lunedì 24 ottobre 2016

Frida K. Il Libero Racconta la Parabola Umana e Artistica di Frida Kahlo

La storia, unica, sfortunata, epica e formidabile di Frida Kahlo, la pittrice messicana, figura iconica della pittura del Novecento, debutta questa sera al teatro Libero.

In “Frida K” di Giorni Dispari Teatro, Serena Nardi sceglie di ridare voce a Frida Kahlo nella dialettica costante con la morte, quell'alter ego, che fu, per lei, dallo spaventoso incidente occorsole quando aveva soli 18 anni, fino al letto d'agonia, da dove, dopo molti anni e ancor più indicibili sofferenze fisiche e psichiche, scriveva: “Aspetto con gioia la partenza. E spero di non tornare mai più”.

Le sue lettere, le sue poesie, brani tratti dal suo diario vengono portate in scena per ripercorrere le differenti stagioni di questa presenza terribile nella vita di  Frida:  ogni figlio abortito da quel ventre così martoriato da non poter più generare;  ogni tentativo di suicidio andato a vuoto, perché la vita in lei era così forte da non volerla lasciar andare;  ogni volta che ha desiderato di morire per l'ennesimo tradimento da parte dell’uomo della sua vita e, ancor più, dei suoi sogni pur sempre infranti.

Ma neppure questo è bastato. Se alla fine, infatti, quel corpo martoriato è stato liberato, la voce dell'artista, invece, sembra condannata all'eterno racconto di quel suo mondo fatto di solitudine, immobilità, energia, colori esplosivi, desiderio di bianco, ironia, sarcasmo e lacrime tanto irrefrenabili quanto trattenuto fu il suo sorriso beffardo: “Ti rido in faccia, morte. E respiro. Respiro la vita che sono”.

Fino al 30 ottobre.

@Redazione

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