venerdì 30 ottobre 2015

Pinocchio Parla Milanese

Forse non tutti sanno che l’opera di Collodi è tra i libri più tradotti in diverse lingue, idiomi, dialetti dopo la Bibbia e il Corano. 

Solo in Italia esistono versioni in friuliano, piemontese, cremonese, bolognese, pisano, calabrese, napoletano, siciliano e, finalmente, anche in milanese. 

Grazie allo splendido e accurato lavoro di Alfredo Ferri e della Professoressa Ella Torretta esce “Le avventure di Pinocchio in dialetto milanese", edito da Luni Editrice

Il 5 novembre al Circolo Filologico Milanese, via Clerici 10, la presentazione ufficiale di questa nuova edizione con la lettura di alcuni testi in dialetto. 

Il volume si inserisce nella mostra “Infinito Pinocchio” visitabile presso la Biblioteca Sormani fino al 30 dicembre. 

Il libro è stato pubblicato con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, di Expo 2015, Expo in città, Comune di Milano, Bookcity, Circolo Filologico Milanese e Biblioteca Sormani, con la collaborazione della Fondazione Nazionale Carlo Collodi

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.  

@Stefania Cappelletti

L’Arte Contemporanea della Collezione Creval alle Stelline

Dal 29 ottobre fino al 27 febbraio la Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Corso Magenta 59, presenta la mostra “Creval Contemporary”. 

All’indomani della Grande Guerra una piccola banca della Valtellina decise di collezionare arte contemporanea, una decisione niente affatto scontata per l’epoca. 

Questo stesso spirito innovativo è alla base del progetto del Credito Valtellinese di offrire alla città di Milano una galleria aperta al pubblico in cui poter ammirare l’arte contemporanea, allestita presso il Refettorio delle Stelline

La mostra propone opere di grandi artisti italiani e internazionali tra cui Andy Warhol, Sebastian Matta, Emilio Vedova, Arturo Martini, Roberto Crippa, Max Ernst, Ruggero Savinio, Augustin Cardenas, Arnaldo Pomodoro, Ettore Sottsass, Novello Finotti, Emilio Isgrò, Takis, Giovanni Ragusa, Giuseppe Terragni, William Congdom, Turi Simeti, Anselmo Bucci, Tullio Pericoli, Daniel Spoerri, Filippo Avalle. 

Un altro gruppo di tele rappresenta il fermento artistico del territorio d’origine del Credito Valtellinese, rappresentato da Luigi Bracchi, Velasco, Mario Negri, Vaclav Sedy, Paolo Punzo, Giorgio Albertini ed Enrico Della Torre. 

L’ingresso alla mostra è gratuito. 

@Stefania Cappelletti

Pellizza da Volpedo e la Fotografia al Castello Sforzesco

Dal 30 ottobre al 6 dicembre al Castello Sforzesco è allestita la mostra “Il Quarto Stato e il territorio di Volpedo nelle fotografie del fondo Giuseppe Pellizza, con un omaggio a Paolo Monti”. 

La mostra propone un nucleo di fotografie che il grande pittore utilizzò per il proprio lavoro, alcune furono realizzate da Pellizza stesso, altre furono scattate su commissione a fotografi professionisti, tutte originali e provenienti dal Fondo di Giuseppe Pellizza da Volpedo

Le opere esposte sono fondamentali per scoprire e comprendere il rapporto tra arte e fotografia agli inizi del Novecento. 

Era, infatti, prassi comune fra Otto e Novecento la produzione, circolazione e l’acquisto di stampe fotografiche tra pittori, artisti, architetti e intellettuali. 

Spesso i pittori disponevano di riproduzioni fotografiche delle proprie opere allo scopo di promuovere e divulgare il proprio lavoro. 

In mostra sono esposti anche gli scatti di Paolo Monti realizzati nel 1980 durante una campagna dedicata a “Fiumana” e al “Quarto Stato”, in cui il fotografo riuscì a cogliere la forza della tecnica divisionista di Pellizza da Volpedo

L’esposizione è curata da Daniela Giordi ed Aurora Scotti, in collaborazione con il Civico Archivio Fotografico, l’Associazione “Pellizza da Volpedo”, Mia Photo Fair, IO Donna, Media Partner.

Ingresso alla mostra gratuito. 

@Stefania Cappelletti

Senza Filtro. Alda Merini Rivive al Libero di Milano

Dove sono finiti il Pier, la Ginetta, il Renato, il Giancarlo, dov’è l’Alda?

Milano, una Milano che non conosciamo più, popolare, intima e profonda, rivive nelle parole di una delle sue più grandi, delicate, dolorose voci, quella di Alda Merini.

Senza Filtro - Uno spettacolo per Alda Merini va in scena dal 3 al 9 novembre al Teatro Libero di Milano (via Savona 11) e racconta quella notte, quella del "dopo", nata apposta per concludere la storia, dare il finale a quanto scritto durante la giornata al bar del Charlie, dove Alda passava la giornata a scrivere.

Ora in quel bar che non c'è più - perché anche Milano è diventata un "dopo"diverso - ci sono solo l'Alda e l'Angelo custode a cercare quelle facce lontane e a parlare di quell'amore così disperato che ti consuma e ti richiude, oltre che dietro i muri di un manicomio, nell'indifferenza del resto del mondo.

@Antonietta Usardi

giovedì 29 ottobre 2015

L'Aperitivo Basco del Park Hyatt

Formula innovativa per il rito milanese per eccellenza che si rinnova grazie alle contaminazioni della cucina basca e alle atmosfere sonore del dj set di Virgin Radio

Ogni giovedì sera al Mio Bar del Park Hyatt Milano va in scena il nuovo aperitivo Milanese, “rivisitato” a base di Tapas ideate dallo chef Andrea Aprea e dal DJ set di Virgin Radio.
La nuova formula proposta dal MIO prevede che ogni giovedì, dalle ore 19.00, i clienti del bar potranno accompagnare I loro cocktail con una selezione di tapas, esposte sul bancone, pagando solamente il costo del drink.
La formula nasce da un viaggio di Andrea Aprea a San Sebastian, culla delle tapas, dove si è confrontato con Chef Pablo Loureiro Rodil di Casa Urola maestro di pintxos (termine basco per indicare le tapas). L’idea è di portare a Milano questa popolare tradizione basca, reinterpretandola secondo i dettami della nostra tradizione gastronomica per il rito dell’aperitivo milanese.

@Redazione

Carne Debole al Pim Off

Il 29 e il 30 ottobre al Teatro Pim Off va in scena lo spettacolo scritto e interpretato da Giuseppe LaninoLa carne è debole”. 

Lo spettacolo è un’analisi critica ben approfondita al sistema zootecnico industriale moderno, occidentale ma non solo. 

Lanino spiega con grande precisione i meccanismi che si nascondono dietro questa forma estrema di sfruttamento che segue la logica distruttiva della massima resa con minima spesa che comporta lo sfinimento delle forze umane e animali, l’impoverimento delle risorse idriche, l’innalzamento dell’inquinamento e i conseguenti problemi alimentari e climatici. 

E’ uno spettacolo duro, che obbliga lo spettatore a porsi domande che normalmente tende ad eludere, ma, indiscutibilmente, comporta una presa di coscienza sulle menzogne e le omissioni che i potenti cercano di insabbiare per mantenere e aumentare i loro guadagni. 

Si scoprono così i legami che esistono tra il consumo di carne e la vita dei contadini indiani o come gli allevamenti intensivi influiscano sullo scioglimento dei ghiacci. 

Uno spettacolo estremamente attuale, specie dopo gli annunci dell’Oms, che vuole proporre la possibilità di un futuro fatto di consapevolezza, responsabilità e sostenibilità. 

Durante le serate verrà servito un aperitivo vegano a cura della LAV

@Stefania Cappelletti

Ives Montand, un Docu - Musical al Sala Fontana

Gennaro Cannavacciuolo torna a Milano al Teatro Sala Fontana dal 12 al 15 novembre con un nuovo spettacolo, Ives Montand un italian à Paris.

Cannavacciuolo ripercorre la straordinaria parabola artistica dello chansonnier, protagonista non solo della musica ma anche del cinema.

Un vero e proprio “docu- recital” che, partendo dagli albori toscani di Yves Montand, descrive una vita lunga 70 anni (1921- 1991, attraverso la musica, le sue canzoni e i suoi più straordinari successi come Les feuilles mortes, A Paris, Sur le ciel de Paris, C’est si bon, A bicyclette, C’est à l’aube, Je suis venu à pied, Bella ciao, Mon manège à moi et Paris canaille.

Montand, all’anagrafe Ivo Livi ebbe una vita assai movimentata:  dagli esordi difficoltosi come figlio di immigrati poveri costretto a lavori umili, fino all’approdo all’Olympia di Parigi e, successivamente, al Metropolitan di New York. 

Non potevano mancare le donne della sua vita (Edith Piaf, Simone Signoret, Marylin Monroe e Carole Amiel ), né l'incursione nel cinema e i suoi incontri registi come  Costa-Gavras, Renais, Lelouch, Godard.

Oltre al pianoforte, Gennaro Cannavacciuolo è accompagnato da batteria, sax-clarino, contrabasso e fisarmonica.

@Redazione

mercoledì 28 ottobre 2015

Pinocchio e il suo Mondo alla Biblioteca Sormani

Fino al 30 dicembre alla Biblioteca Sormani, scalone della Sala del Grechetto, è allestita la mostra “Infinito Pinocchio. Nel legno l’anima viva del burattino senza fili”. 

Si entra alla mostra dalla bocca di una balena di legno con denti affilati e subito ci si ritrova nel laboratorio ottocentesco di un falegname. 

Le sagome dei personaggi di Collodi accompagnano il visitatore in tutto il percorso, ci sono il Gatto e la Volpe, il temibile Mangiafuoco con le marionette del “Teatro di Mangiafuoco” della Compagnia Carlo Colla & Figli

La mostra raccoglie diverse edizioni e illustrazioni di “Pinocchio”, come la prima edizione del 1883, stampata per i tipi dei Fratelli Paggi, con le incisioni in bianco e nero di Enrico Mazzanti

Splendide le illustrazioni di Attilio Mussino realizzate ai primi del ‘900 o quelle di Accornero per Mondadori nel 1950; inconfondibile il tratto di Jacovitti nelle tavole dipinte per La Scuola nel 1945 così come i disegni di Sergio Tofano, il creatore del Signor Bonaventura, per l’edizione “pirata” di Edizioni Libreria Italiana del 1921. 

La mostra presenta anche i meravigliosi acquarelli dipinti da Giulia Rossena per la prima edizione di Pinocchio in dialetto milanese, edito da Luni Editrice. 

Un’esposizione perfetta per far conoscere Pinocchio ai bambini ma che riaccompagna gli adulti indietro nell’infanzia. 

La mostra, curata da Matteo Luteriani e Luigi Sansone, con la collaborazione del consorzio di aziende briantee Mobilitaly e della Compagnia Carlo Colla & Figli, è ad ingresso libero.

@Stefania Cappelletti

Elvis Perkins da New York a Milano

Da New York a Milano, Elvis Perkins presenta in Italia Aubade, l'ultimo suo album registrato in studio lo scorso anno a sei di distanza dal precedente.

Appuntamento il 15 novembre al Biko (via Ettore Ponti, 40) ore 21.00.

Figlio dell' attore Anthony Perkins di "Psycho" e della fotografa Berry Berenson - morta negli attentati dell'11 settembre - ha esordito nella musica solo dopo i trent'anni, presentando uno stile molto intimo e personale, fatto di lenti ed ovattati risvegli, a tempi dilatati e a dimensioni oniriche. 

@Redazione

Stefano Ricci e i suoi Avvistamenti in Mostra

La Galleria il Vicolo presenta in mostra fino al 28 novembre la personale di Stefano Ricci, Avvistamenti.

Gli “Avvistamenti”,sono quelli che l’artista - che vive in Germania in mezzo alla natura, al limitare di una foresta – fa durante le sue passeggiate: animali appena intravisti ma anche ricordi, emozioni, legate alla natura.

Una personale raccolta composta da più di cinquanta disegni su carta, tavole originali dei due più recenti libri dell’artista “La storia dell’orso” ed “Eccoli”, oltre ad alcuni arazzi di grandi dimensioni, lavori inediti e insoliti che danno il titolo alla mostra, veri e propri patchwork di stoffe ritagliate e cucite dallo stesso artista.

Come lo stesso artista scrive: ”… Ho disegnato direttamente modellando la stoffa, senza fare bozzetti, poi l'ho cucita a mano. Uso dei ritagli di camoscio colorati, di colori diversi, marroni, sabbia, tabacco... sono i resti, i ritagli, di certi vestiti di camoscio che faceva mia madre, anche sua madre era sarta... ho usato anche dei vecchi calzini neri e delle lenzuola sgangherate che avevo tenuto nel deposito, se le sono mangiate i topi, ma le ho riparate un po’, sembrano delle vele.Si tratta di un avvistamento, un animale fantastico che ho visto camminare sulle foglie enormi di una pianta, qui dietro. Forse era un furetto. Voglio fare altri Avvistamenti con la stoffa.
Adesso, mentre scrivo, ho finito di cucire il settimo, e ho fatto una lista di cose che ho visto, per non dimenticarle …”.

@Redazione

Visibili Invisibili. Scrittura Creativa dalla Casa di Reclusione di Opera

Sabato 31 ottobre in Sala Alessi verranno presentati i progetti del programma di scrittura creativa nella Casa di reclusione di Milano-Opera:

MURA TRASPARENTI
• CALENDARIO POETICO 2016
• Antologie “PREGHIERE DAL CARCERE” e “PANE, ACQUA E... poesie sul cibo dal Carcere” pubblicate da La Vita Felice
• Del fascicolo realizzato durante il primo Laboratorio esterno al Carcere, ospiti della Casa dei Diritti di Milano

Il Calendario Poetico 2016 è dedicato a Milano. Per il quarto anno consecutivo e fotografie sono donate da Margherita Lazzati (www.margheritalazzati.it) che riprende il tema proposto nel 2015 dalle sue due esposizioni: “Visibili.
inVisibili. reportage”.

Foto e parole del Calendario poetico 2016 percorrono monumenti, scorci e squarci di meraviglia, fiori, acque, riflessi, anche drammi, intrico e intrigo d’immagini, idee, segrete connessioni.

Generata dall’incontro fra persone, nell’alveo del Laboratorio di Scrittura creativa di Milano-Opera, quest’opera,
dagli altissimi valori estetici, è una felice commistione visiva, intellettiva e sentimentale; di più, un arcobaleno poetico-iconico, un messaggio alla società civile, al mondo, e, oltre la colpa e nel segno del riscatto, viatico vero di fratellanza.

@Redazione

Lady Mortaccia, La Vita è Meravigliosa in Scena all'Out Off

Va in scena all'Out Off dall'11 al 29 novembre una commedia nera sulla vita, interpretata magistralmente dalla versatile Veronica Pivetti.

Lady Mortaccia, La vita è meravigliosa è uno spettacolo musicale dalle tinte gotiche, in cui Veronica Pivetti veste i panni di una morte sarcastica e candida.

Falce al fianco, l’ombrosa signora canta e delira raccontandoci la vita dal suo punto di vista, ovvero, l'aldilà. Blindata nel suo habitat naturale, il camposanto, Lady Mortaccia deve risolvere un piccolo giallo legato ad un cadavere che, come nelle fabbriche nostrane, le risulta in esubero.

Al suo fianco troviamo Sentenza, una dispettosa e poco servizievole falce (Elisa Benedetta Marinoni) e il buffo Funesto, maggiordomo mite e sottomesso (Oreste Valente), i quali seguono le orme della nera signora improvvisando insieme a lei balli, sfilate di moda e gags scoppiettanti, paradossali e divertenti.

@Redazione

martedì 27 ottobre 2015

La Moda e La Morte in Scena all'Elfo Puccini

Due sorelle, la Moda e la Morte, protagoniste della scena al teatro Elfo Puccini (c.so Buenos Aires 33) dal 27 al 31 ottobre.

La Moda e la Morte sono sorelle, condividono un appartamento e governano il mondo. La Storia è una bambina capricciosa che gioca alla guerra e non vuole studiare. Battaglie, attentati, rivoluzioni entrano dal soggiorno di casa come apparizioni e non lasciano tracce sul tappeto fino a quando un uomo bello e fiero, un eroe o forse un terrorista, irrompe nella vita delle tre portando ardore e scompiglio...

La Moda e la Morte è una commedia nera sulla percezione sempre più confusa che abbiamo della Grande Storia e su come l’immaginario individuale dell'era digitale stia prendendo il sopravvento sui fatti. Nella moltiplicazione dei segni e delle rappresentazioni, la Storia scompare sostituita dalle cronache sintetiche di Twitter, e mentre la Moda trionfa, imponendo tributi sempre più gravosi alla collettiva vanità, alla Morte non resta che adattarsi alla “non
vita” dell’era digitale.

Animanera nasce nell’area dell’impegno sociale milanese. Votata alla sperimentazione e alla ricerca, nell’ottica di interpretare e agire il politico, il sociale e il presente, attraverso drammaturgie originali e una molteplicità di linguaggi che traggono ispirazione dal mondo delle arti visive e dei nuovi media.

@Redazione

La Buona Novella annunciata al Teatro Verdi

Torna a Milano, dopo l'ottimo riscontro di pubblico della passata stagione, La Buona Novella, quest'anno al Teatro Verdi, fino al 1 novembre.

Un intenso spettacolo musicale, che trova ispirazione nell'omonimo lavoro di Fabrizio de Andrè, e che ne declina le sonorità in blues e soul music.

Il tema trattato la religione: la doppia essenza di Cristo,umana e divina, in lotta  tra bene e male. 

Scenario della Buona Novella è una comunità di  “ultimi”, donne e uomini in fuga da una delle tante guerre che infiammano ancora il mondo, donne e uomini in cerca di rifugio, da una vita senza futuro, forse finita, tra la polvere e il vento di un deserto che diventa paesaggio anche
interiore. 

Attualissimo.

@Redazione

lunedì 26 ottobre 2015

L’Ultima Intervista di Pier Paolo Pasolini al Teatro Parenti

A quarant’anni dall’omicidio, dal 27 ottobre fino al 1° novembre, va in scena al Teatro Franco ParentiSiamo tutti in pericolo – L’ultima intervista di Pier Paolo Pasolini”, regia di Daniele Salvo.

Lo spettacolo nasce dall’ultima intervista rilasciata da Pasolini a Furio Colombo e dagli articoli che egli stesso scrisse per “Il Mondo” e per il “Corriere della Sera”. 

Pasolini fece all’epoca un’analisi della società italiana che, alla luce degli avvenimenti odierni, suona incredibilmente profetica. 

Pasolini è un poeta logorato dall’ansia che prova per il futuro della società italiana, preoccupato per la violenza dilagante, conscio di essere scomodo per tutti, sia a destra che a sinistra, privo di un vero interlocutore a cui tramandare il proprio pensiero. 

La scena è ambientata nella stanza da letto del poeta, che trascorre le sue notti insonni, in un’atmosfera in cui si mescolano realtà e visioni, dove viene visitato da un ragazzo che prefigura Pelosi, da Furio Colombo e da un giovane fascista. 

Lo spettacolo ripropone l’urlo disperato di Pasolini che vuole avvisare, mettere in guardia le coscienze sul futuro drammatico che attende l’Italia. 

Ad interpretare il poeta è Gianluigi Fogacci, mentre Raffele Latagliata interpreta sia Furio Colombo che il giovane fascista e Michele Costabile rappresenta la prefigurazione di Pelosi. 

In occasione dello spettacolo, il 29 ottobre, è prevista la conversazione con Roberto Chiesa e Giuseppe Cenna dal titolo “Lettere Luterane. Pasolini e il Palazzo”. 

@Stefania Cappelletti

L'Elisir d'Amore al Teatro Nuovo

Per tutti gli amanti della lirica, va in scena il 26 ottobre  al Teatro Nuovo L'Elisir d' Amorere, una trasposizione moderna del capolavoro di Gaetano Donizetti per la regia di Gianmaria Aliverta con la sua associazione VoceAllOpera.

Un’allestimento  innovativo e moderno che cala l'azione nei ruggenti anni '80, condito da una rassegna di icone e protagonisti di quegli anni gloriosi. 

Aliverta  ambienta l'Elisir in un tempio del fitness e del bodybuilding: una palestra. Adina, bella e vanitosa, è la naturale direttrice, mentre il povero Nemorino, di lei perdutamente innamorato, si occupa di mantenere pulita la palestra, tra la derisione degli altri sportivi. 

Questi ultimi, superficiali e creduloni, sono disposti a bere qualsiasi intruglio prometta loro una migliore prestanza fisica, anche l’elisir che promette di far sparire le maniglie dell’amore che acquisteranno dal furbo Dulcamara. 

Tra gli avventori della palestra non potrà mancare Belcore, un Sylvester Stallone nostrano che, con il fascino della “divisa”, conquisterà le ginniche ragazze.

@Redazione

Un Comico Fatto di Sangue al Teatro Leonardo

Alessandro Benvenuti porta sul palcoscenico del Teatro Leonardo la piece teatrale Un Comico Fatto di Sangue, in scena dal 27 ottobre all' 8 novembre.

Attore, autore, musicista e regista, fondatore dello storico gruppo cabarettistico i Giancattivi, Benvenuti tira sul sipario e senza pudori mostra uno spaccato di vita quotidiana, comune, vicino, così drammaticamente grottesco da risultare comico.


Un padre, una madre, due figlie, un pappagallo, un cane di troppo e una quindicina d’anni di vita coniugale sono gli ingredienti di questo lavoro che analizza  con un linguaggio moderno e chirurgico un' Italia che ha perso la bussola del buon senso.

@Antonietta Usardi

sabato 24 ottobre 2015

Boldini in Mostra a Bottegantica

Fino al 20 dicembre la Galleria Bottegantica, Via Manzoni 45, ospita una mostra dedicata a Giovanni Boldini, uno dei più grandi protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento. 

Esposte 40 tele, alcune delle quali mai viste dal pubblico, che ricostruiscono la carriera del pittore ferrarese in special modo il periodo che trascorse a Parigi tra il 1871 e il 1920 circa. 

Tra le opere esposte quelle realizzate per Adolphe Goupil, uno dei più importanti mercanti d’arte dell’epoca, in cui prevalgono soggetti garbati e allusivi, con richiami ad un Settecento galante ma incredibilmente contemporanei nell’esotismo orientaleggiante. 

Da questo connubio nasce la serie di lavori in cui Boldini scelse come soggetti dame abbigliate secondo la moda del tempo, dagli sguardi maliziosamente ingenui e carichi di sottintesi, interpreti della femminilità vivace dell’epoca, spesso ritratte sullo sfondo di paesaggi rigogliosi. 

Modella d’eccellenza è Berthe, amante per oltre un decennio di Boldini

Di grande interesse anche le vedute paesaggistiche della campagna francese e quelle della “Ville lumière” dove è possibile ammirare la grande tecnica di Boldini che basava ogni sua creazione su un attento studio del vero. 

Nel percorso della mostra viene anche approfondita l’evoluzione compiuta da Boldini dai ritratti ufficiali a quelli di amici e colleghi, mostrando la comunanza di sguardo e sentimenti tra il pittore ferrarese e gli artisti a lui contemporanei come Degas, Manet, Sargent e Helleu: di quest’ultimo è esposto lo splendido pastello “Nu couché” a confronto con una serie di disegni di Boldini, fra cui spiccano quelli che ritraggono la “divina” Eugènie Legrip. 

Dagli anni Novanta dell’Ottocento Boldini  si dedicò soprattutto alla realizzazione di tele ritraenti personaggi illustri, in particolare donne interpreti di una femminilità sempre più indipendente, come la Contessa Gabrielle de Rasty, Lady Nanne Schrader o M.me Lacroix. 

Boldini, con le sue pennellate veloci, decise riusciva ad accentuare una movenza imprevista, una posa inaspettata, aumentando la grazia e il fascino delle dame francesi di fin de siècle che lo fecero divenire uno dei ritrattisti più ricercati. 

La mostra, curata da Enzo Savoia e Stefano Bosi, è gratuita. 

@Stefania Cappelletti

La Dolce Vita di Leonardo Bazzaro alle Gallerie Maspes

Fino al 20 dicembre alle Gallerie Maspes, via Manzoni 45, è allestita la mostra “Leonardo Bazzaro. La dolce vita en plein air”, una monografica dedicata al pittore milanese Leonardo Bazzaro

Uno dei maestri del naturalismo italiano, Bazzaro dal 1894 inizia a dedicarsi anche alla raffigurazione di scene di vita borghese, fino al suo trasferimento sul Verbano, dove lo splendido paesaggio del Lago Maggiore lo spinge a farne uno dei soggetti più frequenti della sua opera, in cui traspare una vena intimista e personale nel ritrarre la villeggiatura borghese. 

La pittura di Bazzaro si divide tra soggetti femminili e la sua vena naturalista, tra donne ritratte in piedi o sedute e paesaggi pieni di luce e colore, con raffinati dettagli come i giochi di luce dei raggi solari che trapelano attraverso la vegetazione macchiando il suolo. 

Dieci le opere esposte, realizzate tra il 1895 e il 1910, provenienti da collezioni private. Il percorso presenta alcune opere mai esposte prima d’ora come “Tra le ortensie”, “Sulla terrazza all’Alpino”, “I miei fiori”, oltre ai tre capolavori “In campagna”, “Tutto è gioia” e “Sola!”, provenienti dalla Permanente di Milano. 

L’esposizione è stata curata da Francesco Luigi Maspes e Elena Orsenigo

L’ingresso è libero. 

@Stefania Cappelletti

venerdì 23 ottobre 2015

Ritratti del Novecento alla Fondazione Pasquinelli

Fino al 4 dicembre alla Fondazione Pasquinelli, corso Magenta 42, per gli appuntamenti “L’arte in una stanza” è allestita la mostra “Figure”. 

Pochi preziosi quadri selezionati per tema. 

Il tema di questa mostra è il ritratto che per i futuristi, come affermano nel loro Manifesto del 1910, per essere una vera opera d’arte, non deve mai assomigliare al modello. 

Questa nuova visione ha portato alla realizzazione di ritratti “antigraziosi”: disarmonici, talvolta persino sgradevoli secondo i canoni tradizionali, ma senza dubbio esemplari di un nuovo modo di sentire e vedere la realtà. 

Una realtà che viene raffigurata scegliendo linee, forme e colori per il loro valore simbolico e non per la loro attinenza con il vero. 

Anticipatore del concetto futurista di “antigrazioso” è Pablo Picasso con le sue “Demoiselles d’Avignone” del 1907 e continuando per tutto il XX secolo a scomporre e reinventare le sue figure umane. 

In mostra è esposto un suo quadro del 1941-’42 intitolato “Femme nue assise”. 

A dialogare con lui le opere di altri esponenti della modernità come Mario Sironi con “Figura /Antigrazioso” del 1913 caratterizzato dalle linee e dai colori futuristi, Carlo Carrà che, con “La ballerina del San Martino” del 1915 riprende soggetti arcaizzanti, Amedeo Modigliani con una delle sue famose teste “Ritratto di Hanka Zborowska” del 1917 e Massimo Campigli, influenzato dalla pittura parietale romana, con “Nudo” del 1928. 

A conclusione della mostra le “Cariatidi” realizzate dalla giovane artista Marta Dell’Angelo

La mostra, curata da Antonello Negri, è ad ingresso libero previa prenotazione obbligatoria.

@Stefania Cappelletti

Tre Giorni Intensi con ShowLeica

Dal 23 al 25 ottobre si svolge presso Milano Studio Digital, via Tortona 35, la prima edizione  di "ShowLeica"dell’evento Leica promosso da Progressive Photographers dedicato al mondo della fotografia. 

Tre giorni di whorkshop, incontri con grandi fotografi, prove sul campo dei nuovi prodotti, test e demo one to one. 

Un’occasione per vivere nuove esperienze fotografiche in compagnia di grandi nomi come Stefano Guindani e Toni Thorimbert, fashion photographers, e Eolo Perfido, street photographer. 

Sarà possibile approfondire il ritratto ambientato con Andrea Boccalini, la multimedialità di Marco Casino, la travel photography con i consigli di Marc De Tollenaere e la fotografia di eventi con Maurizio Beucci e Carlo Carletti; per finire Maurizio Galimberti con il “Pixel Poetico”. 

In questa occasione verrà presentata in anteprima italiana una novità assoluta di casa Leica che amplierà i confini della fotografia professionale.

L’evento è pensato per i professionisti del settore ma è aperto a tutti coloro i quali sono interessati a sperimentare nuovi linguaggi fotografici, nuove tecniche e nuovi strumenti fotografici. 

L’ingresso è gratuito previa registrazione al sito http://www.lab.leica-camera.it/showleica/.

@Stefania Cappelletti

Shylock al Teatro Litta

Dal 23 ottobre fino al 1° novembre al Teatro Litta va in scena “Shylock. Io non sono come voi”, una produzione della Compagnia dei Demoni, adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni

Partendo dal dramma di ShakespeareIl Mercante di Venezia”, i Demoni approfondiscono la figura di Shylock, da sempre considerato il reietto, il diverso, l’emarginato. 

Attorno alla sua figura si sono sviluppate diverse interpretazioni che di volta in volta lo vedevano vittima o colpevole, buono o cattino, abile imprenditore o meschino usuraio.  

Il testo realizzato dei Demoni, in forma di monologo, prende spunto dal brano in cui Shylock si paragona agli esseri umani, negando il pregiudizio legato alla razza, e si contamina con altri testi della letteratura ebraica e con il racconto di Zvi Kolitz “Yoss Rakover si rivolge a Dio”. 

Nello spettacolo non esiste una critica morale sul mercante ebreo, non è né positivo né negativo, Shylock viene qui rappresentato nella sua più totale umanità e, come tale, pieno di contraddizioni.
 
Shylock ha imparato a sopportare, resistere alle umiliazioni in virtù della sua appartenenza al popolo ebraico, nei secoli soggetto a pregiudizi e accuse. Ma non accetta passivamente questa sua condizione, Shylock reagisce e prova un forte desiderio di vendetta. 

Lo spettacolo dei Demoni prende il via da subito dopo che la condanna di abbandonare la città se non si converte è stata pronunciata. 

Non volendo convertirsi al Cristianesimo viene privato dei suoi beni e lascia Venezia pieno di rancore e voglia di giustizia che non gli è stata data ed ecco che da vittima Shylock si trasforma in carnefice. 

In questo modo Oliva e Manni esplorano le contraddizioni dell’essere umano, scavando nelle radici dell’odio religioso fino ad arrivare toccare i conflitti attuali che stanno incendiando il mondo.
 
@Stefania Cappelletti

giovedì 22 ottobre 2015

La Guerra di Mario al Teatro Manzoni

Dal 22 ottobre all’8 novembre sul palco del Teatro Manzoni va in scena “La grande guerra di Mario” per la regia di Edoardo Sylos Labini, in anteprima nazionale. 

In occasione del centenario dall’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, Sylos Labini ha deciso di portare a teatro questo spettacolo liberamente tratto dal capolavoro di Mario Monicelli “La Grande Guerra”. 

Protagonisti Mario, Ambrogio e Gennaro, rispettivamente un romano, un brianzolo e un napoletano, che lottano insieme per sopravvivere alla guerra e ai soprusi insensati del loro superiore, il capitano Corti. 

Poco distante dalla zona di guerra vive Adalgisa, vedova di guerra costretta a fare la prostituta. 

E’ proprio Adalgisa, innamoratasi di Mario, che lo convince a disertare, portando in primo piano il tema dell’amore e modificando il finale. 

Sul palco oltre a Edoardo Sylos Labini, che è anche interprete, Debora Caprioglio, Marco Prosperini, Francesco Maria Cordello e un quartetto che intona i canti tradizionali alpini, che hanno un grande significato e che, purtroppo, stanno andando perduti. 

Per la prima è prevista la presenza della fanfara dei bersaglieri e per tutta la prima settimana dello spettacolo saranno esposte le divise dell’esercito ‘15/’18. 

@Stefania Cappelletti

Bugo in Concerto a Radio Popolare con il Nuovo Ep

Il 23 ottobre all’Auditorium di Radio Popolare Cristian Bugatti, in arte Bugo, presenta in concerto “Arrivano i nostri”, questo il titolo del suo ultimo lavoro, che segna una nuova fase artistica del cantautore italiano, dopo 4 anni di attesa dall’album “Rimedi contro la miopia”. 

Anticipato dal singolo “Cosa ne pensi Sergio?Bugo sembra essere tornato alle sue radici musicali. 

Il tono è leggero e ironico, il testo riflette la sua indole bizzarra, ma al contempo attraente e la volontà di comunicare col suo pubblico. 

Agli esordi, parliamo degli albori del nuovo millennio, 2000/2002, Bugo suonava musica Lo fi, ovvero un tipo di musica povera rispetto agli standard usuali e accompagnata da una strumentazione anch’essa di bassa qualità. 

Questo gli permise però di crearsi attorno un buon seguito di proseliti che si rispecchiavano nei testi delle sue canzoni, come la ormai celebre ballad “Io mi rompo i coglioni” la cui strofa iniziale “Quando mi butto giù/non faccio le flessioni/non guardo neanche la tv/perché mi rompo i coglioni” è certo ironica, ma al contempo rappresenta anche una generazione ingabbiata, disillusa e con poche prospettive. 

Nel 2006 è la volta di “Contatti”, un album che si discosta dal Bugo delle origini, con un suono più fresco e vicino alle sonorità della musica elettronica, un po’ per volontà di avvicinare la sua musica al panorama contemporaneo e un po’ per sperimentare nuovi sound. 

Se da un lato però questo cambiamento è visto come una ventata di freschezza da parte del cantautore, dall’altro i fan lo vedono come un tradimento, per aver spostato il proprio baricentro musicale lontano da quell’immagine indie che lo ha sempre caratterizzato. 

Lui però è andato avanti lo stesso, con le sue idee e convinzioni. Torniamo al presente, bisogna precisare che l’ultima fatica di Bugo non è un album, bensì un Ep. 

Dopo aver firmato un contratto per la Carosello Records, che ha segnato quindi una rottura con la precedente major ovvero la Universal, quest’ultima ha appoggiato la sua idea di far uscire un singolo, seguito da un altro singolo e infine, appunto, da un Ep, in quanto per l’uscita del disco Bugo dice: “Ti è piaciuto il singolo? Bene, il disco verrà poi…bisogna rallentare”. 

Il nuovo lavoro uscirà a fine ottobre e ritroveremo il Bugo di sempre col suo stravagante e particolare modo di comunicare, lontano dalle convenzioni usuali. 

"Arrivano i nostri" è formato da una scaletta di sei canzoni che trattano svariati argomenti di cui è solito parlare, compreso l’amore, ma raccontati a modo suo e che sono il principio di un progetto più ampio che avrà compimento in futuro. 

Si parte dal brano “Vado ma non so”, per poi passare nel mezzo, alla canzone che ha dato il titolo all’opera “Arrivano i nostri” e per finire con la già citata “Cosa ne pensi Sergio?” raccolta nell’ep in versione live, per dare, a detta di Bugo, qualcosa di più al suo pubblico, una sorta di ricerca di relazione e vicinanza nei confronti di chi lo ascolta…questo è il messaggio che vuole trasmettere.

Bugo è tornato e piaccia o non piaccia, lui rimane sempre fedele alle sue convinzioni e lo dice lui stesso: “A me interessa essere vivo e che le mie canzoni siano vive, tutto il resto è fuffa.” 

@Davide Grifone

mercoledì 21 ottobre 2015

Le Donne Gelose di Goldoni allo Studio Melato

Dal 22 ottobre al 22 novembre al Piccolo Teatro Studio Melato va in scena per la regia di Giorgio SangatiDonne gelose”, la prima commedia di Goldoni scritta interamente in dialetto veneziano.

Ambientata negli ultimi giorni di carnevale, in una zona circoscritta della città, la commedia si concentra soprattutto sulla classe sociale di bottegai e mercanti, su quella piccola borghesia prossima alla povertà. 

Goldoni rappresenta un mondo gretto, alla deriva morale, privo di contatti con l’esterno e per questo fortemente autoreferenziale. 

I protagonisti della commedia sono trascinati in una spirale di dipendenza dal gioco, in un incessante rincorrersi di gelosie e invidie, che rendono i rapporti interpersonali miseri e ipocriti, le relazioni false e condizionate da questioni economiche, l’intimità squallida, caratterizzata da insulti e botte. 

Su tutto regna sovrano il mito del denaro e una fiducia ossessivamente patologica dell’azzardo, come se solo la sorte potesse alleviare la paura di vivere nuovamente nella miseria. 

Ma è un sollievo che dura poco perché in questo mondo il destino è già ormai inesorabilmente segnato, senza possibilità di riscatto. 

Nessuno lavora ma tutti sprecano le proprie energie in un affannoso girare a vuoto, senza trovare mai una via d’uscita e tornando sempre al punto di partenza.

L’unico piacere per i personaggi goldoniani risiede nel vedere le disgrazie altrui nel trionfo di un individualismo suicida. 

In scena dieci attori: Fausto Cabra, Leonardo De Colle, Valentina Picello, Sandra Toffolati, Paolo Pierobon, Marta Richeldi, Sara Lazzaro, Ruggero Franceschini, Elisa Fedrizzi, Federica Fabiani

Lo spettacolo è sovratitolato in italiano. 

@Stefania Cappelletti

Warhol Inedito alla Galleria Deodato Arte

Dal 21 ottobre fino al 21 novembre la Galleria Deodato Arte, via Santa Marta 6, ospita la mostra “Warhol inedito: le prime sperimentazioni digitali con Amiga”, in occasione dei 30 anni dalla presentazione di Amiga 1000 al Lincoln Center di New York. 

La mostra ricrea il contesto originale in cui Warhol iniziò a sperimentare e ad appassionarsi alla digital art. 

Nel luglio 1985 Commodore lancia il primo personal computer multimediale, l’Amiga 1000; per festeggiare l’evento Andy Warhol realizza un’opera al Vivian Beaumont Theatre: scatta una foto a Debbie Harry, cantante dei Blondie, in bianco e nero con una fotocamera collegata ad un computer e la rielabora cromaticamente realizzando la prima opera computer art da lui firmata. 

Da questo momento in poi Andy Warhol si appassiona sempre più a questa tecnica arrivando a comprare una batteria di Amiga e darà vita ad alcune delle sue opere più famose come il barattolo della zuppa Campbell, la banana della famosa cover del disco dei Velvet Underground, il ritratto di Marilyn Monroe e molte altre ancora. In mostra sono esposti due storici pc Amiga 1000 in cui è possibile ammirare 9 opere inedite realizzate dall’artista americano, 16 acetati, sei dei quali inediti, della serie Ladies and Gentleman, che ritraggono personaggi famosi, drag queen, modelle. 

Presenti anche serigrafie, dischi, banconote da 2 dollari e da 100.000 lire, fotografie, filmati, la rivista “Amiga World” con l’intervista rilasciata da Warhol, alcuni numeri del mensile “Interview”. 

Si accosta all’esposizione un omaggio del fotografo Giuliano Grittini che collaborò con l’icona della Pop Art e che per l’occasione ha stampato e rielaborato a tecnica mista 10 opere digitali. 

@Stefania Cappelletti

Il Cuore di Antonia Pozzi allo Spazio Oberdan

Per omaggiare una delle più alte voci della letteratura italiana del Novecento, Antonia Pozzi, lo Spazio Oberdan organizza dal 23 ottobre fino al 6 gennaio una mostra fotografica e una rassegna cinematografica dal titolo “Sopra il nudo cuore. Fotografie e film di Antonia Pozzi”. 

La mostra presenta circa 300 fotografie realizzate dalla poetessa a Pasturo ai piedi della Grigna, nei suoi viaggi e sulle Dolomiti. 

Suggestivi gli scorci di Milano immortalati dalla Pozzi, nei circoli culturali ma anche nelle periferie e nelle zone più povere, tra bambini, mercati e botteghe. 

Antonia Pozzi usa la fotografia per cercare il sentimento nascosto nelle cose e nelle persone, per dargli quell’eternità che la realtà proibisce. 

Le sue fotografie sono vere e proprie immagini poetiche che svelano l’interesse della poetessa per la relazione tra parola scritta e immagini. 

La mostra comprende anche sei film, realizzati in formato super8, girati dalla stessa Antonia Pozzi

La rassegna cinematografica presenta sessanta titoli, tra documentari, corti e lungometraggi e si divide in tre linee guida: la prima ha come oggetto la fotografia e il percorso seguito da grandi fotografi italiani e stranieri per dare voce alla loro arte; la seconda fa riferimento alla poesia con documentari e lungometraggi su grandi poeti, contemporanei e del passato; l’ultima linea vuole costituire una riflessione sugli anni Trenta in Italia, il complesso periodo in cui si sviluppò l’attività artistica di Antonia Pozzi

Si segnalano, fra i tanti titoli, il film “Poesia che mi guardi” (2009) di Marina Spada che racconta la vita di Antonia Pozzi attraverso la lettura di alcuni suoi testi, la ripresa di fotografie della poetessa e la riproduzione con gli home-movies di scene della sua vita. 

La ragazza Carla” (2015) di Alberto Saibene nato dall’omonimo poema di Elio Pagliarani, considerato uno dei capolavori della letteratura italiana del XX secolo. Film realizzato dalla milanese Mir Cinematografica e per la cui realizzazione la Cineteca Italiana ha fornito materiali d’archivio.

Infine, in anteprima, viene proiettato il documentario di Marco CrucianiCalma e gesso. In viaggio con Mario Dondero” (2015) che narra l’avventurosa storia del grande fotografo. 

Il programma include alcuni eventi speciali: il recital “L’infinita speranza di un ritorno. Vita e poesie di Antonia Pozzi” con Elisabetta Vergani e Filippo Fanò; il concerto “Le parole e le musiche dell’educazione sentimentale italiana nel Ventennio” con Fulvia Maldini, Giorgio Penotti e Rudi Bargioni e il concerto “Per Antonia”, improvvisazioni jazz al pianoforte di Antonio Zambrini sui filmati realizzati dalla poetessa.

@Stefania Cappelletti

Il MIC Omaggia lo Studio Ghibli

Dal 23 al 30 ottobre il MIC, Museo Interattivo del Cinema, rende omaggio allo Studio d’animazione Ghibli, fondato nel 1985 da Hayao Miyazaki e Isao Takahata

Grazie ai suoi anime, apprezzati in tutto il mondo, lo Studio Ghibli ha contribuito alla diffusione e alla valorizzazione di questo genere cinematografico anche oltre i confini giapponesi. 

Sei i film selezionati per la rassegna. 

Si inizia con “La collina dei papaveri” (2011) di Goro Miyazaki che racconta l’amicizia profonda tra Umi, liceale che si occupa a tempo pieno della casa e della famiglia, e Shun, studente legato a un collettivo che lotta contro la chiusura del Quartier Latin, un edificio storico del complesso scolastico.

Il secondo film selezionato “La storia della principessa splendente” (2013) di Isao Takahata narra della piccola Kaguya, adottata da un contadino che l’ha trovata all’interno di un fusto di un albero di bambù. La bambina cresce allevata dal contadino e da sua moglie quando scopre di essere una principessa. 

“Si alza il vento” (2006) di Hayao Miyazaki racconta la storia di Jiro che sogna di volare e progettare aereoplani ispirato dal famoso ingegnere aeronautico italiano Gianni Caproni. A causa della sua miopia Jiro non può diventare pilota, ma riesce a lavorare in una delle maggiori società di ingegneria aeronautica giapponese, diventando uno dei progettisti più famosi al mondo. 

Il quarto film della rassegna nasce da una collaborazione tra due registri, Yoshifumi Kondo e Miyazaki, “I sospiri del mio cuore” (1995). La storia di un incontro particolare tra la piccola Shizuku, che ama la poesia, e Amasawa che prende in prestito in biblioteca gli stessi libri scelti da lei. 

Penultimo film in calendario “Laputa. Castello nel cielo” (1986) di Hayao Miyazaki narra le vicende della giovane Sheeta che per sfuggire ai pirati cade da un aereo ma si salva levitando nell’aria e atterra dolcemente tra le braccia di un giovane minatore, Pazu, che si prende cura di lei. Sheeta nasconde dei segreti legati a una misteriosa città nel cielo, Laputa. Proprio a causa di questi segreti i pirati non cessano di cercare di catturare la giovane fanciulla. 

La rassegna si chiude con “Il regno dei sogni e della follia” (2013) di Mami Sunada, un documentario che svela le attività dello Studio Ghibli attraverso le ultime fase di lavorazione di “Si alza il vento”, mostrando la tecnica di animazione usata da Miyazaki e dal suo team di animatori, e dell’ultimo film di Takahata “La storia della principessa splendente”. E’ così possibile scoprire la macchina produttiva dello studio che deve coordinare la creatività e la sana rivalità dei due registi fondatori di Ghibli

@Stefania Cappelletti

martedì 20 ottobre 2015

Coltivare un Orto a Milano

Milano non abbonda solo di palazzi e asfalto, ma è ricca anche di orti urbani coltivati da singoli cittadini o da comunità. 

Possiamo trovare orti vicino alle cascine, ai parchi persino nei condomini, in edifici scolastici e universitari. 

Sono circa 2500, promossi dalle Zone e dal progetto comunale “ColtivaMi” che assegna spazi aperti per la coltivazione degli orti, anche come strumento per aumentare la socializzazione tra i cittadini e ripristinare alcune pratiche formative legate all'ambiente rurale. 

Ma da oggi nasce un nuovo ufficio dedicato a questa attività, su progetto del Comune di Milano, settore Benessere, Verde e Sport, per aiutare il numero crescente di cittadini che vogliono dedicarsi a questa attività. 

L’obiettivo è quello di sostenere gli aspiranti contadini e di mappare i diversi orti sparsi per la città, anche in rispetto della Food Policy Milano, che studia il sistema alimentare milanese per riscriverne le regole affinché divenga più equo e sostenibile. 

Per maggiori informazioni si può contattare il numero 02.88.45.41.27 o consultare il sito www.agricity.it Metropoli Agricoli, che raccoglie le diverse realtà agricole presenti sul suolo cittadino, compreso il progetto “Giardini Condivisi", zone riqualificate da cittadini e associazioni utilizzate per il giardinaggio collettivo, ornamentale o orticolo, sempre all'insegna dell'ecologia. 

@Stefania Cappelletti

Uncensored Kingdom, Shakespeare in Rock al Teatro Nuovo

Il 22 ottobre, unica data, il Teatro Nuovo ospita lo spettacolo “Uncensored Kingdom” di Max Forleo, in arte “The Traveller”. 

Lo spettacolo, tratto dalla tetralogia minore del Bardo sull’Enrico VI ed il Riccardo III, narra la storia di questi due sovrani, diversi ma legati da un comune destino definito dal Potere. 

Nel caso di Enrico VI un Potere non gradito, al contrario, per Riccardo III si tratta di un Potere bramato con tutta l’anima; in entrambi i casi porta odio e dolore, inganni e crudeltà. 

Quindici canzoni, scritte da The Traveller, dividono l’opera in tre capitoli ed esprimono i sentimenti e le emozioni dei due personaggi. 

Riccardo Secchi (autore di fumetti per Bonelli e Disney) ha curato i testi attoriali e il libretto. 

Lo spettacolo porta in scena anche Ivan Gessaroli, ballerino/attore per la Scala di Milano. 

@Stefania Cappelletti

lunedì 19 ottobre 2015

Uno Sguardo sul Mondo del Lavoro allo Spazio Oberdan

Inizia oggi fino al 22 ottobre allo Spazio Oberdan la rassegna “Sguardi al Lavoro” in occasione della settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro. 

In programma dodici titoli con anteprime e incontri in sala per discutere su un tema così importante come la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori. 

Si inizia con il cortometraggio di Charlie Chaplin “Giorno di paga” (1922) accompagnato al piano da Francesca Badalini, seguito da “Triangle” (2015) di Costanza Quatriglio e “Storie sospese” (2015) di Stefano Chiantini, presente in sala insieme agli attori protagonisti Maya Sansa e Marco Giallini

La seconda giornata inizia con la proiezione pomeridiana del film di Giovanni Veronesi “L’ultima ruota del carro” (2013) a cui segue la presentazione di Roberto Koch, fotografo e responsabile dell’Agenzia fotografica Contrasto, del film di Wim Wenders sull’universo del fotografo brasiliano Sebastiao Salgado “Il sale della terra” (2014). 

Il film in programma per la sera “Ho ucciso Napoleone” (2015) vede la presenza in sala della regista Giorgia Farina

Raffaele De Berti, professore di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Milano, presenta “Senza sole né luna” (1963) di Ricci, primo film della terza giornata della rassegna. 

Seguono “The Repairman” (2015) di Paolo Mitton e “Il teorema della crisi” (2015) di Marcus Vetter e Karin Steinberg

La rassegna si conclude con la proiezione di “Scusate se esisto” (2014) di Milani, “E’ arrivata mia figlia” (2014) di Anna Muylaert e l’anteprima di “Basta poco” (2015) di Andrea Muzzi e Riccardo Paoletti, presenti in sala. 

Fondazione Cineteca Italiana collabora con Inail Direzione Regione Lombardia in un’altra importante iniziativa: è stato, infatti, creato il portale “Lo spettacolo della sicurezza”, uno strumento pensato innanzitutto per le scuole e gli insegnanti, ma accessibile a tutti, per poter effettuare ricerche, previa registrazione al sito, tra lungometraggi, documentari, cortometraggi italiani e internazionali, disponibili al MIC

L’ingresso alla rassegna è libero. 

@Stefania Cappelletti

Alla Scoperta di Sgarbi al Cinema Mexico

Unica data, 20 ottobre, per vedere al Cinema Mexico il lungometraggio su Vittorio Sgarbi, “Sgarbistan” di Maria Elisabetta Marelli.

La regista milanese, camera alla mano, ha seguito nell’arco di 3 mesi il critico d’arte e difensore delle meraviglie italiane, come lui stesso si definisce, nella sua vita intensa. 

Dalla prima mattina in cui Sgarbi, accompagnato da un collaboratore e una guardia del corpo, esce da un’albergo di Milano, Maria Elisabetta Marelli ha indagato, senza interruzioni per 37 giorni, la quotidianità di quest’uomo dagli slanci impetuosi, dalla raffinata intelligenza e dall’amore profondo per l’arte, sdegnoso di fronte ad ogni forma di ignoranza. 

Il film non mostra solo la vita pubblica di Sgarbi, che durante le riprese ha visitato ben 42 mostre, 35 chiese, rilasciato 73 interviste e partecipato a 37 conferenze, ma svela anche i momenti privati e intimi, i silenzi e le pause di una vita altrimenti frenetica. 

Attraverso la telecamera si scoprono le profondità dell’uomo Sgarbi e attraverso il suo sguardo le complessità e le magnificenze dell’Italia. 

190 ore di girato condensati in 73 minuti di film grazie anche all’attento montaggio di Federica Intelisano , Adalberto Lombardo e Diego Ronzio

Saranno presenti in sala la regista Maria Elisabetta Marelli e Vittorio Sgarbi

@Stefania Cappelletti

giovedì 15 ottobre 2015

Le Influenze di Corrente alla Fondazione Corrente

La Fondazione Corrente, via Carlo Porta 5, fino al 15 gennaio presenta la mostra “Corrente e dintorni”, un percorso che vuole ricostruire il mondo artistico dagli anni Settanta ad oggi evidenziando l’influenza che Corrente e il suo movimento ebbe sui diversi artisti. 

Più o meno consapevolmente furono diversi i pittori e i fotografi che fecero proprio il suo spirito critico e il suo impegno civile, amandone il piacere della scoperta e la forte carica antiretorica. 

La mostra ripresenta tre quadri esposti nella retrospettiva estiva “I luoghi di Corrente” come trait d’union tra le due esibizioni: “Periferia milanese” (1932) di Renato Birolli, “Silos su fondo rosso” (1948) di Ernesto Treccani e l’acquerello “Interno con il cavalletto” (1943) di Piero Gaulli

E’ con questi quadri che dialogano i fotografi esposti nella mostra. 

Come gli scatti realizzati da Mario Cattaneo alla Fiera di Senigallia e i paesaggi nebbiosi delle periferie ripresi da Enrico Cattaneo; la vecchia Darsena immortalata da Virgilio Carnisio e le facciate delle vecchie fabbriche a cui, con rigore compositivo, Gabriele Basilico ha donato un’incredibile eleganza. 

Una riflessione sul paesaggio montano viene dal lavoro di Luigi Erba insieme al suo “Omaggio a Morlotti” caratterizzato da inusitate pennellate di colore. 

Esposti anche  i fotogrammi astratti di Luigi Veronesi caratterizzati da accesi cromatismi e le indagini sociali sulla vita quotidiana realizzati da Cesare Colombo e Toni Nicolini

Accanto alle opere si trovano, custoditi in bacheche, diversi documenti, libri, riviste e, anche macchine fotografiche, per rendere più comprensibili l’epoca e le scelte estetiche degli autori. 

La mostra ha il patrocinio di Regione Lombardia, Città Metropolitana e Comune di Milano ed è inserita tra gli eventi Photofestival ed Expoincittà

L’ingresso è libero. 

@Stefania Cappelletti

Gli Intramontabili Peanuts a Wow Spazio Fumetto

Dal 17 ottobre fino al 10 gennaio Wow Spazio Fumetto festeggia il sessantacinquesimo anniversario della nascita dei Peanuts con la mostra “Il Favoloso mondo dei Peanuts”. 

La mostra presenta tavole originali raffiguranti il gruppo di bambini più famosi nella storia dei fumetti: l’impacciato e timido Charlie Brown, la scorbutica e sarcastica Lucy, il tenero e sognatore Linus, l’impassibile e solitario Schroeder, la simpatica e dirompente Piperita Patty e ovviamente l’irresistibile bracchetto Snoopy, insieme a tutti gli altri amici disegnati dalla penna e dalla fantasia di Charles M. Schulz

Il visitatore potrà leggere oltre 500 strisce, rivedere le scene più belle dei cartoni animati e scattarsi una foto con il proprio personaggio preferito. 

Grazie alla Fondazione Fossati sono esposti alcuni pezzi unici, come il primissimo libro “Arriva Charlie Brown” pubblicato da Milano Libri nel 1963, i numeri più importanti del mensile Linus, chiaro omaggio al personaggio creato da Schulz e che per anni ha tradotto e pubblicato le strisce e, infine, il “View - master” che negli anni Settanta permetteva di vedere le strisce “animate” e a colori.

Un’installazione multimediale, realizzata da GlobalMedia, permette di abbinare i diversi personaggi grazie ad un touchscreen e di scoprire i rapporti che intercorrono tra loro, con l’aiuto di schede e strisce: basterà un clic per vedere le strisce trasformarsi in cartoni animati. 

Ogni personaggio ha inoltre una propria area espositiva aperta da una statua 3D, realizzata da Bic Licensig, con pubblicazioni e strisce che ne raccontano la personalità e mostrano l’evoluzione grafica avvenuta nel corso degli anni. 

Un’intera sezione è dedicata a Snoopy, il bracchetto più eccentrico, simpatico, fantasioso dei fumetti.

Qui vengono svelati i segreti della sua cuccia rossa o, come la chiama Piperita Patty, “il villino degli ospiti di Ciccio”, al cui interno trovano posto il tavolo da biliardo e persino un Van Gogh, e vengono raccontati i retroscena del suo interminabile e poco apprezzato romanzo scritto a macchina e, non potevano mancare, vengono rievocate le mitologiche battaglie aeree all’inseguimento del maledetto Barone Rosso. 

La mostra è stata realizzata in collaborazione con BIC Licensing e gode del patrocinio del “Charles M. Schulz Museum” di Santa Rosa (California). 

Una mostra da vedere assolutamente in attesa dell’uscita del film “Snoopy& Friends – Il film dei Peanuts” nelle sale il 5 novembre. 

@Stefania Cappelletti

Lo Spazio Oberdan Ospita il Festival del Cinema d’Arte

Fino al 18 ottobre allo Spazio Oberdan si svolge la quattordicesima edizione del Festival del Cinema d’Arte

L’edizione di quest’anno ha registrato la partecipazione di oltre 500 film, provenienti da diverse parti del mondo: Argentina, Austria, Belgio, Bolivia, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Hong Kong, India, Iran, Iraq, Israele, Italia, Giappone, Kazakhistan, Kosovo, Marocco, Messico, Nepal, Norvegia, Perù, Polonia, Portogallo, Porto Rico, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, Russia, Serbia, Singapore, Spagna, Stati Uniti, Sud Corea, Svizzera, Taiwan, Turchia, Ungheria. 

Di questi solo 50 sono entrati nella rosa finale del Festival, in rappresentanza di 21 nazioni. 

Il Festival è diviso in tre concorsi: “Cinema d’Arte”, “Art Lab” e il nuovo “Animazione”, istituita per dare spazio ai numerosi lavori d’animazione, vere e proprie opere artistiche. 

A decretare i vincitori una giuria d’eccellenza: Andrea Purgatori, giornalista e sceneggiatore, Paolo Mereghetti, critico cinematrografico, Maurizio Nichetti, regista e attore, e Luca Verdone, regista.

L’ultima serata del Festival presenta un evento speciale che vede protagonista l’attore Alessio Boni sul palco insieme ad Andrea Purgatori per parlare di cinema e arte e presentare il cortometraggio “Colpo” del regista Ruben Antonio Perez Becerril, in cui Boni recita accanto a Karin Proia sullo sfondo delle tele di Palma il Vecchio. 

Tutte le proiezioni e gli eventi del Festival sono ad ingresso libero, essendo volontà dell’Associazione rendere accessibile a tutti questa esperienza. 

Il Festival del Cinema d'Arte è patrocinato da Expoincittà.

@Stefania Cappelletti

mercoledì 14 ottobre 2015

Image MAG alla Kasa dei Libri

Fino al 23 ottobre la Kasa dei Libri, Largo Aldo De Benedetti 4, ospita la mostra “Cheese!”, una raccolta di dieci autori eccellenti sul tema del ritratto. 

L’esposizione raccoglie una serie di ritratti apparsi sulle copertine e nei servizi interni della rivista di settore “Image MAG”, bimestrale nata nel 2012. 

Le foto sono state realizzate da artisti come Benedusi, Carletti, Cito, Berengo Gardin, Ommer, Salis, Scianna, Schatz, Toscani e Zerla

Oltre all’esposizione dei ritratti, la mostra presenta anche alcuni libri monografici importanti e rari degli stessi artisti: “Venezia” con racconti di Giorgio Soave e “La disperata allegria” di Berengo Gardin, “Cacas” e “Faces” di Oliviero Toscani; calendari da collezione come quello Pirelli del 1984 realizzato da Ommer; “Forme d’acqua” di Zerla

Venerdì 16 e lunedì 19 sono previsti incontri con i fotografi Ferdinando Scianna e Gianni Berengo Gardin

Ingresso libero 

@Stefania Cappelletti

Alla Wineria...Reciti e Bevi Gratis

Vi piace recitare? siete istrionici e coraggiosi?

La Wineria (piazza Caneva 4) vi permette di mettervi alla prova il mercoledì sera...se superate la timidezza, il primo calice di vino ve lo offrono loro.

Ogni mercoledì infatti verrà scelto un film, chi se la sentirà di recitarne una parte dinanzi a tutti gli altri avventori, applausi o meno del pubblico, riceverà come ricompensa alla performance un buon calice di vino.

Non siate timidi, dopotutto potete sempre dare la colpa al vino!

Una serata da calici alzati e applausi a scena aperta!

@Redazione

In Mostra al Mudec i Paradisi di Gauguin

I meravigliosi e lussureggianti paesaggi della Polinesia, le donne dagli abiti variopinti e dai lunghi capelli neri, ritratti da Gauguin nel suo volontario e definitivo esilio a Tahiti sono in mostra dal 28 ottobre al Mudec, il Museo delle Culture di Milano.

In mostra i dipinti, circa settanta, provengono da 12 musei e altrettante collezioni private, ma anche manufatti, oggetti, immagini che raccontano i luoghi in cui Paul Gauguin visse e da cui trasse ispirazione per le sue tele e per il suo lavoro: l’arte popolare bretone, il fascino dell’antico Egitto, la cultura Inca, quella peruviana, la Cambogia, Java ed infine Tahiti.

Un confronto e uno scambio continuo tra l'artista e la sua formazione culturale europea e invece il primitivismo, che poi contraddistingue le sue tele, legato alla cultura popolare.

La mostra è curata da Line Clausen Pedersen e Flemming Friborg, rispettivamente curatrice del Dipartimento di Arte Francese e Direttore della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen.


@Antonietta Usardi

Blind Date per Abbado al Teatro Libero di Milano

Andrea Pedrinelli porta sul palcoscenico del teatro Libero di Milano un omaggio a Claudio Abbado il 15 e il 16 ottobre.

Da un lato, tramite brevi testi e interviste del Maestro, letti senza ambizioni attoriali da un giornalista-testimone, tenere viva la fortissima istanza etica che ha animato Abbado da musicista; ma anche, e soprattutto, da educatore, operatore culturale, uomo di cultura: che cercava di aiutare il suo Paese a farne.

Dall’altro lato, proponendo brani di musica colta diretti da Abbado stesso, ripresi da dischi originali Sony Classical e trasmessi al buio, si vogliono diffondere sia la sua arte che la bellezza della musica incisa e diffusa al suo meglio. In modo da stimolare il pubblico non solo a riscoprire Abbado, ma anche l’oggetto disco in sé. 



E, perché no?, tramite la scaletta dei brani, pure la storia e gli autori della musica classica.


@Redazione