lunedì 18 aprile 2016

Alla Permanente la Logica dell’Approssimazione

Fino al 12 settembre la Permanente ospita la mostra “La logica dell’approssimazione nell’arte e nella vita”, curata da Aldo Colonetti e Gillo Dorfles, in occasione della XXI Esposizione Triennale “Design after Design”

Gillo Dorfles scriveva nel 1951:“Viviamo in mezzo all’approssimazione, diremmo quasi che senza approssimazione la nostra vita diventerebbe impossibile, e ancora maggiormente la nostra arte”. 

La mostra indaga quali sono stati i cambiamenti come sono avvenuti rispetto a questa affermazione. Trasformazioni produttive, utilizzo di nuovi materiali e soprattutto l’introduzione di nuove tecnologie hanno cambiato il nostro modo di vedere e progettare il mondo: Gillo Dorfles ha sempre unito la dimensione estetica e l’esistenza reale ed empirica delle “cose”, da cui è necessario partire per costruire il “nuovo”. 

Approssimazione intesa quindi come valore su cui si fondano i diversi linguaggi espressivi, dalle arti visive al design, dall’architettura alla moda, dalla musica alla letteratura, fino ad arrivare alla cucina, la mostra espone oggetti che accompagnano la nostra esistenza quotidiana. 

Blumerandfriends ha curato l’allestimento della mostra creando una vera e propria esperienza multisensoriale, un’installazione giocata sulla geometria frattale e sui riflessi. 

Tra le altre sono esposte opere di Marcel Duchamp, Piero Manzoni, Arnaldo Pomodoro, Gabriele Basilico, Ugo Mulas; progetti di Mario Botta, Giancarlo Iliprandi, Alberto Meda, Renzo Piano, Denis Santachiara, Studio Azzurro; alcuni prodotti di Elio Fiorucci, un inedito di John Cage e la ricetta originale del risotto con la foglia d’oro dello chef Gualtiero Marchesi

Blumerandfriends ha inoltre individuato alcuni oggetti, in apparenza banali, ma fondamentali per la nostra vita, che quotidianamente ci circondano: dal semplice metro alla matita, dal post-it alla scopa, fino alla falce su cui Enzo Mari lavorò come una sorta di entomologo. 

L’approssimazione, l’imperfezione pongono le basi per una progressiva ricerca della “perfezione”: l’estetica delle cose si fonda sul ruolo centrale e determinante dell’essere umano. 

@Stefania Cappelletti

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