etico dell’arte. 

Molti degli artisti presenti nella mostra hanno ottenuto notevoli riconoscimenti a livello mondiale, tra tutti il più famoso a livello europeo è Sulimenko Piotr Stepanovich

La mostra nasce dalla collaborazione tra il Teatro della Cooperativa e la Camera del Lavoro.
 
L’ingresso è gratuito. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 19 agosto 2015

L’Italia tra le Esposizioni Universali alla Palazzina Liberty

Fino al 29 agosto alla Palazzina Liberty è aperta la mostra “Milano Expo dal 1906 al 2015”, una ricostruzione illustrata degli eventi che sono avvenuti nel periodo intercorso tra le due Esposizioni Universali milanesi. 

La rassegna raccoglie le opere di 110 artisti, italiani e stranieri, che hanno rappresentato quanto è accaduto in oltre un secolo nel nostro Paese. 

Vengono ricordate le grandi personalità della nostra Storia come il Presidente Sandro Pertini o il giudice Giovanni Falcone, figure chiave della cultura italiana come Alda Merini e della musica come Fabrizio De André, oltre ai premi Nobel italiani. 

Si ricorda anche la morte di Rino Gaetano e la nascita di Diabolik. 

Rappresentate, inoltre, le grandi tragedie italiane come la strage di piazza Fontane e quella alla stazione di Bologna, la catastrofe del Vajont e l’alluvione di Firenze. 

Sono illustrati gli anni delle guerre, l'arresto di Antonio Gramsci, il voto alle donne nel 1946, il Giubileo ma anche, immancabile, il calcio o il concerto indimenticabile dei Beatles.  

Ogni artista ha seguito il suo personale stile e secondo la propria abituale tecnica, dando così vita ad una mostra eterogena, eclettica, ricca di stimoli e visioni. 

La mostra è curata da Vittorio Tonon e ha il patrocinio di Expo Milano 2015

L’ingresso è gratuito e accompagnato ogni giorno alle 18 dagli spettacoli di “Lirica a sorpresa”. 

@Stefania Cappelletti

lunedì 10 agosto 2015

Omaggio alla Madonnina al Museo del Duomo

Dal 10 agosto fino al 31 ottobre la Veneranda Fabbrica del Duomo ospita al Museo del Duomo la mostra “Immagini del Novecento. Un’omaggio alla Madonnina”. 

Allestita all’interno della Sala Gian Galeazzo Visconti, inaugurata di recente, la mostra raccoglie 14 opere tra le più significative della Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei dedicate alla Vergine, un percorso che permette di conoscere come il tema mariano sia stato elaborato dagli artisti contemporanei
.

Tra le opere esposte l’“Assunta” di Eugenio Scorzelli, l’“Annunciazione” di Enrico Manfrini, l’“Assunta” di Francesco Messina e la “Madonna con bambino” di Italo Peresson realizzata a mosaico da un disegno di Trento Longaretti

@Stefania Cappelletti

Il Cinema Noir Francese al MIC

Dall’11 al 23 agosto il Mic, Museo Interattivo del Cinema, presenta una rassegna che offre un’ampia panoramica sul cinema noir francese. 

Genere nato e cresciuto a Hollywood, in Francia fin dagli anni Trenta ha trovato un'altra anima con cui esprimersi, pessimista e realista che racconta amori maledetti e miserie umane. 

Esponente di spicco di questo genere è il regista Henri – Georges Clouzot che mostra un mondo violento e colpevole, descritto con spietata lucidità e angoscia. 

Nel dopoguerra ad affrontare il genere noir fu Jacques Becker e i registi della Nouvelle Vague, tra cui Louis Malle e Jean – Luc Godard

Dieci i film proposti nella rassegna. 

Vite vendute” (1953) di Clouzot, ambientato in una zona desertica del Guatemala, quattro disperati vengono ingaggiati per far saltare un pozzo petrolifero che ha preso fuoco. La missione è pericolosissima, ma i quattro non hanno nulla da perdere. 

Il buco” (1960) di Becker, racconta il tentativo di fuga di cinque detenuti, dalla prigione in cui sono rinchiusi per reati comuni, attraverso lo scavo di una galleria. 

Legittima difesa” (1947) di Clouzot, mostra la gelosia di Maurice, marito di Jenny, sfortunata cantante di varietà, e il suo piano di uccidere il vecchio libertino dongiovanni che promette di aiutare la moglie nel fare carriera. 

Ascensore per il patibolo” (1958) di Malle, due amanti, Florence e Julien, decidono di uccidere il marito architettando un piano che sembra perfetto in cui ogni dettaglio deve far pensare ad un suicidio, ma quando Julien, dopo aver commesso il delitto, sta per uscire dal palazzo, l’ascensore su cui si trova si blocca cambiando il corso degli eventi. 

Il corvo” (1943) di Clouzot, ritratto impietoso dell’assonnata provincia francese, la vicenda si svolge nel paesino di Saint – Robin in cui diversi cittadini vengono assillati da lettere anonime firmate “Il corvo” che svela le loro ipocrisie e i loro torbidi segreti. 

A doppia mandata” (1959) di Claude Chabrol, narra il disfacimento di una famiglia dai radicati valori borghesi, i Marcoux, in seguito al tradimento del capofamiglia che prende come amante una giovane donna ospite dei vicini di casa, umiliando senza remore la moglie e gettando nella disperazione i figli molto attaccati alla madre. 

Grisbì” (1954) di Becker, due gangster, Max e Riton riescono a fare il grande colpo rapinando una banca, con un bottino di cinquanta milioni. Max, più avanti con gli anni, vorrebbe ritirarsi dalla vita attiva ma un loro rivale, scoperto il loro cospicuo bottino, assolda dei killer per eliminarli. 

I diabolici” (1954) di Clouzot, Michel ha sposato Christina, direttrice di un collegio per ragazzi, solo per interesse e la tradisce con Nicole, amica di Christina. Di fronte alla continue vessazioni a cui è sottoposta sia lei che l’amica, Nicole progetta un piano per uccidere l’uomo e liberarsi finalmente di lui. 

L’assassino abita al 21” (1942) di Clouzot, a Parigi un misterioso Monsieur Durand sta commettendo una lunga catena di omicidi. Sarà il commissario Wens a mettersi sulle tracce dell’assassino arrivando finalmente alla pensione delle Mimose al numero 21 di Avenue Junot a Montmartre, dove, tra una fauna variegata di inquilini, si nasconde anche l’omicida.

Fino all’ultimo respiro" (1960) di Godard, segue le vicende di Michel, giovane incapace di seguire le regole della società, che fugge in Italia braccato dalla polizia. La sua sorte si lega a quella di Patricia, giovane americana per la quale prova un affetto sincero. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 5 agosto 2015

Dante Raddoppia al Castello Sforzesco

In occasione dei del 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri il Castello Sforzesco ospita due mostre sul sommo poeta. 

Fino al 18 ottobre nelle sale della Bibilioteca Trivulziana viene mostrato al pubblico il ricchissimo fondo dantesco raccolto nell’Ottocento da Gian Giacomo Trivulzio e dalla sua famiglia. 

Una collezione veramente notevole che contempla antichi esemplari manoscritti e a stampa, tra cui un manoscritto della "Divina Commedia" risalente al 1337 e, tra gli oltre 2000 incunaboli, tutte le edizioni quattrocentesche dell’opera dantesca. 

Nella Sala dei Pilastri del Castello Sforzesco, fino all’11 ottobre, è allestita la mostra “Dante 750 – Dante e le arti. Installazione multimediale e mostra” organizzata dall’Università degli Studi di Milano. 

L’installazione mostra come la vitalità e il linguaggio universale della “Divina Commedia” abbiano influenzato il cinema e le arti figurative. 

L’esposizione, divisa in tre sezioni, prevede la postazione “Dante e il cinema”, in cui vengono mostrati il lungo elenco di film che hanno tratto ispirazione dal poema e dai suoi personaggi. 

In fondo alla navata un video racconta come registi, di tempi e provenienze diverse, siano rimasti affascinati e suggestionati dalla “Commedia”. 

La seconda sezione è intitolata “Cibo e Convivio nell’età di Dante” con postazioni video su momenti significativi e riproduzioni in creta dei cibi medievali più diffusi, realizzate dagli studenti dell'ITCS “Erasmo da Rotterdam” di Bollate

Dante e l’arte”, ultima sezione della mostra, vede la riproduzione del volto di Dante, realizzata da Nadia Scardeoni, tratto dall’unico ritratto dal vivo del Poeta, insieme a 46 tavole originali del pittore Alberto Schiavi realizzati per l’edizione in dialetto milanese della “Divina Commedia” di Ambrogio Maria Antonini, pubblicata in 500 esemplari nel 2004. 

Entrambi gli eventi sono gratuiti. 

@Stefania Cappelletti

lunedì 3 agosto 2015

Elizabeth Aro all’Accademia di Brera

Fino al 29 agosto l’Accademia di Brera nell’ex Chiesa di San Carpoforo ospita la mostra di Elizabeth AroLos Otros”. 

L’artista argentina presenta una serie di ritratti di danzatori provenienti da diverse parti del mondo che, uscendo da uno sfondo profondamente nero, colore simbolo che rimarca la mancata conoscenza d’identità e la paura dell’altrove e dell’altro, raccontano di loro. 

Fotografie di grande formato su alluminio che mostrano volti diversi, costumi differenti, altre culture, come altri siamo noi. 
Al centro la mega installazione, la scultura intitolata “Mundo”, una grande palla in feltro e legna, cucita dall’artista stessa, appesa al soffito. 

E’ un mappamondo particolare con i continenti che sono tutti spostati verso il basso, le terre emerse attirate verso il Sud, che assume un significato meno intimidatorio se tutto si sposta verso nuove latitudini, verso un nuovo polo. 

All’interno dell’esposizione sono proiettati degli splendidi disegni in grafite su carta, “Estudio de nubes” che parlano di sentimenti: pur mutando, magari impercettibilmente, lasciano una traccia in noi facendo anche da tramite con il futuro. 

La mostra è stata promossa dal Consolato Generale della Repubblica Argentina e curata da Francesca Pasini

L’ingresso è gratuito. 

@Stefania Cappelletti

Tre Anteprime allo Spazio Oberdan

Dal 4 agosto al 4 settembre lo Spazio Oberdan presenta al pubblico tre film in anteprima: “Mot Naturen”, “Lo strano caso di Angelica” e “Ai Weiwei – Evidence”. 

Il primo film in programma “Mot Naturen”, del regista norvegese Ole Giaever, ha partecipato all’ultimo Festival di Berlino. 

Martin, interpretato dal regista stesso, è un giovane padre che ha bisogno di una pausa dalle responsabilità familiari e vuole trovare spazio e tempo per poter riflettere su se stesso in mezzo alle montagne a contatto diretto con la natura. 

Il regista ha realizzato un autoritratto di un uomo già adulto ancora coinvolto dai dubbi e dalle incertezze di chi ancora non ha raggiunto completamente la propria maturità emotiva e fatica ad affrontare le responsabilità quotidiane. Lo spettatore ascolta pensieri e riflessioni di Martin, senza censure, a volte anche crudi e brutali, ma necessari per affrontare certe fragilità che sono racchiuse in tutti noi e che vengono in superficie in situazioni particolari dell’esistenza. 

Lo strano caso di Angelica” del grande regista portoghese Manoel De Oliveira è la seconda anteprima proposta dallo Spazio Oberdan

Nato da una sceneggiatura scritta negli anni Cinquanta, il film ha come protagonista Isaac, giovane appassionato di fotografia, che viene chiamato dai famigliari di una giovane sposa, Angelica, morta poco dopo la celebrazione del suo matrimonio, perché la fotografi prima che i segni del decesso compaiano sul suo volto. Isaac rimane colpito dalla bellezza e dalla grazia della ragazza e gli sembra che prenda vita davanti al suo sguardo e nelle fotografie che ha realizzato. Il giovane inizia a sognare Angelica e ne viene di volta in volta turbato sempre più fino a condurlo alla morte. 

Il film di De Oliveira, surreale ma emozionante, è un’opera di grande ricchezza, che gioca con leggerezza con gli effetti speciali per esplorare le contraddizioni del presente attraverso l’investigazione del trascendente. 

Infine viene presentato l’inedito documentario sull’artista e attivista cinese “Ai Weiwei – Evidence” di Girt Lederer

Un ritratto profondo e appassionato che mostra tutta la forza e l’espressività delle opere, potenti e visionarie, di Ai Weiwei, sottolineandone anche il profondo senso di responsabilità civile di cui sono intrise che ne aumenta, in modo esponenziale, il valore e il significato. 

Il docufilm prende il via dalla mostra inaugurata nell’aprile 2014 a Pechino in cui vennero raccolte foto, video, grandi installazioni, tra cui le sculture in marmo delle isole Diaoyu, e i seimila sgabelli di legno che costituiscono una delle opere più famose dell’artista. La mostra includeva anche la riproduzione 1:1 della cella in cui Ai WeiWei fu rinchiuso per tre mesi, nel 2011, dal regime cinese. 

I film verranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. 

@Stefania Cappelletti

Il Genio di Dolan allo Spazio Oberdan

Dal 3 agosto al 7 settembre lo Spazio Oberdan propone una retrospettiva sul giovane regista, attore, sceneggiatore franco-canadese Xavier Dolan. 

Enfant prodige del cinema contemporaneo, nel 2014 ha vinto il prestigioso Premio della Giuria al Festival di Cannes con il film “Mommy”. 

La rassegna presenta i suoi cinque lungometraggi caratterizzati dallo stile molto personale del regista, pulsante vitalità, emozionante ma anche inquietante, con personaggi dai sentimenti complessi, ricchi di sfumature, pieni di contraddizioni e fragilità, alla ricerca della propria identità e del loro posto nel mondo. 

La retrospettiva comincia con “Tom à la ferme” (2013), film tratto dall’omonimo romanzo di Michel Marc Bouchard, che narra l’incontro e il rapporto tra Tom e la famiglia di Giullaume, suo compagno prematuramente scomparso; Tom si rende ben presto conto della stranezza della famiglia ma ne rimane come imprigionato. 

Molto intenso e particolare sarà il rapporto con Francis, il fratello di Giullaume, che si risolverà con l’affiorare della verità. 

Il film ha vinto il Premio Fipresci miglior film alla 70ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il secondo film in programmazione è “Les amours imaginaires” (2010), la storia di Francis e Marie, due amici, innamorati della stessa persona, che si scontreranno nel tentativo di conquistare l’oggetto del loro desiderio, rimanendo coinvolti nei suoi comportamenti ambigui e distruttivi. 

“J’ai tué ma mère” (2009), terzo lungometraggio della rassegna, racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adultà di Hubert Minel, anche attraverso l’analisi dei sentimenti d’amore e odio che il ragazzo nutre nei confronti della madre Chantal. 

Il film ha vinto il Premio “Regard Jeunes” alla Quinzaine des Réalizateurs del Festival di Cannes del 2009. 

Penultimo film in programmazione “Laurence anyways” (2011) affronta un tema delicato come il cambiamento di genere e le implicazioni sentimentali che racchiude, attraverso le vicende di uomo che vuole salvare la relazione con la fidanzata dopo averle rivelato che vuole diventare donna. 

Chiude la rassegna l’ultimo film realizzato dal regista franco-canadese “Mommy” (2014), la storia di una govane esuberante vedova, madre di un ragazzo, che è costretta ad occuparsi stabilmente del figlio afflitto dalla sindrome da deficit d’attenzione. 

Tra i loro scontri e contrasti, si inserisce Kyle, nuova ragazza del quartiere e i tre, insieme, riusciranno a creare un nuovo equilibrio. 

I film sono in lingua originale con sottotitoli in inglese. 

@Stefania Cappelletti