martedì 29 settembre 2015

Wildlife Photographer of the Year in Mostra alla Fondazione Matalon

La Fondazione Matalon (foro Bonaparte, 67) ospita dal 9 ottobre al 23 dicembre gli scatti vincitori del concorso Wildlife Photographer of the Year, giunto quest'anno alla sua 50°esima edizione.

Un'edizione speciale che celebra il prestigioso concorso dedicato alla fotografia naturalistica, nato nel 1965 e indetto dal Natural History Museum di Londra con il Bbc Wildlife Magazine.

100 immagini mozzafiato, scelte tra oltre 42mila scatti partecipanti,  che raccontano la bellezza e le meraviglie naturali del nostro pianeta, messe in pericolo dalla sconsideratezza dell'uomo.

Vincitore assoluto di quest'anno lo statunitense Micheal Nichols, con The Last Great Picture:  cinque leonesse che si riposano insieme ai loro cuccioli su uno sperone di roccia, dopo aver attaccato e cacciato due maschi del branco. L’immagine è incorniciata con la vista delle pianure in un cielo di tardo pomeriggio ed è stata catturata agli infrarossi.

Oltre ai due massimi riconoscimenti Wildlife Photographer of the Year e Young Wildlife Photographer of the Year, il percorso espositivo illustra tutte le categorie in gara raggruppate in sezioni:
Diversità sulla Terra con le categorie Mammiferi; Uccelli; Anfibi e Rettili; Invertebrati; Piante e Funghi; Specie Acquatiche. Creatività e Tecnica con le categorie Natural Design; Bianco e Nero e il nuovo Premio speciale TimeLapse, filmati, con riproduzione accelerata dei fotogrammi, che rivelano all’occhio umano processi di trasformazione altrimenti non percepibili. Documentario con le categorie Il Mondo nelle nostre mani e Premio speciale Fotogiornalista di natura dell’anno. Portfolio con le categorie Premio speciale talento emergente (età 18-25 anni) e Premio speciale Portfolio (oltre i 26 anni). Sezione e categoria Ambienti terrestri e sezione Primi scatti con le categorie dedicate ai giovani fotografi fino a 10 anni; 11-14 anni e 15-17 anni.

In programma, durante il periodo dell'esposizione, incontri con i fotografi partecipanti:

  • Marco Urso (14 ottobre) 
  • Marco Colombo (24 ottobre)
  • Simone Sbaraglia (7 novembre)
  • Stefano Unterthiner, il fotografo italiano più premiato nella storia del Wildlife Photographer of the Year (12 dicembre).

@Antonietta Usardi


La Mamma Di Harald Szeeman. Riflessioni sulla Grande Madre

In occasione della mostra La Grande Madre, nata dalla collaborazione con la Fondazione Nicola Trussardi, e attualmente ospitata a Palazzo Reale fino al 15 novembre, la Fondazione e Johan&Levi editore propongono una riflessione sul lavoro di Harald Szeeman, dal titolo "Riflessioni su una mostra Mai Nata".

Harald Szeemann (Berna 1933 – Locarno 2005), concepì l'idea di una grande mostra dedicata alla figura femminile come simbolo di eterno rinnovamento attorno alla metà degli anni '70.
Questa mostra avrebbe dovuto essere la seconda parte di una trilogia che da Le Macchine Celibi, si sarebbe idealmente conclusa con "Il Sole".

Inizialmente pensata senza opere d'arte, avrebbe ripercorso la figura femminile e la sua mitizzazione, presentando personalità attive tra la fine dell’800 e gli anni ‘70 tra cui lo psicanalista Wilhelm Reich, l’antropologo Johann Jacob Bachofen, lo scrittore Gerhart Hauptmann, la romanziera George Sand, la medium-guaritrice Emma Kunz.

Nel libro “La Mamma. Una mostra di Harald Szeemann mai realizzata” (Johan & Levi, 2014) Pietro Rigolo analizza la mostra incompiuta e si interroga sulle ragioni che decretarono il suo fallimento partendo dall’analisi di un disegno in cui il curatore immagina l’esposizione all’interno dei Magazzini del Sale di Venezia dove nel 1975 stava allestendo Le Macchine Celibi.

Szeemann continuò a tentare di realizzare questo progetto fino alla sua scomparsa, nel 2005.

Lunedì 5 ottobre.
Ore 14.00
Sala Conferenze di Palazzo Reale.
ingresso libero su prenotazione info@johanandlevi.com

@Antonietta Usardi

Happy Birthday Mr President. Le due Anime di Marilyn al Teatro Libero

In scena al Teatro Libero di Milano dal 1 all'8 ottobre le due anime di Marilyn Monroe, interpretate da Sarah Collu e Serena Nardi, in Happy Birthday Mr President.

È la mattina del 29 maggio 1962. Mancano poche ore alla sontuosa festa organizzata al Madison Square Garden di New York per il compleanno di John Fitzgerald Kennedy, presidente degli Stati Uniti. Per lui gli organizzatori hanno in serbo una sorpresa: ad augurargli buon compleanno cantando “Happy Birthday” sarà la star più acclamata del momento, la divina Marilyn Monroe.
Un elicottero è pronto al decollo per far sì che l’ospite giunga in tempo alla festa.

E in quell'ora di attesa Marilyn percorre la propria vita a partire proprio da Norma Jean Baker.

Marilyn Monroe era il nome d'arte di Norma Jean Baker, una brunetta formosa, che era cresciuta passando da un orfanotrofio all'altro, tra un'adozione l'altra, da una famiglia ad un'altra.
Ed era comunque arrivata ad Hollywood e si era creata il personaggio di una donna vincente, ed era divenuta il sex symbol di tutti i tempi.
Una vita complessa:icona di femminilità e donna fragile e segnata dagli abbandoni.

@Antonietta Usardi

lunedì 28 settembre 2015

A Milano il Festival dell'Acqua. Sostenibilità e Risorse

Nutrire il pianeta, l'importanza dell'acqua: al Castello Sforzesco arriva il Festival dell'Acqua, dal 5 al 9 ottobre: cinque giorni di convegni, workshop, concerti e mostre dedicate al bene più prezioso del nostro pianeta.

Duecento relatori in cinquanta appuntamenti parleranno di sostenibilità, nutrizione, equilibrio mondiale dell’acqua e della condizione nazionale del sistema idrico integrato.

 Alla parte scientifica di convegni, seminari, workshop e formazione, si legano le iniziative di intrattenimento, gratuite ed aperte al pubblico: mostre, incontri culturali, film, concerti e spettacoli in piazza.

@Redazione

Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat al Menotti

La storia biblica di Giuseppe, venduto dai fratelli, rivive, rivisitata, sul palcoscenico del Teatro Menotti dal 1 al 10 ottobre con Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat, commissionata nel 1968 da un professore di musica a due ventenni ancora sconosciuti ma che avrebbero regalato al mondo grandi successi, Tim Rice (librettista) e Andrew Lloyd Webber (compositore).

Giuseppe è un adolescente come molti, i fratelli però lo odiano, invidiosi della tunica multicolore che il padre ha regalato al ragazzo. Attraverso vicissitudini dolorose, Giuseppe giunge a conoscere il Faraone d'Egitto, del quale diventerà ministro, interpretando i sogni che terrorizzano il sovrano: sette vacche grasse (sette anni di abbondanza) e sette vacche magre (sette anni di carestia).
Il consiglio sarà quello di conservare le risorse a disposizione per i periodi più duri.

In tema con Expo 2015 Feeding the Planet, lo spettacolo attualizza il problema della distribuzione, della tutela e della conservazione delle risorse che abbiamo a disposizione.

Diretto da Anna Zapparoli, lo spettacolo vede sul palco la Dual Band insieme all'Orchestra, il Coro, il Coro di voci bianche del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

@Antonietta Usardi

Omaggio a Carandente alla Fondazione Arnaldo Pomodoro

Dal 30 settembre al 18 dicembre la Fondazione Arnaldo Pomodoro, via Vigevano 9, ospita la mostra “Tutto è felice nella vita dell’arte. Omaggio a Giovanni Carandente”. 

L’esposizione approfondisce la straordinaria figura di Giovanni Carandente come grande critico e storico dell’arte e come ideatore e organizzatore della manifestazione “Sculture nella città”, tenutasi a Spoleto nel 1962. 

A Spoleto, in occasione del Festival dei Due Mondi, Carandente ebbe l’idea di collocare nella città 106 sculture di grandi artisti italiani e internazionali dando vita, per la prima volta in Italia, ad un vero e proprio museo a cielo aperto. 

All’interno di questo progetto nacque anche un connubio tra arte e industria grazie alla realizzazione negli stabilimenti dell’Italsider delle opere di dieci artisti tra cui David Smith, Alexander Calder, Arnaldo Pomodoro, Pietro Consagra, Lynn Chadwick ed Ettore Colla. 

Nella mostra sono esposti i bozzetti e i disegni progettuali delle sculture realizzati per Spoleto e le opere di grandi autori internazionali come Calder e Smith, Anthony Caro, Eduardo Chillida, Henry Moore, che dimostrano quanto fosse forte e duraturo il legame e il sodalizio che legava questi artisti al critico Carandente

L’esposizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Palazzo Collicola Arti Visive Spoleto - Museo Carandente, al Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova, all’Archivio Fondazione Ansaldo

Curatore della mostra è Luciano Caprile.

Ingresso libero. 

@Stefania Cappelletti

Le Inchieste di Pier Paolo Pasolini da Forma Meravigli

Dal 29 settembre al 15 novembre nelle sale di Forma Meravigli è allestita la mostra “La vera Italia? Due inchieste di Pier Paolo Pasolini. La lunga strada di sabbia – Comizi d’amore”. 

A quarant’anni dalla scomparsa del grande regista Forma Meravigli lo celebra ricordando le inchieste da lui fatte alla scoperta dell’Italia, dei suoi cambiamenti e delle sue contraddizioni. 

La lunga strada di sabbia” è la prima inchiesta compiuta da Pasolini nel 1959 per la rivista “Successo”; in qualità di inviato speciale percorse tutta la costa italiana da Nord a Sud a bordo di una Fiat Millecento intervistando gli italiani in un momento di profondo cambiamento del paese che dal dopoguerra stava entrando nel pieno del boom economico. 

Quattro anni dopo Pasolini si impegno in una seconda inchiesta che scopriva il tema della sessualità in Italia. 

Gira per le spiagge, per le campagne, fuori dalle fabbriche e nelle strade intervistando giovani, vecchi, bambini, donne e domandando cosa sia per loro l’amore, il sesso e quanto sia importante il comune senso del pudore. 

Comizi d’amore” è un ritratto corale del nostro Paese. 

La mostra presenta le fotografie di scena realizzate da Angelo Novi e Mario Dondero durante le riprese di “Comizi d’amore” e gli scatti catturati da Philippe Séclier che a trent’anni di distanza dall’inchiesta “La lunga strada di sabbia” ha ripercorso l’itinerario di Pasolini

Nell’esposizione è possibile vedere anche il cortometraggio di Maurizio PonziPier Paolo Pasolini. Appunti per un critofilm” (1966). 

La mostra, curata da Alessandra Mauro, nasce da una coproduzione tra Forma – Fondazione Italiana per la fotografia e la Cineteca di Bologna e fa parte delle iniziative di Expoincittà

@Stefania Cappelletti

venerdì 25 settembre 2015

Unica Data per il Jockey della Morte allo Spazio Oberdan

Il 26 settembre lo Spazio Oberdan proietta l’edizione appena restaurata dalla Cinémateque Royale du Belgique del film “Il jockey della morte” di Alfred Lind, opera muta che da feuilleton diviene uno scatenato thriller pseudo-gotico. 

Il film venne girato in gran parte nel centro di Milano e, per l’occasione, il Teatro Dal Verme venne trasformato in un’arena da circo. 

Il film prende inizio 15 anni dopo il rapimento e la vendita agli zingari della figlia del Conte Raoul di Castelroc da parte di un perfido sovrintendente. Grazie all’intervento del nipote del Conte, Henri, che si introduce, vestito da scheletro, in un circo diretto dal dispotico Bartoli, si scopre che la giovane fanciulla si esibisce in audaci acrobazie. 

La proiezione del film sarà accompagnata dal vivo al pianoforte da Francesca Badalini

Lo Spazio Oberdan organizza questo serata imperdibile invitando gli spettatori a partecipare con il loro libero contributo al crowfunding per finanziare il catalogo integrato e digitale della mostra “Sopra il nudo cuore. Fotografie e film di Antonia Pozzi” che sarà allestita allo Spazio Oberdan dal 23 ottobre. 

@Stefania Cappelletti

Il Bazar dei Popoli alla Fabbrica del Vapore

Dal 27 settembre al 4 ottobre la Fabbrica del Vapore ospita il Suq dei Popoli, un alternarsi di percorsi creativi, workshop artistici all’insegna del dialogo tra culture differenti e generazioni diverse. 

Tanti gli ospiti e gli ambasciatori del Dialogo che animeranno il Suq delle Culture: la serata inaugurale sarà aperta da Moni Ovadia con un reading collettivo di brani, poesie, canzoni per dire no al razzismo e ad ogni tipo di discriminazioni con tanti ospiti: Nené Ribeiro, Renato Sarti, Alfie Nze, Rufin Doh, Livia Grossi

Tra gli altri eventi in programma si segnala il concerto di Baba Sissoko, maestro indiscusso del Tamani, accompagnato da Balla Nar Ndiaye, ElyDia, Khadim Mbengue e Simone Campa, in un mix perfetto di sonorità maliane con il jazz e il blues. 

L’Orchestra di Via Padova presenterà il progetto Allayali, un mix di suoni provenienti dal mondo arabo, con la voce di Aziz Riahi, il violino di Andon Manushi, la tromba di Marco Marcer, il basso di Marco Roverato, la chitarra di Massimo Latronico, la batteria di Andrea Migliarini e il violoncello di Walter Parisi

Manuel Ferreira della Compagnia Alma Rosé insieme a Elena Lolli presenta una performance teatrale che è una dichiarazione d’amore, a volte impossibile, per Milano. Un rapporto difficile, in cui si domanda dove ancora pulsa il cuore della città. 

Serata dai ritmi mediorientali sapientemente miscelati con anatolian & oriental dub, fusion balcanica e berlin elektro – minimal nel dj set di Ipek, famosa dj turca – tedesca, definita una “visionaria politica e musicale”, con il suo messaggio di condivisione. 

Il concerto dei Tazenda, primo gruppo italiano di rock etnico, uno stile che spazia tra il pop, il rock, e la musica etnica con le forti influenze delle sonorità della tradizione sarda e l’utilizzo di strumenti tipicamente sardi come le launeddas e gli organetti. 

Lo spettacolo teatrale della Compagnia del Suq e MascherenereGli stranieri portano fortuna” dalla tradizione dei griot, con musiche e canzoni di tanti paesi. 

Chiude gli eventi serali Lella Costa insieme a Don Colmegna con una serata dedicata al “prete di strada” Don Gallo

Durante le giornate di questo variegato e multietnico evento si svolgeranno diverse attività laboratoriali dedicate alla cultura del cibo, alla sostenibilità ambientale, incontri sulla politica internazionale, tra cui, molto importante, l’evento Smart Voices promosso dal settore Relazioni Internazionali del Comune di Milano

La Fabbrica del dialogo con il Suq delle culture ha come obiettivo la promozione dell’attivismo culturale contro i pregiudizi e intende stimolare all’educazione, al rispetto e all’apertura verso il mondo. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 24 settembre 2015

Sentieri Metropolitani. Riscoprire Milano

Milano. Non solo Duomo, Castello Sforzesco e Scala. 

Gli amici di Sentieri _Metropolitani ci raccontano una città diversa, una metropoli da vivere e visitare con lentezza. 

Via dalla pazza folla, via dai luoghi più conosciuti per riscoprire la bellezza delle campagne lombarde, i tesori nelle chiese di quartieri, le nuove architetture… insomma una Milano di nuove storie. 

Sentieri_Metropolitani, un progetto tutto milanese nato dalle menti di Gianluca Migliavacca, Max Franceschini e dello scrittore Gianni Biondillo, soci dell’Associazione Trekking Italia, getta un nuovo sguardo su Milano attraversandola rigorosamente a piedi: un modo per conoscere la capitale lombarda rallentandone il ritmo e riportandolo a “misura d’uomo” per scoprirne la sua profonda autenticità. 

Un progetto ambizioso e in continuo divenire. 

Sentieri_Metropolitani ha tracciato così 355 km di sentieri cittadini ed extracittadini che ridisegnano il tessuto urbano, architettonico e sociale, permettendo ai viandanti di assaporarne storie nascoste e di creare nuove narrazioni. 

L’obiettivo è di dar vita ad un vero e proprio museo della memoria urbana, che raccolga l’identità cittadina per consentire agli abitanti di ristabilire una nuova relazione attiva con il territorio metropolitano. 

Un contenitore di storie che tutti possono contribuire ad arricchire e che tutti possono condividere. 

Sabato 26 settembre, alle 9 del mattino, partirà da piazza Duomo il Sentiero della Campagna

Scarpe comode per percorrere la strada che dal centro conduce fino a Chiaravalle, con un narratore privilegiato, lo scrittore Gianni Biondillo

Il Sentiero della Campagna permetterà di scoprire la grande ricchezza agroalimentare della bassa milanese, dove, prima dell’uomo, tutto era un bosco di querce fino a diventare il tipico paesaggio agreste della pianura, in seguito a bonifiche, alla costruzione di canali navigabili, alcuni ancora visibili come la roggia Vettabbia, che dà il nome ad una via di Milano. 

Il sentiero porta verso il sud della città, arricchendosi della visione della splendida chiesa di Santa Maria presso San Celso, raccontando le gesta del brigante Vione nel quartiere che porta il suo nome, fino ad arrivare al grande Parco Agricolo Sud, passando davanti al Cristun de cement che, in via San Dionigi, fa da avamposto alla campagna. 

Punto d’arrivo della piacevole camminata è la “ciribiciaccola”, la trecentesca torre dell’Abbazia di Chiaravalle, fondata da Bernard de Clairvaux e meraviglia del gotico. 

Per partecipare basta iscriversi gratuitamente su http://www.evetbrite.it/biglietti-il-sentiero-della-campagna-18697673244 

@Stefania Cappelletti

Cherchez Hortense in Anteprima allo Spazio Oberdan

Fino al 3 ottobre lo Spazio Oberdan propone in anteprima italiana il lungometraggio di Pascal Bonitzer, "Cherchez Hortense", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2012. 

Un’opera corale, in cui i personaggi affrontano esperienze complesse, a volte dolorose ma che, come accade nella vita vera, si intrecciano con gioie. 

I personaggi si muovono tra i problemi della vita coniugale, incastrata nella routine e nel disincanto. Damien, il marito, professore di sinologia, è stanco e assente, mentre Iva, la moglie, regista teatrale, è più impegnata nel proprio lavoro che nel matrimonio. 

Il film affronta anche il tema del rapporto genitori – figli, in un ciclo che si ripete: Damien non ha quasi alcun tipo di rapporto con suo padre, membro del Consiglio di Stato, e in contemporanea con il figlio Noè che sta entrando nell’adolescenza. 

Una commedia in cui si inseriscono, con incredibile fluidità, tematiche sociali molto attuali, come l’immigrazione. 

I protagonisti, infatti, si preoccupano di aiutare una donna croata, Zorica, per evitare che venga espulsa dalla Francia come clandestina. 

Un affresco di profonda umanità che da semplice commedia sull’amore e sui legami intimi diventa anche un film politico, uno sprone ad agire con coraggio. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 23 settembre 2015

Garden Party al Botinero

Addio all'estate e benvenuti dolci sapori dell'autunno.

Il Botinero (via San Marco 3) ospita  giovedì 24 una serata tutta floreale: Garden Party, organizzata da Fratelli Branca Distillerie.

A partire dalle 19.30 sarà possibile infatti degustare una drink list a base di Cointreau, celebre liquore caratterizzato dal perfetto equilibrio tra arance dolci e amare, ideale per cocktail originali e rinfrescanti.

Al Botinero si assaggeranno le migliori varianti del Cointreau Fizz: dal Cointreau Fizz gusto classico a base di lime fresco e soda all’originale variante cetriolo e basilico, al Cointreau Fizz “esotico” con frutto della passione e peperoncino, fino alla versione primaverile con fragola e menta.

E per le donne...un delicato bouquet.

@Redazione

Una Favola Nera allo Spazio Teatro No’Hma

Il 23 e il 24 settembre per la rassegna festival internazionale il “Teatro Nudo” allo Spazio Teatro No’hma va in scena lo spettacolo “Il Rosario. Una favola nera” per la regia di Clara Gebbia e Enrico Roccaforte

Sul palco tre sorelle zitelle, chiuse in casa sotto il giogo di una madre/padrona, tiranna, che quotidianamente le obbliga alla recita del rosario. 

Una madre impietosa che non raccoglie in casa la figlia rimasta vedova solo perché ha osato contravvenire alle sue regole sposando un uomo di basso rango. 

Un interno di famiglia carico di rimpianti, rancori e rassegnazione arricchito da musiche e canti di tradizione orale, scelte per la loro capacità di raccontare il reale. 

Una trasposizione allegorica dell’oppressione del potente sui più deboli. 

Uno spettacolo che rende attuale il testo del verista Federico De Roberto, trasformandolo in un dramma musicale sorprendentemente moderno. In scena Filippo Luna, Nené Barini, Germana Mastropasqua, Alessandra Roca

L’ingresso allo spettacolo è gratuito. 

@Stefania Cappelletti

Il Cinema in Abito Talare al Mic

Il Mic, Museo Interattivo del Cinema, ospita dal 25 settembre al 4 ottobre la rassegna “Non solo Don Camillo – I sacerdoti nel cinema contemporaneo”. 

Molti i registi e gli attori che hanno portato sul grande schermo il mondo ecclesiastico e le sue figure sacerdotali: da Nanni Moretti a Carlo Mazzacurati, da Alfred Hitchcock a Pedro Almodovar, si è cercato di rappresentare i dubbi e le difficoltà che un sacerdote può incontrare lungo il proprio cammino spirituale nella sua continua dimostrazione di autentica fede. 

In programma tredici pellicole con alcuni dei più grandi attori del cinema italiano e internazionale. 

Si inizia con “Il prete più bello” (1989) di Carlo Mazzacurati, protagonista Don Gaetano, amato da tutti nella parrocchia ma che finisce per dare scandalo innamorandosi della bella “professionista” Fedora. 

Nanni Moretti veste la tonica di Don Giulio in “La messa è finita” (1985) in cui, al suo rientro a Roma, scopre che amici e familiari stanno vivendo grandi difficoltà e tragedie. 

Terzo film della rassegna “Il dubbio” (2008), di John Patrick Shanley, con due grandissimi attori, Philippe Seymour Hoffman e Meryl Streep. La suora direttrice di una scuola cattolica nel Bronx accusa di pedofilia un prete del corpo insegnante per le attenzioni che presta a uno degli studenti, solo perché non condivide il suo approccio innovativo che rompe gli schemi tradizionali da lei instaurati.

Andy Garcia è il protagonista con Eva Longoria di “Cristiada” (2011) di Dean Wright, ambientato nel 1924 in Messico con l’elezione a presidente di Plutarco Elias Calles, oppositore della chiesa cattolica, che ponendo delle rigide limitazioni alla libertà di culto, scatena violente rivolte dei fedeli. 

Quinto film in rassegna è “Una piccola impresa meridionale” (2013) di e con Rocco Pappaleo che interpreta Don Costantino, un ex prete attorno a cui, pur nell’isolamento, si avvicinano personaggi bizzarri. 

Uomini di Dio” (2010) di Xavier Beauvois è ambientato sulle alture del Maghreb in una tranquilla missione di otto monaci che viene sconvolta dalla brutalità di un attacco terrorista. 

Non poteva mancare uno dei preti più famosi della storia del cinema, Padre Lankester Merrin de “L’esorcista” (1973) di William Fredkin, in cui ingaggia un’epica lotta contro il demonio che ha posseduto la dodicenne Regan MacNeil. 

Ottavo film della rassegna “In memoria di me” (2006) di Saverio Costanzo racconta il percorso compiuto da Andrea nella Compagnia di Gesù per diventare un perfetto gesuita. 

In programma anche la recente commedia di Edoardo FalconeSe Dio vuole” (2015) con Alessandro Gassman nelle vesti di un prete, Don Pietro, che deve confrontarsi con Tommaso, il cui figlio decide di prendere i voti e di seguire le orme del sacerdote Gassman. 

Pedro Almodovar con “La Mala educacion” (2004) ci porta in un collegio cattolico spagnolo agli inizi degli anni ’60 dove si intrecciano le vite, le scoperte, le paure e i dolori di Don Manolo, Enrique e Ignacio fino alla morte di uno di loro anni dopo. 

Gael Garçia Bernal è protagonista anche del film di Carlos CarreraIl crimine di Padre Amaro” (2002) in cui interpreta il giovane sacerdote Amaro che, giunto in una piccola cittadina del Messico per completare la sua istruzione, si innamora della giovane catechista Anita. Ma il suo “crimine” rivela la corruzione del clero messicano. 

Penultimo film in programma “Io confesso” (1953) di Alfred Hitchcock con Montgomery Cliff nei panni di Padre Logan, ingiustamente accusato di omicidio. Il vero assassino si è confessato da lui subito dopo aver commesso il delitto, ma per non venir meno al segreto della confessione, Padre Logan affronta il processo. Viene assolto per insufficienza di prove ma rischia il linciaggio della folla. 

Chiude la rassegna John Michael McDonagh con “Calvario” (2013) in cui narra le vicende di Padre James Lavelle, uomo onesto e buono, disponibile per tutti, finché, scontrandosi con la cattiveria degli abitanti del villaggio di campagna in cui vive, cede alle forze dell’oscurità. 

@Stefania Cappelletti

Da Raffaello a Schiele. A Palazzo Reale I Capolavori di Budapest

Palazzo Reale ospita fino al 7 febbraio 2016 i capolavori del Museo delle Belle Arti di Budapest: una collezione davvero unica che spazia dal rinascimento al barocco, dal manierismo all'arte moderna, arrivando nel cuore del Novecento.

Raffaello, Tintoretto, Durer, Velasquez, Rubens, Goya, Murillo, Canaletto, Manet, Cezanne, Gauguin,   Lukas Cranach il vecchio, Artemisia Gentileschi,  Rodin,  Monet.. per citarne alcuni.

Una collezione davvero unica per completezza e valore delle opere esposte, tra cui la bellissima Madonna Esterhazy, che già era stata a Milano a Palazzo Marino.

Un allestimento ovattato che accompagna il visitatore dai capolavori del Cinquecento, alle vedute del Tiepolo, dalla crudezza di Cezanne alla potenza espressiva di Van Gogh.

Il percorso si conclude nel cuore del Novecento con le donne di Egon Schiele, con quell'inquietudine graffiata nella tela così vicina al sentire contemporaneo.

Il Museo di Belle Arti di Budapest conserva una tra le più importanti collezioni di dipinti del mondo, con opere che coprono un arco di tempo che va dal Medioevo al Novecento e tutte le principali scuole europee.
Il Museo apre al pubblico nel 1906, grazie al primo nucleo di opere acquisito dalle donazioni e dai lasciti di nobili e prelati ungheresi tra Settecento e Ottocento.
Bombardato e saccheggiato dalle truppe naziste durante la seconda guerra mondiale, ha successivamente recuperato nel dopoguerra le opere trafugate. L'ampliamento delle collezioni continua con il governo comunista del Paese.

@Antonietta Usardi

Zelig Cabaret. Un Lungo Weekend di Risate

Risate da mercoledì 23 a domenica 27 allo Zelig Cabaret(viale Monza 140)

Ecco tutto il programma:

23 SETTEMBRE- ore 21,00
LABORATORIO ARTISTICO
Il Laboratorio artistico Zelig è l’occasione per scoprire come nascono i grandi personaggi del cabaret italiano, gli sketch più spassosi, i tormentoni più vincenti.
A presentare le serate di laboratorio artistico saranno due talenti della conduzione: Davide Paniate e Federico Basso, noti per la loro capacità di far ridere tra improvvisazione, interazione con il pubblico, sperimentazione di nuove gag e tanta complicità.

24 SETTEMBRE- ore 21,00
LEONARDO MANERA in “PLATONE. LA CAVERNA DELL’INFORMAZIONE”
Fosse vivo oggi Platone se lo chiederebbe: quello che noi conosciamo è la realtà o la sua rappresentazione mediatica? E forse si risponderebbe: “la realtà finisce dove comincia l’informazione e dove finisce l’informazione, lì si che comincia la realtà".
Questo gioco di specchi tra vero e raccontato è il mondo di Platone, condotto da Leonardo Manera. Questo spettacolo gioca con l'attualità e con l'informazione proponendo una visione dei fatti comica e grottesca ma, probabilmente, più credibile di quella che leggiamo quotidianamente sui giornali.


25 – 27 SETTEMBRE- ore 21,00
LE SCEMETTE in “CI VUOLE UN FISICO INTELLIGENTE”
È una sketch comedy italiana nata da un'idea di Giovanna Donini e scritta con Marco del Conte e Viviana Porro, che vuole rappresentare in modo satirico e irriverente la vita quotidiana delle donne, facendo leva su stereotipi e cliché sempre attuali e da qui ripartire per rappresentare il bello delle donne, fra virtù e nonsense.
Protagoniste di questi esilaranti sketch, sferzanti e impertinenti, sette fra le migliori comiche in circolazione che da tanti anni frequentano e ci fanno ridere dal palco di Zelig Cabaret: Rossana Carretto, Alessandra Ierse, Laura Magni, Cinzia Marseglia, Viviana Porro, Nadia Puma e Alessandra Sarno…a loro l’arduo compito di prendere in giro i vizi e i difetti delle donne della società contemporanea.

@Redazione

Il Giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano si Racconta al Teatro Libero

Il teatro Libero ospita il 24 settembre alle , in occasione dello spettacolo Non Chiamatemi Maestro, di e con Corrado d'Elia, la presentazione del libro Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano (ed. Lampi di stampa, 2013) di Clarissa Egle Mambrini.

Il momento perfetto per fare un tuffo nel passato, nelle memorie e nelle esperienze giovanili del grande regista, anni precedenti alla fondazione del Piccolo e anni che hanno costituito la sua formazione.

Il volume vanta la collaborazione di Stella Casiraghi, che a lungo ha collaborato con il Piccolo, ed è impreziosito da un nutrito apparato iconografico e da interviste a personaggi della cultura locale e nazionale come lo storico e critico d’arte Raul Capra, il musicista Folco Perrino e l’attore Gianrico Tedeschi

Sul palco, insieme all'autrice, Clarissa Egle Mambrini, e  a Corrado d’Elia intervengono Giancarlo Dettori e Maria Grazia Gregori.

“Il nome di Giorgio Strehler, considerato uno dei massimi registi del Novecento, è abitualmente associato al Piccolo Teatro, fondato nel 1947, e alla città di Milano. Il suo esordio alla regia, però, avvenne prima, durante la Seconda Guerra Mondiale, con due spettacoli rappresentati a Novara in un teatrino ormai abbandonato. Ne Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano riscoprire quegli eventi ormai lontani, indagarne le origini e le conseguenze e analizzarne il contesto diventa l’occasione per approfondire un periodo umano e professionale poco conosciuto dell’artista triestino – allora attivo anche come attore e teorico teatrale – nonché la vita culturale di Novara e di Milano e la realtà teatrale italiana della prima metà del Novecento, fra tradizioni dure a morire e novità che faticavano a radicarsi. "


@Antonietta Usardi

martedì 22 settembre 2015

Delicate Trame per la Fashion Week alla Galleria il Vicolo

Donne come principesse tessute nella tela, colori di sete e profumi d'organza.

La Galleria il Vicolo presenta l'ultimo lavoro di Antonio de Luca Delicate Trame.

Delicate Trame" for Fashion Week - Una Maxi Tela di Antonio De Luca - La nuova mostra di Antonio De Luca, fanciulle “à la page”: figure minimali, immagini eteree, quasi bozzetti sartoriali, volte a definire una nuova morbida icona femminile.

Martedì 22 Settembre - Ore 18.30 - 23
Ore 19.30 Performance della compagnia di danza contemporanea CòLAPS.
Dj Set & Cocktail.
Galleria Il Vicolo - Via Maroncelli 2 - Milano

In occasione dell'evento sarà presentato in esclusiva, lo "zaino mantella" ispirato alle Delicate Trame e dedicato all'opera della artista, e la capsule collection di borse KYMA tutto firmato Alia Botticchio.


@Redazione

Alex Webb alla Galleria Contrasto. Where Tomorrow is Yesterday

La Galleria Contrasto inaugura il prossimo 23 settembre una personale del fotografo Alex Webb, dal titolo Where yesterday is tomorrow: fotografie dall'India.

Reporter di fama internazionale, Webb lega le proprie immagini all'uso del colore e della luce: immagini accese, profonde, volte a raccontare i luoghi del mondo da un punto di vista diverso e inconsueto.

Partito dal bianco e nero, nel 1975 Webb rimase affascinato dal colore di Haiti e da allora cambiò totalmente la propria visione del mondo e della fotografia.

Entrato nella Magnum nel 1976, Webb ha viaggiato attraverso Haiti, i Caraibi, il Messico, l’Etiopia, il Costa Rica, il Brasile, ma anche la Russia e il New England delle sue origini, sono luoghi fondamentali per il suo lavoro.

“La luce infuocata e la potenza del colore sembravano in qualche modo impressi nelle culture con cui stavo lavorando; era un altro pianeta rispetto alla riservatezza grigio-marrone del New England, nella quale ero cresciuto. Da allora ho lavorato quasi esclusivamente con il colore.”(Alex Webb)

@Antonietta Usardi

Non Correre Amleto al Teatro I

Va in scena dal 23 settembre al 19 ottobre sul palcoscenico del teatro I (via Gaudenzio Ferrari, 11, la nuova produzione Non Correre Amleto.

L'antefatto è una triste pagina di storia: il 29 maggio 1993 un convoglio di aiuti umanitari diretto alle città di Vitez e Zavidovići - Ex Jugoslavia, Bosnia Erzegovna - viene assalito da una banda militare nei pressi di una strada chiamata Diamond Route, Via dei diamanti.
Tre persone vengono uccise, mentre due riescono a fuggire scappando nei boschi.

Era sufficiente non mettersi a correre per non essere uccisi? Oppure chi si è salvato l'ha fatta solo perché è scappato?

Ma cosa ce ne facciamo di una morte che perde di senso? Che non rispecchia più l’esattezza del cosmo e il volere della divinità? Che divinità è quella che ti fa morire stupidamente, casualmente?
Si parla di una piccola storia in cui le cose non sono andate come dovevano andare, fosse anche per un solo dettaglio.

A questa e a molte altre domande, la risposta in palcoscenico

@Antonietta Usardi

lunedì 21 settembre 2015

Gustosi Gioielli a Palazzo Morando

Fino all’8 dicembre Palazzo Morando ospita la mostra “Gioielli di gusto. Racconti fantastici tra ornamenti golosi”. 

Ben 200 pezzi d’autore tra gioielli, bijoux e accessori di moda per riflettere sul legame, serio e a volte surreale, tra cibo e ornamenti. 

Da sempre, grazie al suo significato di ricchezza, prosperità e promessa di lunga vita, il cibo è stato oggetto di rappresentazione nell’oreficeria, dalla Grecia antica alla Cina del XVIII secolo. 

La mostra è suddivisa in quattro sezioni che esplorano come il cibo abbia ispirato la creatività, la progettualità di gioiellieri e design italiani e internazionali. 

“Il gusto dei gioielli” è la sezione dedicata ai gioielli veri e all’alta gioielleria con splendidi ornamenti risalenti all’Ottocento della collezione De Marchi, esemplari Art Decò e degli anni ’30 e ’40 tra cui preziosissimi pezzi storici di Mauboussin. 

La seconda sezione “Il gusto della moda” espone i bijoux realizzati da Moschino, Ferré, Missoni, Marras, Krizia, ispirati da frutti, gelati, dolci, bacche, pasta e anche uova, dando vita ad esemplari ironici e divertenti. 

Pezzi unici o realizzati in piccolissime serie sono esposte nella sezione “Il gusto contemporary”, tra cui le creazioni di Veronica Guiduzzi, Angela Simone e Barbara Uderzo. 

L’ultima sezione “il gusto vintage” ospita una serie di bijoux appartenenti dal periodo che va dalla prima metà dell’Ottocento agli anni Novanta con pezzi di Trifari, Boucher e Sharra Pagano, fino alle collezioni storiche di Fendi, Ferré e Lagerfeld. 

La mostra, promossa dal Comune di Milano e prodotta dall’Associazione Memoria e Progetto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e Scuola Professionale Galdus, è patrocinata da Associazione Orafa Lombarda e CIBJO The World Jewellery Confederation e inserita nel palinsesto di Expoincittà e nasce da un’ideazione di Mara Cappelletti, insegnante di storia del gioiello, con allestimenti di Alejandro Ruiz, curata da Maria Cannella, Mariateresa Chirico e Anty Pansera. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 17 settembre 2015

Il Petalo di Rosa di Segantini alle Gallerie Maspes

Dal 18 settembre al 17 ottobre le Gallerie Maspes, in via Manzoni 45, ospitano un’esposizione completamente dedicata a una delle opere più intense di Giovanni Segantini, “Il Petalo di Rosa”. 

Una mostra “dossier” che ricostruisce la genesi di questo dipinto rielaborato dal pittore partendo da una sua opera precedente. 

Il dipinto, realizzato nel 1890, ritrae la compagna del pittore, Bice Bugatti, conosciuta durante il soggiorno in Brianza durante il quale Segantini, finanziato da Vittore Grubicy, cercava nuovi soggetti da dipingere. 

Bice Bugatti resterà con il maestro del Divisionismo per il resto della vita, fino agli ultimi giorni in Sivzzera. 

La mostra, grazie all’importante lavoro di ricerca svolto da Thierry Radelet tramite tecniche per nulla invesive come radiografie, riflettografie e infrarossi, permette di conoscere la storia del quadro e di scoprire che sotto il volto roseo e la bionda chioma di Bice Bugatti si nasconde il dipinto “Tisi galoppante”. 

Le indagini svolte svelano un sorprendente uso dell’oro e dell’argento come elementi atti a trasmettere la luce secondo la tecnica divisionista. 

Tale scoperta mostra, inoltre, una caratteristica particolare di Giovanni Segantini, il quale, differentemente da altri artisti, invece di distruggere un’opera di cui non era soddisfatto preferiva rielaborarla, ridipingerla e cambiarle significato. 

Nell’esposizione sono presentati anche una serie di documenti, tra cui alcune lettere tra Segantini e Grubicy

La mostra è stata ideata da Francesco Luigi Maspes e curata da Annie Paule Quinsac, già curatrice della recente antologica a Palazzo Reale. 

L’ingresso alla mostra è libero. 

@Stefania Cappelletti

Lo Spazio Oberdan Omaggia Kon Ichikawa

Dal 21 settembre al 1° ottobre lo Spazio Oberdan ospita una rassegna omaggio sul grande regista giapponese Kon Ichikawa

Quattro i film in programmazione presentati nelle edizioni originali per scoprire la sorprendente sensibilità del regista giapponese. 

La retrospettiva comincia con il rarissimo “La fiamma del tormento” del 1958, tratto dal romanzo di Yukio Mishima “Il padiglione d’oro”. Il film narra il percorso di un giovane orfano balbuziente che riesce ad entrare in un tempio buddista molto caro al defunto padre per proseguire i suoi studi sul buddismo. Ma la scoperta della poca spiritualità di alcuni monaci e la grettezza di alcune persone lo spingeranno a scelte tragiche. 

Il secondo film dal titolo “Neve sottile” del 1983 stabilisce un parallelismo tra le attività di quattro sorelle che ogni anno si ritrovano a Kioto per ammirare lo sbocciare dei ciliegi e le metamorfosi della natura durante l’anno. 

La rassegna prosegue con il film antimilitarista “L’arpa birmana” del 1956, ambientato in Birmania nel 1945, in cui il soldato scelto Mizushima viene mandato avanti nella foresta per avvisare con il suono dell’arpa il via libera alla sua unità. Ferito, viene curato da un bonzo a cui ruberà le vesti per dedicarsi alla sepoltura dei soldati nipponici che trova lungo il suo cammino. 

Ultimo film in programma “Fuochi nella pianura” del 1959, tratto dal romanzo “La strana guerra del soldato Tamura” di Shohei Ooka, è ambientato nelle Filippine del 1945 e narra le vicende del soldato semplice Tamura costretto a vagare per le campagne e per i boschi assistendo alla morte di chi cade stroncato dalla fame, dalle fatiche, dai bombardamenti e dalle aggressioni. Vede scene di degradazione umana, rischiando lui stesso il tracollo. Con le ultime forze, Tamura si dirige verso i fuochi della pianura, dove verrà accolto dai contadini che gli risparmieranno la vita. 

Tutti i film sono sottotitolati in italiano. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 16 settembre 2015

La Filarmonica della Scala Suona Metropolis

Domenica 20 settembre la versione restaurata del capolavoro di Fritz Lang "Metropolis" verrà presentato al Teatro degli Arcimboldi con l’accompagnamento dal vivo della Filarmonica della Scala diretta da Frank Strobel

La colonna sonora creata nel 1925 dal compositore tedesco Gottfried Huppertz consolidò la collaborazione con Lang per il quale musicò anche altri film come “Die Nibelungen” e “Zur Chronik von Grieshuus”. 

Frank Strobel da anni si è messo alla prova nella ricostruzione delle partiture delle colonne sonore dei film muti del Novecento, come “La Corazzata Potemkin” e “Alexander Nevski” di Ejzenštein, “Il Dottor Mabuse” e i “Nibelunghi” di Lang, “Nosferatu”, “Faust” e “Tabu” di Murnau, “Luci della città”, “Il monello”, “La febbre dell’oro”, “Tempi moderni” e “Il circo” di Chaplin. 

Strobel riesce, grazie alla sua profonda conoscenza del repertorio classico, a far risuonare le armonie e le sottigliezze musicali che contraddistinguono le sonorità di Huppertz. 

@Stefania Cappelletti

Rimini Protokoll. Tornano a Milano per un Giro Magico per la Città

Tornano a Milano, dopo il successo dello scorso anno, i Rimini Protokoll, con Remote.

A metà tra la passeggiata e lo spettacolo teatrale: si attraversa la città guidati dalla voce elettronica di un navigatore personale. 

La voce ti chiede di ascoltare... prima la morte con gli spiriti dei Monumentale poi la vita tra le strade di Milano: una performance urbana per 50 partecipanti che sono al contempo attori e spettatori, osservatori e osservati, individui e orda. 

Gli altri, al di fuori, ascoltano? Sentono la stessa cosa? Vedono la stessa cosa? 

L'intelligenza artificiale guida, stimola e conduce: un gioco, un’esperienza, un viaggio. 

Milano come non l’avete mai vista.

Idea, testo e regia: Stefan Kaegi, co-regia: Jörg Karrenbauer; sound design: Nikolas Neecke; drammaturgia: Juliane Männel, Aljoscha Begrich; sound editing e assistenza alla regia: Ilona Marti; direzione di produzione: Caroline Gentz. “Remote X” è una produzione di Rimini Apparat; in coproduzione con HAU Hebbel am Ufer di Berlino, Maria Matos Teatro Municipal e Goethe-Institut Portogallo, Festival Theaterformen Hannover/Braunschweig, Festival di Avignone, Theater Spektakel di Zurigo, Kaserne Basel. Con il sostegno di: Hauptstadtkulturfonds Berlin, la fondazione svizzera Pro Helvetia. In coproduzione con House on Fire e con il sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea. Voci di Acapela Group. Per Milano, assistente alla regia: Federica Di Rosa; direttore di produzione e traduzione italiana: Valentina Kastlunger (ZONA K); traduzione inglese: Eva Oltivanyi.

RIMINI PROTOKOLL, collettivo d’avanguardia tra i più premiati d’Europa, è composto dagli autori e registi Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel e ha sede a Berlino. Nei loro lavori - opere teatrali, radiodrammi, film e installazioni - ricercano lo sviluppo dei mezzi espressivi del teatro per provocare nuovi sguardi sulla realtà. Ogni opera attinge dalla vita reale e utilizza elementi e persone provenienti da situazioni concrete e luoghi specifici.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
ZONA K - Via Spalato 11 – 20124 Milano
tel. +39 02.97378443 cell. +39 393.8767162
e-mail: biglietti@zonak.it
www.zonak.it

La performance ha una versione inglese ogni domenica alle 11.30.

Biglietti:
intero €18.00 + prevendita
ridotto €13.00 + prevendita (studenti, under 18, over 60)

Luogo di partenza: Ossario del Cimitero Monumentale (dall’ingresso principale)

Orari: giovedì e venerdì ore 15.00
sabato e domenica ore 11.30 e ore 15.00

NB: Lo spettacolo è itinerante, dura circa 80 minuti e sarà percorso a piedi

martedì 15 settembre 2015

Cai Guo – Qiang al Museo della Scienza e della Tecnologia

Fino al 6 gennaio il Museo della Scienza e della Tecnologia presenta la grande esposizione dell’artista cinese Cai Guo – QiangPeasant da Vincis”. 

La mostra ospita cinquanta opere realizzate a partire dai lavori di contadini cinesi che vivono nelle zone rurali del Paese. 

Cai Guo – Qiang è riuscito magistralmente a integrare l’architettura di uno dei chiostri del Museo con una portaerei di venti metri d’altezza che troneggia al centro del giardino, attorno a cui fluttuano sottomarini e aerei. 

L’artista cinese, dal 2004 al 2011, ha intrapreso un lungo viaggio che lo ha portato in nove differenti province della Cina, incontrando e intervistando gli inventori che trovava sulla sua strada. 

Cai Guo - Qiang ha, quindi, iniziato a raccogliere i loro lavori, le loro invenzioni e dato vita a diverse mostre per celebrare e far conoscere le loro storie e la loro maestria. 

Tra le opere esposte si trovano macchine volanti, robot, sommergibili. 

Sono oggetti artigianali, grezzi, ma che racchiudono tutta l’immaginazione e l’inventiva di questi Leonardo da Vinci sconosciuti, che sfidano le leggi di gravità e ignorano quelle della fisica. 

Cai Guo – Qiang celebra l’artigianalità e lo splendore creativo dell’immaginazione umana. 

Sui muri del Museo l’artista ha scritto “I contadini costruiscono una città migliore, una vita migliore” perché queste opere danno voce all’individualità e alle aspirazioni collettive al miglioramento umano.

@Stefania Cappelletti

Musical Blues al Teatro Nazionale

Fino al 22 ottobre il Teatro Nazionale ospita lo spettacolo ideato e diretto da Chiara NoscheseThe Blues Legend”. 

Due ore di musica indimenticabile con coreografie travolgenti ed effetti speciali incredibili. 

Dodici personaggi che vogliono riscattarsi da una vita opprimente che li rende infelici. 

Gli uomini sono alla ricerca di un ideale che li renda liberi mentre le donne cercano di condurre l’altra metà del cielo ad accettare le responsabilità della vita. 

Due universi diversi che si scontrano, si incontrano e si amano, uniti dalla musica che li porta infine alla salvezza. 

La musica ha una funzione riparatrice, aiuta a risolvere i problemi, riscatta i personaggi dalle loro difficoltà. 

La musica, vera protagonista e anima dello spettacolo, suonata rigorosamente dal vivo, presente le hit più conosciute e amate del rythm’n’blues e del soul degli anni ’60 – ’70: Sweet Home Chicago, Soul Man, Think, Minnie the Moocher, Gimme Some Lovin’, Everybody Needs Somebody to Love, in omaggio a uno dei musical più famosi al mondo “The Blues Brothers”. 

Impossibile restare fermi in poltrona e non cedere alla tentazione di ballare! 

Sul palco a dare voce e corpo alla storia e alla musica: Silvia Di Stefano, Martina Biscetti, Loretta Grace, Floriana Monici, Cristina Benedetti, Loredana Fadda, Samuele Cavallo, Lorenzo Tognocchi, Mario Acampa, Fabrizio Checcacci, Simone Colombari, Heron Borelli

@Stefania Cappelletti

Teatro alla Scala.Il Tempio delle Meraviglie. Anteprima Gratis

In anteprima gratuita alla Scala di Milano domenica 20 settembre il documentario che racconta la sua storia e i suoi protagonisti.

Si chiama “Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie” ed è in arrivo nelle sale il prossimo 24 e 25 novembre nei cinema italiani nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital.

Il documentario racconta la storia del Teatro che più di ogni altro ha catturato e legato a sé, indissolubilmente, i più grandi nomi della scena musicale di tutti i tempi: Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Maria Callas, Luchino Visconti , Daniel Barenboim e Riccardo Chailly, Mirella Freni e Plácido Domingo, i ballerini Carla Fracci e Roberto Bolle .

Non potevano certo mancare i Sovrintendenti come Pereira, Lissner e Fontana, da sempre importantissimi nelle scelte artistiche e nella gestione del teatro.


L’accesso al Teatro è consentito, fino a esaurimento dei posti, previo ritiro del biglietto d’ingresso (posti non riservati) alla Biglietteria Centrale - MM Duomo, Galleria del Sagrato dalle ore 12.00 alle ore 18.00 dal 15 al 19 settembre 2015. Ogni persona potrà ritirare un massimo di 2 biglietti.

@Antonietta Usardi

Omar Galliani. Il Disegno dell'Acqua

Doppia sede espositiva per la mostra “Omar Galliani. Il disegno nell’acqua” : all’Acquario Civico, dove è esposto un nutrito corpus di opere di Omar Galliani, dal 1979 ad oggi di cui molte inedite; e alla Conca dell’Incoronata in Via San Marco a Milano.

Omar Galliani crea un legame tra l’antico e il contemporaneo, tra l’arte e la multidisciplinarietà, traendo ispirazione da Leonardo, dalla storia di Milano e dall’attenta osservazione della natura e dell’uomo.

La predilezione per il disegno, l’attenzione ad una rappresentazione simbolica della natura e la raffinata tecnica rinascimentale sono interpretate da Galliani in chiave contemporanea,

All’Acquario durante l’esposizione viene proiettato il video Omar Galliani, Fluire sulla musica di Erich Galliani, in cui l’artista parla del Po osservando un’esondazione.

@Redazione

Torna il Fascino Vintage dell'East Market

Si rinnova a Milano in via Ventura l'appuntamento con l'East Market il prossimo 19 e 20 settembre: vinili, sneaker da collezione, vestiti, manufatti artigianali, accessori, vecchie collezioni private e stranezze di ogni genere...insomma ce n'è per tutti i gusti.

Vi partecipano questa volta 130 selezionatissimi espositori, dal vintage al riciclo, dalle rarità al modernariato nell’ex fabbrica metalmeccanica nel design district di Lambrate.

Tra le particolarità di domenica 20 settembre troviamo Alt Means Old, che presenta in esclusiva per East Market "das Wunderkammer": dalla ricostruzione di un gabinetto da dentista degli Anni '20 al guardaroba maschile dei primi del '900, dalle tavole anatomiche scolastiche ai vasi da farmacista.

E solo per domenica Tonsor Club – Barbieri per uomini offre capelli e barba gratis per tutti in un corner ad hoc arredato come un vero barber shop. 

Ispiratosi ai mercati dell'East London, l'Est Market offre non solo di curiosare tra le bancarelle, ma tanta musica con i dj set pomeridiani e tanta buona cucina al Food Market.

@Antonietta Usardi


Brecht con Altri Occhi al Franco Parenti

Continua al Franco Parenti la rassegna dedicata al grande Bertold Brecht, che inaugura la nuova stagione teatrale 2015- 2016.

Si tratta di una rassegna di sei titoli pensata per riscoprire la vitalità e la modernità del grande artista tedesco a 60 anni dalla sua scomparsa.

Sono in programma:

Dal 16 al 18 settembre.Vita di Edoardo II d'Inghilterra
un amore impossibile, quello tra Edoardo ed il suo favorito Gaveston, ma una spietata analisi sugli intrighi e sulla dissolutezza della politica e del potere.
Il testo fa emergere le conseguenze di un "governo dei sensi" che prende il sopravvento sul "governo della ragione".

Dal 17 al 18 settembre. L'eccezione e la Regola
Il testo racconta di un improvvisato tribunale - allestito in un cafè-chantant dove una donna chiede giustizia per l'assassinio del marito. Nella rocambolesca e cialtrona ricostruzione dei fatti emerge un mondo dove la dinamica delle relazioni fra gli uomini è governata dal sopruso.

23 - 27 settembre. Brecht Time
non è uno spettacolo di Brecht, ma uno spettacolo su Brecht: l’uomo di teatro, il dramaturgo, il poeta, il musicista, il cittadino fedele all’idea della partecipazione e della lotta in difesa dei più deboli. Sulle musiche di Kurt Weil un concerto e un viaggio.

Dal 23 al 27 settembre.Terrore e Miseria del terzo Reich
E' un'opera in 24 scene, l'una indipendente dall'altra, scritta da Brecht fra il 1935 e il 1937, messa in scena da lui stesso (protagonista la moglie Helene Weigel) nel 1937 col titolo primitivo Germania Una favola di orrori.
L'intento è quello di denunciare la violenza fisica, psichica e morale che il regime di Hitler aveva instaurato tra il popolo; nessun caso è trascurato per mostrare la stupida bestialità.

Foto Credit. Laura Bianca

@Redazione






venerdì 11 settembre 2015

Wilson e Baryshnikov raccontano Nijinsky

Dall’11 al 20 settembre sul palco del Teatro dell’Arte va in scena lo spettacolo “Letter to a man” del regista americano Robert Wilson, interpretato dal famoso ballerino e attore Mikhail Baryshnikov

Lo spettacolo prende l’avvio dai Diari di Vaslav Nijinsky, scritti nell’inverno del 1918 – 19, agli esordi della sua malattia mentale. 

Il ritratto straziante di un uomo, considerato il più grande ballerino e coreografo russo, osannato in tutta Europa, nella sua discesa verso la follia. 

Nijinsky descrive in maniera lucida il suo delirio, le diverse tinte, cupe e accese, della sua anima e il mondo che lo circondava, i Ballets Russes e i personaggi che lo circondavano, come il suo impresario e amante Sergej Diaghilev. 

A partire da queste pagine, crude e disperate, pervase già dall’inesorabile malattia mentale, Robert Wilson ha creato uno spettacolo carico di suoni inquietanti, con netti e freddi tagli di luce e videoproiezioni. 

Sul palco, unico interprete, Mikhail Baryshnikov, dà voce ai tormenti di Nijinsky, racconta il suo rapporto con l’arte, con Dio, con la famiglia e con la morale. 

Poche frasi, tratte dai Diari, ripetute in modo ossessivo e monotono descrivono la follia di questo genio fragile. 

Wilson e Baryshnikov non ripropongono in questo spettacolo le coreografie di Nijinsky, ma si concentrano sulla vita e sull’uomo che venne definito “l’ottava meraviglia del mondo”. 

@Stefania Cappelletti

Scoprire Amy Winehouse

Il 15, 16 e 17 settembre nelle sale cinematografiche italiane esce il docufilm del regista Asif KapadiaAmy, the girl behind the name” che racconta la vita, tormentata e intensa, di Amy Winehouse

Il regista del già famoso e apprezzato documentario su Ayrton Senna, “Senna”, esplora in profondità la storia dell’artista inglese morta a soli 27 anni nel 2011. 

Una raccolta di immagini, filmati d’archivio inediti e interviste fa luce sulla crescita, sulle emozioni, sul dolore e sui malesseri della voce di “Back to black”. 

Filo conduttore del film sono le canzoni di Amy, autrice sia dei testi che delle musiche, che rappresentano una sorta di catarsi, se non addirittura una terapia, attraverso cui la giovane artista riusciva a metabolizzare emozioni molto difficili. 

Ne emerge il ritratto di una ragazza ipersensibile e intensa, molto complicata ma ricca di fascino e carisma, estremamente brillante, ma incapace di resistere alle pressioni del successo, con una vita sociale e familiare complessa. 

Il regista, insieme al suo producer James Gay – Rees e al suo editor Chris King, è riuscito per la prima volta ad intervistare gli amici intimi di infanzia di Amy Winehouse, che dopo la sua morte si erano chiusi in un silenzio carico di dolore, sensi di colpa, con un pesante bagaglio emotivo. 

Ma proprio la loro testimonianza permette di contestualizzare Amy, di ricordare al pubblico le sue origini di semplice ragazza della North London, intelligente, speciale ma allo stesso tempo comune, permettendo di conoscerla in modo completamente diverso dall’immagine che i mass media hanno dato di lei negli anni del suo successo. 

Il film non nasconde il declino e le tragiche vicende di dipendenza vissute dalla cantante che l’hanno portata ad una fine inesorabile. 

Sono stati montati filmati privati dell’artista molto crudi, ma che mostrano anche la sua incredibile fragilità. 

Un film assolutamente da vedere che parla, prima di tutto, di una persona che voleva essere amata e che troppo spesso invece è stata rifiutata e usata. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 10 settembre 2015

La Luce illumina il Festival della Biodiversità al Mic

Dall’11 al 21 settembre il Mic ospita la IX Edizione del Festival della Biodiversità e la retrospettiva “Ho visto la luce”, una selezione di pellicole legate al tema principale di questa nona edizione del Festival: la luce. 

I film, 14 in tutto, sono stati scelti in base non solo al loro legame con il tema del Festival, ma anche considerando le diverse declinazioni che i registi hanno dato alla luce nelle loro opere. 

La rassegna inizia con il film “Il ragazzo invisibile” di Gabriele Salvatores. 

In programma un capolavoro dell’espressionismo tedesco con “Schatten – Ombre ammonitrici” di Arthur Robison in cui la luce si riveste di connotati simbolici e manichei, e il grande classico di Charlie Chaplin “Luci della città”. 

Tra i grandi classici la retrospettiva presenta inoltre “Solaris” di Andrej Tarkovskij con il suo oceano di luce e spazio, "Nosferatu, il principe della notte” di Werner Herzog in cui la luce è una pericolosa minaccia. 

Barry Lindon” di Stanley Kubrick, selezionato per l’uso rivoluzionario della luce, che utilizzò la luce naturale potenziandola con degli obiettivi utilizzati prima solo dalla Nasa, e il recente film di Mike Leigh “Turner” per affrontare il tema della luce nella pittura. 

La rassegna presenta inoltre tre anteprime italiane: il documentario “The Dark Side of the Sun”di Carlo Shalom Hintermann, che racconta storie di persone affette dallo Xerodema Pigmentoso, una malattia che rende la pelle estremamente fotosensibile; il documentario “Il buio della città” di Ian Cheney, sull’inquinamento luminoso cittadino; il documentario “Blackout” di Eva Weber sulle peregrinazioni dei giovani studenti della Guinea, una delle zone al mondo prive di luce elettrica, che dopo il tramonto cercano posti illuminati per studiare. 

Presente nella programmazione anche il film “Il complotto della lampadina” di Cosima Dannoritzer che racconta la storia, forse poco nota, dell’Obsolescenza programmata, ossia della deliberata scelta delle aziende di creare prodotti con una vita media limitata per potersi garantire la costante richiesta di nuovi prodotti. 

Tracks – Attraverso il deserto” di John Curran, ambientato nel deserto australiano, narra il viaggio della scrittrice Robyn Davidson e del fotografo Rick Smolan che cattura immagini e la luce del deserto per il National Geographic. 

La rassegna include anche due film per i bambini: il cortometraggio “A sunny day”di Gil Alkabetz e “Mune – Il guardiano della luna” di Alexandre Henoyan. 

Il 16 settembre la Fondazione Cineteca Italiana organizza un evento speciale: l’Aperitivo Luminoso, un Tequila Sunrise da gustare all’interno del Tunnel dei Sogni, il percorso da poco inaugurato che racconta la storia della pellicola, seguito dalla proiezione di filmati storici provenienti dall’Archivio della Fondazione AEM- Gruppo A2A. 

@Stefania Cappelletti

Preziosi Pop - up alla Kasa dei Libri

Dall’11 settembre al 2 ottobre la Kasa dei Libri, largo De Benedetti 4, ospita la mostra “Eppur si muovono. Percorsi del libro animato da Cartesio a Hirst”.

Oltre 100 incredibili volumi, provenienti da diverse parti del mondo, vere e proprie opere d’arte, raccontano la storia dei testi animati. 

Il libro animato nasce nel Medioevo, ben prima dei libri stampati, ed era destinato non ai bambini ma agli studiosi di anatomia e astronomia, con esempi pratici del loro funzionamento. 

Le immagini escono dalle pagine dei volumi grazie a sofisticati meccanismi, dando vita a scenografie tridimensionali che regalano ai lettori, grandi e piccoli, meraviglia e stupore. 

Il testo più antico esposto in mostra è il “De homine figuris” di Cartesio, del 1662, un trattato di anatomia con parti removibili che aiutava a comprendere la struttura del corpo umano. 

Solo nel XIX secolo il libro animato divenne una forma di gioco per i bambini in Francia, Austria e Regno Unito. 

Ma è in Germania dell’Ottocento che la loro realizzazione divenne una forma d’arte con il maestro Lothar Meggendorfer che sviluppò sorprendenti esperimenti d’ingegneria con la carta tanto da realizzare uno splendido Circo Internazionale che aperto arriva a misurare più di un metro di lunghezza ed è finemente dettagliato. 

Non meno sorprendenti i complessi diorami di carta realizzati nel ‘900 dall’architetto slovacco Vojtech Kubasta

Per quanto riguarda il libro animato in Italia c’è una sezione interamente dedicata al burattino più famoso del mondo, Pinocchio. 

Non potevano mancare i pop – up della Disney, quelli dei Peanuts, del mago di Oz o di Tarzan.

Inoltre la sezione dedicata alla contemporaneità presenta anche gli splendidi testi di Bruno Munari, i coloratissimi libri di Andy Warhol, le poesie illustrate di Raymond Queneau, il Gargantua di Sebastian Matta, gli omini di Keith Haring e l’incredibile tomo di 300 pagine di Damien Hirst

La mostra è stata possibile grazie alla collaborazione tra Andrea Kerbaker, scrittore e collezionista di libri, e l’antiquario Freddi di Torino. 

L’ingresso è libero. 

@Stefania Cappelletti