venerdì 25 marzo 2016

Bruciori di Stomaco in Famiglia al Filodrammatici

Sul palco del Teatro Filodrammatici va in scena lo spettacolo “N.E.R.D.S. – SINTOMI” per la regia di Bruno Fornasari

In occasione del 50° anniversario di nozze dei genitori i figli Nico, Enri, Robi e Dani, organizzano in un agriturismo i festeggiamenti con la torta nuziale, le fotografie degli sposini, i discorsi dei figli e tutti i parenti riuniti. 

Sembra tutto perfetto, il parco dell’agriturismo è stato recintato per tenere lontani gli stranieri che potrebbero infastidire gli ospiti, il rinfresco è ben cadenzato negli orari, ci sono le paperelle nel laghetto. 

Ma si percepisce subito che sotto le apparenze di questo gruppo, con i propri egoismi e segreti, ci sono tensioni e bombe inesplose pronte a detonare alla minima scintilla. 

Poco prima di mezzogiorno, ad un’ora dall’inizio del pranzo, arriva un ospite inatteso che rompe immediatamente la quiete apparente provocando un vero e proprio delirio, un incubo per i quattro fratelli, con bruciori di stomaco, rabbia repressa, frustrazioni e paure, come se il vero nemico da sconfiggere li avesse ormai raggiunti. 

N.E.R.D. in medicina è l’acronimo per Non Erosive Reflux Desease, il classico bruciore di stomaco fastidioso ma innocuo. 

Tutto quanto non si riesce ad affrontare, a fare e dire fino in fondo, finisce per sedimentare, strato su strato, bloccando le vie di fuga e aumentando la pressione quotidiana fino ad accorgersi che non esiste una strategia di sopravvivenza: da qui nascono i reflussi, i bruciori che si espandono nel petto, insieme a tutti i ricordi e pensieri passati che si affollano attorno al cuore. 

Lo spettacolo è una commedia dal cuore nero che parte dal modello rassicurante della famiglia come paradigma di una società sana che nasconde il rovescio della medaglia: una generazione emotivamente e culturalmente instabile, che cerca di liberarsi di paure e inquietudini contemporanee, sperando di rimandare il futuro che appare ancora incredibilmente sfuocato per conquistarsi, invece, un presente a lunga scadenza. 

@Stefania Cappelletti

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