martedì 31 maggio 2016

Dramatrà. Gli Appuntamenti di Giugno

Un ricco giugno con gli appuntamenti di Dramatrà, la città in scena, un modo insolito e divertente per conoscere lati sconosciuti di Milano attraverso i suoi protagonisti.

5 giugno. INDOVINA CHI VIENE A CASA. Museo Bagatti Valsecchi
Vi è mai capitato di essere accompagnati tra le stanze di un'autentica casa museo, dal proprietario di casa in persona?
Fausto e la sua portinaia, vi guideranno alla scoperta di questo gioiello nascosto tra le vie del centro, tra collezioni, storie familiari, d'amore e di coraggio, tra il Medioevo e la prima Guerra Mondiale.
2 turni: ORE 14 - ORE 16

10 e 24 giugno.SOPRA I TETTI COME I GATTI. Highline Galleria
L'architetto Giuseppe Mengoni vi aspetta per rivivere la grande inaugurazione del 1877.
Insieme a lui la contessa Clara Maffei, regina dei salotti milanesi, pronta a raccontarvi la storia dell'epoca.
Scoprirete la storia della Galleria dalla posa della prima pietra ad oggi, mentre ammirerete il più bel panorama della città: le guglie del Duomo al tramonto.
ORE 20.30

11 giugno. STORIE D'ACQUA DOLCE. I Navigli.Viale Gorizia 30
Gea e Amerigo sono nati in questo quartiere, nelle orecchie hanno lo scorrere del naviglio, negli occhi le case di ringhiera. Due fratelli, due venditori di storie, due personaggi un po' onirici che sapranno farvi rivivere il quartiere più artistico e romantico della città.
Se aveste una lira, non la investireste per ascoltare una storia dimenticata?I luoghi che circondano i Navigli sono come tanti piccoli tasselli di un solo mosaico, tutti però legati da un unico elemento: l'acqua.
2 turni: ORE 14.30 - ORE 17

Info e prenotazioni INFO@DRAMATRA.IT - 3401127035

@Angela Pastore

Triennale e Palazzo Reale. Sconti Incrociati per l'Estate

Palazzo Reale e La Triennale, in occasione della XXI Esposizione Internazionale intitolata "21st Century. Design After Design", si mettono in rete per offrire ai propri visitatori reciproci sconti alle mostre in corso.

A partire da oggi e fino al 12 settembre, data di chiusura dell'Esposizione, chi si presenterà con il biglietto d'ingresso alla XXI Triennale alla biglietteria delle mostre di Palazzo Reale "Umberto Boccioni. (1882 – 1916) Genio e memoria" (fino al 10 luglio 2016) e "Studio azzurro. Immagini sensibili" (aperta fino al 4 settembre 2016) potrà accedere alle mostre con biglietto ridotto.

Ugualmente, i visitatori che si presenteranno in Triennale con il biglietto d'ingresso a una delle due mostre di Palazzo Reale sopra indicate potranno accedere con tariffa ridotta alle 19 diverse sedi che ospitano le 20 mostre della XXI Esposizione, allestite fino al 12 settembre 2016.

@Redazione

lunedì 30 maggio 2016

La Boheme. Mimì e Rodolfo al Manzoni

Appuntamento con la lirica e il bel canto al Manzoni di Milano con l'allestimento di Bohème, proposto da Sold out, il prossimo 6 giugno.

La Bohème, dramma lirico in quattro quadri di Giacomo Puccini, racconta la vita, "gaia e terribile", e gli amori di quattro giovani nella Parigi del 1830.

Nell'opera si dipanano le storie d'amore fra Marcello, pittore e Musetta e fra Rodolfo, pittore e Mimi, che per vivere ricama fiori. 

Obiettivo di Sold Out è portare l’opera fuori dai canoni tradizionali, offrendo la possibilità di assistere ad un genere come l’opera a un maggior numero di appassionati e avvicinare nuovo pubblico.

@Redazione

Nascondigli. Al Teatro Libero la Compagnia Fenice dei Rifiuti

Loro sono Benjamin e Violetta e dal palcoscenico raccontano al mondo il loro amore...fino a qui potrebbero essere due Romeo e Giulietta qualunque, ed invece sono un cartone animato e il personaggio di una Soap.

La compagnia Fenice dei Rifiuti porta in scena dal 31 maggio al 7 giugno al Libero Nascondigli, scritto, diretto ed interpretato da Michela Giudici e Alessandro Veronese.

Lui è Benjamin Price, portiere della New Team, meglio conosciuto come Benji, protagonista della serie animata “Holly e Benji” in voga negli anni ’80 e ’90.

Lei è Violetta Castillo, un'adolescente protagonista dell’omonima telenovela argentina tanto in voga in questi anni.

Può esistere amore tra un cartone animato e il personaggio di una soap?

Si direbbe di no ma per Benji e Violetta, che per l’anagrafe si chiamano Michele e Alessandra, non sembrano esserci problemi: reclusi nel reparto psichiatrico di un ospedale, raccontano al pubblico il più puro degli amori, sognando la fuga lontano da tutti.. se non fosse che Michele è vicino ai quaranta e Alessandra, invece, ne ha quindici.

@Antonietta Usardi

Money Transfer. Humor Nero e Finanza

Money Monster è un film di Jodie Foster che ci catapulta all’interno di uno show televisivo diverso da quelli cui siamo abituati: tratta di finanza e in particolar modo, suggerisce al pubblico i migliori investimenti.

Lo show è condotto da Lee Gates (George Clooney) che viene bruscamente interrotto dall’entrata in scena di un giovane investitore –Kyle Budwell- che, a causa di un suggerimento errato dato durate una delle trasmissioni di Gates, ha perso tutti i suoi averi.
Infuriato, si presenta armato di pistola e costringe il conduttore ad indossare un giubbotto carico di esplosivo minacciandolo di far saltare in aria tutto.

Gates supportato tramite auricolare dalla regista Patty (Julia Roberts), riesce a gestire la situazione fino a portare il ragazzo ad un dialogo volto a trovare le risposte che cerca.
In questa sorta di “cooperazione” molti colpi di scena verranno alla luce portando così sul grande schermo i grossi scandali che si celavano dietro determinati investimenti.

Money Monster se all’inizio può apparire un film poco sensato, è in realtà un film interessante e con diversi punti su cui riflettere.
Sarcastico e condito da un frizzate humour nero, è in grado di smorzare la tensione data dalla situazione, riuscendo così anche ad essere ironico e molto originale.

@Cecilia Carbonaro

All'Oberdan Omaggio a Gallini con Viaggio al Termine della Notte

Serata speciale allo Spazio Oberdan Milano martedì 31 maggio con Fondazione Cineteca Italiana.

Verrà proposta un appuntamento speciale realizzato in collaborazione con l’Associazione Pietro Mongini (promotrice dell'iniziativa) e gli Amici del Loggione del Teatro alla Scala, che rientra fra le tre giornate dedicate al Maestro Giorgio Gaslini.

In programma ad ingresso libero un’opera sperimentale di grande interesse firmata da Francesco Leprino (presente in sala) a partire dallo spettacolo-concerto proposto da Gaslini al Teatro Dal Verme di Milano nel 2008. Il film è una rivisitazione de La notte di Antonioni ottenuta utilizzando solo immagini e sequenze mute del capolavoro del grande regista, accompagnate dalla musica di Gaslini.

@Redazione

Mario Cresci in Mostra al Castello

Le Sale dell’Antico Ospedale Spagnolo al Castello Sforzesco ospitano fino al 25 settembre e con ingresso libero la personale di Mario Cresci “in aliam figuram mutare. Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo”.

La mostra si snoda attraverso diverse fasi progettuali che corrispondono, ognuna, a gruppi di immagini realizzate da Cresci sulla Pietà Rondanini, ripresa nello storico allestimento della Sala degli Scarlioni e successivamente nelle nuove prospettive offerte dallo spostamento nell’Ospedale Spagnolo.

In occasione dell’esposizione, Cresci ha donato al Civico Archivio Fotografico di Milano una serie di quaranta stampe fotografiche relative all’intero progetto, contribuendo così a incrementare il considerevole e importante patrimonio dell’Istituto.

Il Civico Archivio Fotografico, fondato nel 1933 al Castello Sforzesco, conserva 850.000 fotografie originali databili dal 1840 ai giorni nostri, preziose testimonianze della storia del mezzo fotografico ma anche del patrimonio artistico milanese, italiano ed europeo, della storia sociale e politica, delle esplorazioni e dei viaggi nel vicino e lontano Oriente. (http://archiviofotografico.milanocastello.it/ )

L’artista

Mario Cresci (Chiavari, 1942) fin dagli anni Sessanta è autore di opere eclettiche caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, l’esperienza video, le installazioni. Tra i primi autori in Italia ad applicare la cultura del progetto coniugandola alla sperimentazione sui linguaggi visivi, attribuendo alla funzione del mezzo fotografico una valenza opposta a quella di conferma di veridicità del reale.

@Redazione

venerdì 27 maggio 2016

Una Paura Blu al Pim Off

Il 30 maggio sul palcoscenico del Teatro Pim Off va in scena lo spettacolo “Peurbleu” per la regia di Carlo Massari e Chiara Taviani

Una donna è costretta ad entrare dieci volte in un supermercato per evitare di bagnarsi sotto la pioggia, ma l’undicesima volta si ritrova coinvolta in un dramma, in un attentato. 

Lo spettacolo racconta e traccia il momento in cui la donna prova una fifa blu: di morire, di sopravvivere, di ricordare, di dimenticare tutto troppo in fretta, di non provare più una cosa simile, di non essere in grado di raccontare i fatti alla polizia, paura di colpevolizzarsi e di colpevolizzare gli altri. 

Una lunga negoziazione con un passamontagna e con se stessi per convincere qualcuno di qualche cosa. 

Non si sa chi e non si sa che cosa? Chi è la vittima e chi il carnefice? E’ uno scherzo del destino che ci colloca nel posto sbagliato al momento sbagliato o siamo noi stessi i terroristi? 

La protagonista vola, letteralmente, tra un reparto e l’altro in una piccola frazione di tempo che sembra però durare un’eternità. 

@Stefania Cappelletti

I Sessant’Anni del Grattacielo Pirelli

In occasione della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, il Grattacielo Pirelli ospita la mostra “Le età del Grattacielo. Il Pirelli a sessant’anni dalla posa della prima pietra”. 

Nato in un sito industriale dismesso dalla creatività innovativa di Gio Ponti e Pier Luigi Nervi e realizzato dall’impresa Bonomi in collaborazione con Comolli e Silce, il grattacielo Pirelli rappresenta architettonicamente il razionalismo italiano. 

Il “Pirellone”, come è stato soprannominato, ha una storia ricca di avventure e anche di momenti drammatici. 

Dal 1958 al 1966 detenne il record di palazzo più alto d’Europa, finché non venne costruito il Tour du Midi a Bruxelles. 

Divenne punto di riferimento del territorio lombardo quando, nel 1978, nell’edificio si stabilì la sede della regione Lombardia. 

Tornò tristemente alla ribalta con il tragico incidente all’inizio del millennio quando, nel 2002, un aereo da turismo si schiantò contro il 26° piano dell’edificio: oltre al lutto per le tre vittime, la situazione spinse ad una riflessione sul suo futuro e sul suo “corpo” ferito. 

La mostra è allestita proprio al piano che fu coinvolto dall’incidente aereo che ospita il “Luogo della memoria”, dedicato alle due donne morte nell’impatto: attraverso le immagini e i materiali originali, viene ricostruita la sua storia e si ricorda come, nonostante i suoi sessant’anni d’età, rappresenti ancora un’icona dell’architettura moderna mondiale.

L’esposizione è promossa dalla Triennale di Milano, dal Consiglio Regionale della Lombardia e dalla XXI Esposizione Internazionale della Triennale

Ingresso gratuito su prenotazione. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 26 maggio 2016

Acciaio Liquido al Teatro Out Off

Fino al 29 maggio il Teatro Out Off apre il sipario sullo spettacolo scritto da Marco Di Stefano e diretto da Lara Franceschetti dal titolo “Acciaio Liquido”. 

La trama nasce da un fatto realmente accaduto: nel 2007 a Torino si scatena un violento incendio in un’acciaieria in cui perdono la vita sette operai; una tragedia che scuote nel profondo l’Italia. 

Una disgrazia figlia di una logica imprenditoriale che rincorre senza freni il profitto, di una burocrazia ottusa e inutile e di leggi sulla sicurezza spesso volutamente ignorate. 

A processo finiscono sei dirigenti che vengono condannati al massimo della pena; il gruppo siderurgico, nel tentativo di evitare che i parenti delle vittime si costituiscano parte civile e cercando di avere uno sconto di pena, offrono una cifra esorbitante, mai sentita in un processo penale del lavoro, per risarcire le famiglie; ma il tentativo fallisce miseramente. 

La rappresentazione teatrale è suddivisa in 5 blocchi e mostra le due facce di ogni soggetto preso in esame, quello ufficiale e quello umano, intervallando la recitazione con alcuni frammenti della sentenza. 

Operai, dirigenti, familiari, giustizia, tutti sono raggruppati su una grande giostra il cui moto continuo svela i diversi volti, lo “Yin-Jang” di ognuno, sottolineando come la verità non sia qualcosa di univoco ma di inafferrabile. 

Lo spettacolo mostra, attraverso la messinscena, i diversi gradi del processo: la sentenza di primo, secondo grado e cassazione; le incoerenze di un organo che si dimostra profondamente immobile e rigido in schemi prefissati che non permette alla giustizia di essere giusta in quanto, per decifrare una materia tanto ampia e delicata come l’insicurezza e la paura degli uomini, l’unico parametro che andrebbe preso in considerazione è quello umano. 

La verità si fa dubbio, le risposte svaniscono, rimangono le vite spezzate di quattordici uomini, sette morti e sette vivi, e l’immagine triste dell’uomo contemporaneo, fragile, impaurito, che vive immobilizzato dalla Paura. 

@Stefania Cappelletti

L’Uomo di Christian Zucconi da Costantini Art Gallery

Fino al 9 luglio la Costantini Art Gallery, via Crema 8, presenta la mostra “Nocturno”, personale dello scultore Christian Zucconi.

Il corpo umano e la sua percezione sono da sempre due tematiche care all’artista piacentino che, dopo due anni di silenzio espositivo, si mostra nuovamente al pubblico con questa mostra in cui i suoi lavori, in travertino persiano rosso, lucidati a terra, richiamano la peculiarità della carne delle statue disposte sia in figure singole che in gruppi in pose scenografiche, quasi teatrali. 

La sua ricerca poetica, partita da un ambito religioso e mitologico, si è via via orientata verso una scelta visiva più moderna, con un approccio estetico che ha dato vita a figure plastiche ferite o amputate che rievocano il quotidiano logorio della mente umana. 

Il percorso si sviluppa tra interpretazioni artistiche rappresentanti la sfera sacrale come “Cena in Emmaus” e rappresentazioni di una modernità dissacrante come “Amelia”. 

Le opere di Zucconi mostrano come nella società odierna l’uomo sia diventato sempre più una figura frammentata a livello psicologico, sessuale e culturale. 

@Stefania Cappelletti

Il Mic omaggia Prince

Solo per oggi, 26 maggio, il Mic rende omaggio a Prince, il re del pop mancato lo scorso 21 aprile. 

Tre i film in programma per ricordare il leggendario e iconico artista che ha arricchito la musica degli anni ’80 con le sue canzoni. 

Si inizia alle 16:30 con la proiezione del primo “Batman” cinematografico, firmato da Tim Burton nel 1989: per il film Prince creò un vero e proprio album di canzoni, prodotto dalla Warner Bros, che uscì in contemporanea alle musiche originali di Danny Elfman. 

Segue alle 19 il film diretto da Prince stesso, “Prince Sign o’ the Time”, le riprese di un concerto del 1987 al Rotterdam Music Hall, con undici brani tratti dall’album omonimo. 

L’omaggio si chiude con il film del 1984 di Albert Magnoli, (il regista del videoclip della celebre “Batdance”) “Purple Rain” in cui Prince non solo ha composto la colonna sonora, ma interpreta anche Kid, un cantante di colore in crisi tra i successi nel lavoro, una famiglia opprimente e l’amore per la bella Apollonia. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 25 maggio 2016

Lo Spazio Oberdan Presenta LongTake

Il 26 maggio allo Spazio Oberdan viene presentato il progetto LongTake, un dizionario del cinema online realizzato da un team di redattori specializzati che hanno composto oltre 22.000 schede, recensioni nate da riflessioni collettive, dai titoli del passato a quelli presenti in sala, dai film di prossima uscita a quelli proposti nei festival più importanti, garantendo, inoltre, un aggiornamento costante. 

Ma, se ciò non bastasse, LongTake è anche un social network dedicato alla settima arte dove gli utenti potranno iscriversi gratuitamente e votare i film, tenere un diario delle proprie visioni, scrivere recensioni che potranno essere proposte alla redazione, commentare e condividere con i propri amici i titoli più caldi del momento. 

Un unico spazio in cui i contenuti convivono con la dimensione interattiva, permettendo un'esperienza cinematografica a 360°. 

Per promuovere questo progetto lo Spazio Oberdan ha programmato una serata particolare in cui verrà proiettato un capolavoro assoluto della comicità: “La guerra lampo dei fratelli Marx” del 1933. 

Al termine della serata, verso le 20, sarà offerto un buffet a tutti i partecipanti. 

@Stefania Cappelletti

Eleonora Duse al Teatro No’hma

Elena Bucci, regista e interprete, il 25 e il 26 maggio porta sul palcoscenico dello Spazio Teatro No’hma lo spettacolo “Non sentire il male. Dedicato a Eleonora Duse” per il ciclo “La bellezza”. 

Un monologo emozionante racconta la vita, gli amori e l’arte della Divina Eleonora, attrice e capocomica vissuta tra l’800 e il ‘900; un’artista straordinaria che con il suo agire ha rivoluzionato e sconvolto il teatro di quel periodo. 

Elena Bucci attraverso frammenti di vita ci racconta l’esistenza vorticosa della Duse fino ad arrivare all’immagine centrale dello spettacolo: il momento in cui la grande attrice, malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio nella “Figlia di Iorio”, interpreta tutte le parti e tutte le scene davanti all’amica Matilde Serao, in un atto di assoluta libertà. 

Uno spettacolo intimo, profonda, arricchito dalla straordinaria prova della Bucci

Ingresso libero fino ad esaurimento posti 

@Stefania Cappelletti

Marina Carboni allo Spazio Tadini

Fino al 24 giugno la Casa Museo Spazio Tadini, via Niccolò Jommelli 24, fondata da Francesco Tadini e Melina Scalise, ospita la mostra “Marina Carboni. La sintesi del cerchio”. 

L’artista, originaria di Genova, espone per la prima volta a Milano i suoi ultimi lavori regalando al visitatore un percorso tra visioni oniriche, paesaggi e ritratti che portano in un’altra dimensione. 

Le opere di Marina Carboni raccontano un mondo che è costantemente mutevole, fluido, non esiste uno spazio definito in cui collocare un paesaggio o una figura, le forme si sformano e la prospettiva si rovescia confondendo il cielo con la terra. 

In questa frammentazione di forme, nella loro variazione, nella sovrapposizione di spazio e tempo, prospettive e trasparenze, Marina Carboni riesce a creare un linguaggio armonico, ammaliante, che attrae il visitatore dandogli la sensazione di entrare nelle tele dell’artista. 

Le opere di Marina Carboni sono un’esperienza emozionale che culmina nella percezione di una totalità e di un’armonia: non esistono cesure nette, il nero sfuma nel grigio fino a fondersi nei gialli caldi di un sole, nei bruni della terra, negli azzurri di un cielo e nella trasparenza dell’acqua; plasma, seguendo il suo inconscio creativo femminile, gli elementi, la terra, l’acqua, il cielo e il fuoco. 

L’artista non si firma con il nome, ma con un simbolo carico di significati: il cerchio; in ogni sua opera, in maniera più o meno evidente, è presente il cerchio a rappresentare come, nonostante il continuo divenire, esiste un ciclo che è sintesi di perfezione assoluta; il cerchio è contemporaneamente punto d’inizio e di fine perché ogni fine porta in sé il seme di un nuovo inizio. 

@Stefania Cappelletti

lunedì 23 maggio 2016

Carlo Ramous a Villa Arconati

Fino al 23 ottobre Villa Arconati a Bollate ospita la mostra dedicata ad uno tra i più significati scultori italiani della seconda metà del XX secolo: l’artista milanese Carlo Ramous

Dopo i primi lavori eseguiti in terracotta e gesso, Carlo Ramous decide che il suo materiale d’elezione è il bronzo, almeno fino agli anni Settanta quando per le sue sculture utilizzerà il ferro e l’acciaio. 

Fra le sue opere le più celebri sono “Gesto per la libertà” (1972) collocata in piazza della Conciliazione a Milano, “Arco” (1972) e “Timpano” (1973) esposte nel giardino della Triennale; ma le sue sculture sono sparse in tutti il mondo, da Roma a New York, da Venezia a Chiba City in Giappone. 

Nel cortile d’onore di Villa Arconati, la piccola Versailles lombarda, la Fondazione Augusto Rancilio ha collocato otto bronzi, risalenti agli anni Sessanta, nei quali Ramous presenta un’originale e personale declinazione del linguaggio informale, indagando nel profondo la materia, e cinque grandi composizioni, realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta, in cui le forme sono diventate sintetiche ed essenziali. 

@Stefania Cappelletti

Al Teatro della Cooperativa l’Amico degli Eroi

Dal 23 al 28 maggio il Teatro della Cooperativa presenta lo spettacolo di Giulio CavalliL’amico degli eroi. Parole, opere e omissioni di Marcello Dell’Utri”, una produzione Teatro Civile Festival di Legambiente e libera contribuzione di cittadini

Lo spettacolo è liberamente tratto dalle vicende giudiziarie di Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi e lo “stalliere” Vittorio Mangano

Cavalli racconta la storia (dis)umana di un giovane siciliano che nella sua arrampicata sociale decide di farre da anello di congiunzione tra l’imprenditoria milanese estrema e la mafia siciliana, riuscendo a manovrare le situazioni in modo tale da passare indenne al cambio dei vertici mafiosi e di quelli politici. 

Fino alla condanna per concorso esterno in associazione mafiosa che riconosce Dell’Utri un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra. 

Non si può comprendere completamente la storia d’Italia degli ultimi anni ignorando la vicenda giudiziaria di Marcello Dell’Utri

Lo spettacolo è accompagnato dalle musiche di Cisco Bellotti

@Stefania Cappelletti

Gifuni Recita Camus al Franco Parenti

Dal 24 al 27 maggio Fabrizio Gifuni porta sul palco del Teatro Franco Parenti il reading “Lo Straniero. Un’intervista impossibile” tratto da “L’etranger” di Albert Camus

Partendo dal romanzo cardine dell’esistenzialismo, Gifuni spinge lo spettatore a scoprire l’assurdità del destino e l’estraneità al mondo; obbligato ad ammettere e accettare che qualsiasi scelta si rivela inadeguata, l’uomo scopre di essere straniero a se stesso e si ritrova paralizzato nell’affrontare la vita.  
Uno spettacolo scandito non solo dalla parola ma anche dalla musica, con brani musicali liberamente ispirati al romanzo tra cui “Killing an Arab” dei Cure e “The Stranger” dei Tuxedomoon. 

La scena è uno spazio neutro, con un’unica, intensa, fonte di luce da cui si staglia la figura di Fabrizio Gifuni, non nuovo a trasposizioni teatrali di importanti testi letterari. 

Ma, in questo lavoro, in cui rimane immobile tra le aste dei microfoni, Gifuni amplifica la tensione e sottolinea nella scelta dei timbri vocalici, dei toni, come la “carne” della letteratura risieda tutta nella voce, che diventa momento di creazione. 

@Stefania Cappelletti

Wow Spazio Fumetto Ospita Tuono Pettinato

Fino al 19 giugno Wow Spazio Fumetto ospita la mostra “Tuonèide. Le straordinarie avventure di Tuono Pettinato, fumettista”. 

Un viaggio nel mondo di uno tra i più quotati autori di fumetto italiani, Andrea Paggiaro: 20 quaderni di lavorazione, 30 bozzetti e 60 tavole originali raccontano la vita e il lavoro di questo giovane artista.  

La mostra è suddivisa in diverse sezioni dal concept del fumetto fino alla sua realizzazione, approfondendo i vari generi toccati da Tuono nel corso della sua attività, dalla fiction alla biografia.

I fumetti di Tuono sono caratterizzati da uno stile inconfondibile, che riesce ad adattarsi sia ad un registro comico che alla satira più nera, non rinunciando ad apparire lui stesso all’interno delle sue storie. 

Proprio per questo a condurre il visitatore nel percorso espositivo è proprio lui, Tuono, aiutandolo a comprendere il “caos di una mente in ebollizione”, guidandolo all’interno delle sezioni. 

Ogni sezione è aperta da un testo scritto da esperti del settore, nonché amici di Tuono, come l’editor e saggista Andrea Plazzi o il docente, saggista e direttore di Fumettologica, Matteo Stefanelli, e il direttore del CNR, Roberto Natalini

Nella sua carriera Tuono si è confrontato anche con personaggi come Galileo Galilei, Giuseppe Garibaldi e Kurt Cobain, affrontandoli da un punto di vista inedito, libero dall’aura mitica che li circonda in quanto giganti della Storia e dell’Arte: le sue biografie sono uniche, anche grazie alla sua abilità di tracciare volti più che celebri caratterizzandolo con pochi tratti di matita. 

Una sezione è dedicata alla scienza in quanto Tuono non solo ha raccontato la vita di Alan Turing, ma ha anche collaborato con la storia “OraMai” alla rivista Lucca Comics&Science, dedicata ai misteri del tempo e nata da una visita al CERN di Ginevra. 

Le opere di Tuono sono, inoltre, accompagnate da omaggi realizzati dai suoi compagni di avventura come LRNZ, Dr. Pira, Maicol&Mirco e Ratigher

Ingresso gratuito. 

@Stefania Cappelletti

A Doppio Senso. Una Bipersonale a Casa Testori

Casa Testori ospita la bipersonale A Doppio Senso, che vede protagonisti i lavori di Andrea Bianconi e Matteo Negri.

Andrea Bianconi. You and Myself. Performance 2006 -2016
Andrea Bianconi porta a Casa Testori la documentazione spettacolare di dieci anni di performance da lui realizzate in tutto il mondo. Grandi proiezioni filmate che ripercorrono l'intero iter suo performativo: Bianconi non si pone stretti limiti disciplinari, regole, gerarchie, se non quelli di aprirsi all'altro, al pubblico, per destare stupore, incredulità, interrogativi. Spesso, la performance di Bianconi ha a che fare con una sorta di "divertimento artistico": è una gag, una serie di gesti apparentemente gratuiti, di risibili azioni ludiche. Bianconi realizzerà anche una performance immaginata ad hoc per Casa Testori, che verrà ripetuta più volte durante il periodo espositivo.


Matteo Negri. Splendida villa con giardino, viste incantevoli
Matteo Negri occupa le stanze affacciate sul giardino al piano terra della Casa, con sei interventi scultorei site specific. Negri ribalta il punto di vista e le modalità di fruizione del luogo: le opere ospitate nelle stanze della casa infatti saranno visibili solo dall'’esterno, attraverso scalette progettate ad hoc, spingendo il visitatore ad affacciarsi su scenari sorprendenti allestiti nelle stanze.

@Redazione

venerdì 20 maggio 2016

Viaggio al Buio negli Inferni di Buzzatiin

Fino al 29 maggio il Teatro al buio dell’Istituto dei ciechi di Milano presenta “Viaggio agli inferni del secolo” per la regia di  Gianfelice Facchetti e Lorenzo Viganò.

Lo spettacolo è tratto da un racconto scritto da Dino Buzzati ispirato dalla visita alla metropolitana di Milano nel 1964, durante i lavori di scavo nella stazione di piazza Amendola; qui, lo scrittore, scopre una piccola porticina che si apre sull’inferno. 

Autorizzato dal suo giornale, sottointeso il Corriere della Sera per cui Buzzati scriveva, a varcare la soglia lo scrittore scopre un mondo identico a quello in cui viviamo con auto, luce elettrica, automobili, bar e cinema; un luogo ben diverso da quello raccontato dal sommo poeta, Dante, con persone in carne e ossa, vestite come noi, imprigionate in un gigantesco ingorgo di cui non si vede la fine. 

Qui troverà la signora Belzeboth che comanda non solo le “diavolesse” ma i destini dei dannati; e troverà anche la parte oscura di se stesso, la sua solitudine e la crudeltà di cui anche lui è capace. 

Gianfelice Facchetti e Stefano Covri portano sulla scena uno spettacolo rivisitato che dà rilievo alla voce, agli effetti sonori, una rappresentazione al buio in cui vengono stimolate tutte le sensazioni non legate alla vista. 

@Stefania Cappelletti

Michael Nyman Suona alla Gam

Il 20 maggio, in occasione di Piano City Milano, Michael Nyman si esibisce nella splendida cornice della Gam

Personalità eclettica nel mondo della musica e della cultura, pianista, scrittore, musicologo, ma anche fotografo e cineasta, Michael Nyman è considerato uno dei più versatili compositori della sua generazione, uno dei maestri indiscussi del minimalismo musicale. 

Celebre anche per alcune sue colonne sonore per film come “Lezioni di piano” di Jane Campion o “L’ultima tempesta” di Peter Greenaway

Per Piano City Milano Nyman ha elaborato una composizione originale creata per Milano, accompagnata da alcuni brani che lo hanno reso famoso, tra i quali le colonne sonore di “Le bianche tracce della vita”, “Gattaca” e “Wonderland”. 

Le meravigliose musiche dell’artista inglese saranno arricchite dalla proiezione di alcuni video tratti dalla raccolta “Cine Opera”: una serie di filmati girati dal Nyman durante i suoi numerosi viaggi in diverse parti del mondo negli ultimi vent’anni.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. 

@Stefania Cappelletti

Amore e Amianto al Teatro Verdi

Fino al 22 maggio al Teatro Verdi va in scena lo spettacolo di e con Ulderico PesceL’Italia dell’amianto”. 

E’ la storia di Nico e Maria, è la storia d’Italia che dalla Scala di Milano al Velodromo di Roma è segnata da un problema che ogni anno uccide 6.000 persone: l’amianto. 

Nico è un aspirante giornalista, figlio di un operaio della Breda di Milano che per lavoro ha maneggiato amianto fino ad ammalarsi di mesotelioma pleurico; Maria, giovane cantante lirica, vive davanti all’Ilva di Taranto. 

I due giovani, rincorrendosi per tutta Italia, conosceranno non solo diverse persone ma anche le loro storie, tra cui quella del siparista del teatro alla Scala, Enzo Mantovani, malato di cancro ai polmoni per colpa dell’amianto del sipario taglia fuoco che divideva la platea dal palcoscenico; Enzo non è l’unico ad essersi ammalato alla Scala per via dell’amianto: condividono con lui lo stesso destino altri 8 uomini, persino la soprano Edith Martelli. 

Nelle loro indagini Nico e Maria scoprono che, nonostante esistesse fin dal 1992 una legge che proibiva l’uso dell’amianto, in Scala gli ultimi materiali contenenti amianto sono stati eliminati solo poco prima dell’Expo 2015. 

La loro storia d’amore si svolge tra Monfalcone dove si fabbricano navi coibendate con l’amianto; a Balangero dove c’è la più grande cava d’amianto dell’intero continente; a Biancavilla, cittadina circondata da rocce ricche d’amianto; a Sesto San Giovanni tra le fabbriche Breda, Falk, Magneti Marelli, che fin dal Novecento hanno utilizzato l’amianto. 

@Stefania Cappelletti

Muybridge il Fotografo del Movimento da Creval

Fino al 1° ottobre la Galleria del Gruppo Credito Valtellinese ospita la mostra “Muybridge Recall” dedicata al fotografo che influenzò con le sue immagini Degas e gli artisti del suo tempo, anticipando la nascita del cinema. 

Di origini inglesi, Eadward Muybridge iniziò la sua attività fotografica immortalando la bellezza del Parco Nazionale di Yosemite, ma fu la curiosità di un uomo d’affari a spingerlo a sperimentare con l’apparecchio fotografico e a studiare come catturare sulla pellicola il movimento. 

Muybridge decide di verificare l’ipotesi secondo cui, nel galoppo, tutte e quattro le zampe del cavallo risultano contemporaneamente sollevate dal suolo: posiziona, quindi, lungo il percorso 24 fotocamere, i cui otturatori sono collegati ad altrettanti cavi, azionati dal cavallo durante il suo passaggio al galoppo; ottenne così una sequenza di immagini che documentavano con incredibile precisione il movimento del cavallo, dimostrando che per alcuni istanti l’intero corpo restava sollevato dal terreno. 

Queste immagini divennero presto famose e furono molti gli artisti, tra cui Degas, che compresero l’importanza della fotografia come strumento di documentazione della realtà rispetto alla sola capacità visiva. 

Dopo i cavalli, gli uccelli in volo, gli animali dello zoo di Philadelphia, Muybridge prese come soggetto l’uomo: subito divennero celebri i suoi nudi in movimento, fotografati su uno sfondo con una griglia disegnata, mentre correvano, salivano le scale o portavano secchi d’acqua. 

Grazie alla collaborazione con l’Università di Pennsylvania, il fotografo riuscì a costruire lo Zoopraxiscopio, uno strumento, simile allo Zoetropio, che consentiva di proiettare le immagini, rendendole così visibili ad un piccolo pubblico, mettendo così le basi per la nascita del cinema. 

Nel percorso espositivo è stato ricostruito il set che Muybridge usava per gli scatti in piano sequenza. 

La mostra è arricchita anche da due docufilm di Paolo Gioli, “L’assassino nudo” (1984) e “Piccolo film decomposto” (1986). 

Ingresso libero. 

@Stefania Cappelletti

martedì 17 maggio 2016

Casanova Arriva allo Studio Melato

Fino a domenica 29 maggio sul palco del Piccolo Teatro Studio Melato va in scena “Il ritorno di Casanova” tratto da Arthur Schnitlzer per la regia di Federico Tiezzi

Il grande amatore veneziano, compiuti 53 anni, ha un solo desiderio: tornare nella sua cara Venezia.

Organizza il viaggio, ma quando sembra che il suo sogno stia per realizzarsi un vecchio amico lo trascina in una nuova avventura nei pressi di Mantova. 

Qui Casanova incontra una giovane donna, Marcolina, che risveglia in lui i desideri di una volta. 

Ma Marcolina è altera, non si piega al suo fascino, anzi, lo guarda in modo glaciale e indifferente, gettandolo in uno stato di disperazione e facendolo sentire misero, vecchio e ormai incapace di sedurre. 

Casanova non accetta di essere rifiutato e compreso che Marcolina è invaghita di un bellimbusto, un certo sottotenente Lorenzi, si sostituisce a lui una notte, ottenendo così le attenzioni e l’amore della giovane fanciulla; ma al giungere del nuovo giorno la situazione precipita. 

Schnitzler, in questo suo capolavoro, rivela la tragicommedia della coscienza moderna, distaccata dai valori della tradizione, intenta solo a seguire i propri istinti e i propri falsi valori nel tentativo, inutile, di sottrarsi alla vecchiaia e alla morte. 

@Stefania Cappelletti

La Danza Immobile all'Elfo Puccini

Arriva all'Elfo Puccini la Danza Immobile di Manuel Scorza per la regia di Corrado Accordino.

Amore, amicizia e relazioni.

I rivoluzionari Santiago e Nicolàs operano scelte contrastanti. Nicolàs sceglie la rivoluzione, lascia Parigi e Francesca, la donna amata. Santiago resta, rinunciando alle armi. Ma scopre che Marie-Claire era innamorata proprio della sua identità di guerrigliero. L’amore tradisce, la causa politica pure.

Una storia che parla di amore e amicizia, gioia e dolore. Una storia che pone il dubbio della scelta. L'impegno politico da una parte e l'amore per una donna dall'altra. Due uomini, le cui vite s'inseguono, condizionandosi l'uno con l'altro. Fino all’ultimo incontro, fino alla resa dei conti, per un finale di partita che non lascia superstiti.

Lo spettacolo prende forma dal lavoro di riscrittura drammaturgica dell’omonimo romanzo di Manuel Scorza, uno degli scrittori latinoamericani più letti in tutto il mondo, noto soprattutto per il suo impegno politico.



@Redazione

Il Mic Rende Omaggio a Fabrice Luchini

Dal 17 al 29 maggio il Mic presenta la rassegna “La Comédie française: l’istrionico Fabrice Luchini”, omaggio al grande attore francese vincitore della Coppa Volpi per la Miglior interpretazione maschile alla 72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. 

Figlio di immigrati italiani, Luchini diventa Fabrice mentre lavora presso un parrucchiere di lusso vicino agli Champ – Elysées; a 17 anni decide di iniziare a seguire dei corsi di recitazione che gli permettono di avere i primi piccoli ruoli in alcuni film. 

La sua carriera, cinematografica e teatrale, è ricca di importanti collaborazioni tra cui quelle con registi del calibro di Claude Berri, Claude Lelouch, Patrice Leconte, François Ozon e Eric Rohmer, con cui ha un lungo e proficuo legame grazie al quale diventa enormemente popolare. 

Dodici i film in programma nella rassegna, compreso “La corte” (2015) con cui ha vinto a Venezia. 

A rappresentare il sodalizio tra Luchini e Rohmer due film “La moglie dell’aviatore” (1981) e “L’albero, il sindaco e la mediateca” (1993); il divertente “Consiglio di famiglia” (1986) con Fanny Ardant per la regia di Costa Gravas

Di dieci anni dopo il film di Claude Lelouch Uomini e donne: istruzioni per l’uso”, dove i destini di un industriale Don Giovanni e di un mancato attore si intrecciano. 

Tra i film degli ultimi anni il Mic ha selezionato per la rassegna “Confidenze troppo intime” (2003), “Le avventure galanti del giovane Molière” (2007) con Laura Morante, “Potiche –La bella statuina” (2010) con Gerard Depardieu e Catherine Deneuve

In programma anche i due film direttii da Philippe Le GuayLe donne del 6° piano” (2011) e “Molière in bicicletta" (2013). 

Infine “Nella casa” (2012) in cui è diretto da François Ozon dove intepreta un professore di letteratura alle prese con uno studente dotato di talento e “Gemma Bovary” (2014), film diretto dalla moglie Anne Fontaine”, tratto da Madame Bovary. 

@Stefania Cappelletti

lunedì 16 maggio 2016

The Bolaño Project al Litta

Secondo spettacolo internazionale e seconda co-produzione targata Apache in questo 2016: dopo la Tunisia, tocca a uno dei gruppi più interessanti della nuova scena austriaca – che sarà a Milano grazie alla collaborazione con BRUT, centro viennese all’avanguardia nelle arti performative partner della terza stagione di Apache.

La novella 2666 dello scrittore cileno Roberto Bolaño (1953-2003) rappresenta il punto di partenza di questa performance. Il racconto parla della ricerca di uno scrittore scomparso nella stessa città del deserto messicano dove una serie di efferati omicidi di donne hanno scioccato e sconvolto il mondo.

Temi quali la violenza, la realtà e la finzione sono trasformati in un vero e proprio terreno di sperimentazione all’interno di The Bolaño project. Una sperimentazione condotta su diversi livelli: il duo notfoundyet inviterà infatti artisti provenienti da differenti discipline ad esplorare i cinque capitoli della storia.

Laia Fabre e Thomas Kasebacher hanno creato insieme la prima delle cinque parti: il progetto completo verrà presentato al pubblico nell’autunno del 2016.

Il lavoro di Thomas Kasebacher si muove tra performance, video, coreografia e arti visive. Ha lavorato con Kate McIntosh, Oleg Soulimenko, Matsune&Subal, Cuqui Jerez, Markus Schinwald, Sarah Vanhee, Forced Entertainment. Laia Fabre ha studiato alla BAU Art & Design University of Barcelona e videoart con Dorit Margreiter all’Accademia di Belle Arti di Vienna. 

Nel 2007 hanno fondato notfoundyet decidendo di lavorare sulle tematiche legate alla nozione di comunità nella società contemporanea.

Spettacolo in lingua inglese.

@Redazione

Flavio Tecchio allo Spazio Raw

Lo Spazio Raw ospita un'antologica di Flavio Tecchio, a cura di Anna Mola, che racconta i suoi trent'anni di ricerca fotografica.

Un'esposizione di 40 stampe, scattate in analogico, descrivono il suo intero percorso fotografico: dagli esordi, a colori, a metà degli anni '80 al passaggio, poco tempo dopo, al bianco e nero sancisce, invece, l' oggi: passanti, frequentatori di bar, scorci di natura e paesaggi urbani sono spesso i protagonisti delle sue fotografie.

Una ricerca che si fa viaggio: Stati Uniti, Europa, India, Turchia, Sud America. Incontri e chilometri, macchina fotografica al collo, per raccontare l'uomo, il lontano che in realtà è così vicino da essere al contempo identico e diverso: un ballerino solitario in Argentina, visitatori di un tempio in India o l' avventore di un caffè di Budapest, l'uomo rimane uomo e sempre uguale a se stesso.

Chiude l'antologia Exit, cronologicamente gli scatti più recenti, che raccontano l'universo intimo degli affetti e della casa: il padre, mancato anni fa, e la mamma, malata da tempo e sempre più “distante” con la mente.

@Antonietta Usardi


FLAVIO TECCHIO 
Nasce a Desio nel 1963. Fotografo dal 1986, utilizza una macchina fotografica analogica e fino a pochi anni fa ha stampato personalmente in camera oscura le sue immagini in bianco e nero, realizzando una tiratura media di 20 pezzi per ogni stampa.
Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive sul territorio nazionale, alcune delle quali inserite nel Photofestival. Diverse sue immagini sono state battute a un'asta di beneficenza per Sotheby's.

CURATELA
Anna Mola è critica e curatrice indipendente, insegnante di storia della fotografia. Realizza e collabora a progetti dedicati all'arte contemporanea e alla fotografia. Ha collaborato con l'Università degli Studi di Milano e organizzato e curato in Italia, oltre 20 esposizioni personali e collettive di fotografia, pittura e scultura.

Allo Spazio Oberdan le Pellicole del Trento Film Festival

Lo Spazio Oberdan ospita  dal 17 al 22 maggio le pellicole del Trento Film Festival, uno dei più antichi festival italiani e l'unico dedicato ad alpinismo, cultura montana e ambiente.

Sette titoli per la sezione internazionale: K2 – Touching the Sky di Eliza Kubarska che attraverso materiali d'archivio, interviste e riprese di un’insolita spedizione, si interroga sul significato della sfida e della montagna; Sherpa, guide himalayane e alpinisti, rapporto e conflitti; Meru, racconto di una fallimento prima e di una grande impresa poi sulla conquista della leggendaria “pinna di squalo” del Meru; Behemot, sguardo impietoso sulla vita dei minatori cinesi, condannati a lavorare in condizioni disumane e spesso a contrarre gravi malattie respiratorie; Looking for exits, film sulla figura di Ellen Brennan, grande interprete del Base Jumping che di questa disciplina estrema ha fatto un’arte, arricchendola di significati filosofici; My Love don’t Cross the river, storia di un’anziana coppia coreana (98 anni lui, 89 lei) che vivono insieme da quando erano ragazzi in un’antica casa e, facendo le cose di sempre, attendono con serena leggerezza la fine non lontana dei loro giorni.

Sei, invece, i titoli per la sezione “Alp & Ism”: Solo di cordata, ritratto del grande arrampicatore Renato Casarotti; Sciare in salita film italiano che racconta le tappe principali della storia dello scialpinismo attraverso la milanese Scuola Righini; Tom, sulla vita in camper del giovane Tom e di suo padre James per prepararsi a realizzare il sogno del ragazzo di diventare un grande alpinista, come sua madre, scomparsa scendendo dal K2 quando Tom aveva 6 anni; A Line across the Sky, mediometraggio sull’impresa, a lungo considerata impossibile e riuscita ai grandi Tommy Caldwell e Alex Honnold, di scalare in un unico tentativo tutte le creste maggiori del gruppo Fitz Roy; I View, altro mediometraggio che ci fa scoprire la statura umana oltre che del formidabile alpinista, di Simone Moro; Tamara, cortometraggio su Tamara Ludner e sul suo tentativo di raggiungere la vetta del K2 senza ossigeno.

@Redazione

Il Figlio della Luna alla Hernandez Art Gallery

La Hernandez Art Gallery, via Copernico 8, ospita, fino al 1° giugno, la mostra “Killa Pachuri, il figlio della luna”, personale dell’artista Juan Caiza

L’artista, originario dell’Ecuador, vuole far conoscere le tradizioni e le simbologie del suo paese raccontando del figlio della luna, Killa Pacchuri, in lingua quechua. 

Le opere, in tela e su carta, parlano di simboli, rituali magici, culti e culture che affascinano e portano alla scoperta di un mondo a noi sconosciuto. 

I protagonisti delle sue opere emergono da sfondi scuri e misteriosi: cacciatori, guerrieri, eremiti, che percorrono i boschi delle montagne andine; l’atmosfera cambia e si riempie di luce e colori pastello per gli sciamani e i fedeli che partecipano ai rituali magici e segreti che risalgono alle antiche tradizioni inca. 

Juan Caiza affronta anche il tema della solitudine dell’essere umano, sempre alla ricerca di qualcosa che vada oltre la realtà, indipendentemente dalla sua natura, sia essa divina o terrena. 

Forte il legame che unisce l’artista alla sua terra, rappresentato su tela dai calendari Maya, peperoncini nascosti e altre allegorie che rendono vivo e costante l’attaccamento di Caiza al suo popolo. 

La mostra è organizzata dall’associazione Un Nuevo Mundo con il patrocinio del Consolato dell’Ecuador

@Stefania Cappelletti

venerdì 13 maggio 2016

Louise Nevelson alla Fondazione Marconi

A 43 anni dalla prima esposizione a Milano, la Fondazione Marconi, via Tadino 15, fino al 22 luglio, ospita una mostra dedicata a Louise Nevelson, scultrice surrealista ucraina, naturalizzata statunitense. 

Era il maggio 1973 quando la Fondazione Marconi organizzò la prima mostra dedicata alla Nevelson dopo aver visto alcune sue opere in una mostra a Parigi. 

Il percorso espositivo presenta un nucleo di circa 80 opere che comprende sculture e collages del periodo che va dal 1955 agli anni Ottanta. 

Nei lavori di Louise Nevelson, che prima di dedicarsi completamente alla scultura fu assistente a New York di Diego Rivera e di Frida Khalo che la introdussero alla pittura murale, si intuiscono le influenze del cubismo picassiano, dell’arte nativa del Nord e Centro America. 

Caratteristiche peculiari dei suoi lavori sono la monumentalità, la monocromia e la dislocazione, mutuati dalla pittura murale; nelle sue sculture astratte gli oggetti di recupero da lei utilizzati acquistano una nuova vita “spirituale”, diversa da quella iniziale, e venivano sottoposti a un rituale preparatorio per decontaminarli dal mondo esterno. 

Louise Nevelson si è impegnata nella ricerca di un linguaggio universale con l’intento di ricostruire il mondo smembrato in una nuova armonia, come si vede nel monumentale “Homage to the University”, una cerimonia scolpita in cui ogni elemento mantiene un dettaglio della sua vita precedente. 

Ingresso gratuito 

@Stefania Cappelletti

L’Odissea di Mohamed nella Neve

Fino al 15 maggio sul palco del Piccolo Teatro Studio Melato va in scena lo spettacolo “Lampedusa Snow”, testo e regia di Lina Prosa

Secondo episodio della “Trilogia del naufragio” lo spettacolo segue “Lampedusa Beach” e racconta la drammatica odissea di un migrante, Mohamed che, essendo affollato il centro d’accoglienza di Lampedusa, viene trasferito in un centro a circa 1800 metri d’altitudine. 

Mohamed si trova a vivere in un ambiente freddo, innevato, ostile, che amplifica il suo senso d’estraniamento e di solitudine; con indosso una felpa usata, troppo grande per lui, il giovane ingegnere africano non si arrende a questa esistenza e ad un’attesa che sembra non finire mai e decide di fuggire cercando un varco per raggiungere l’altro versante del monte. 

Per valicare la montagna è costretto a salire ancora più in alto e questa dura prova lo obbligherà ad un confronto con le sue origini, il suo paese, con se stesso, fino ad un incontro surreale con un partigiano che gli parla della rivoluzione e gli canta “Bella ciao”. 

Sempre più infreddolito, affaticato e ansimante Mohamed procede nella sua fuga fermata dalla neve che lo avvolge fino al suo ultimo soffio di vita. 

Sul palco a dare corpo e voce a Mohamed, Federico Lima Roque

@Stefania Cappelletti

Allo Studio Guastalla il Novecento Si Moltiplica

Fino al 1 ottobre lo Studio Guastalla, via Senato 24, ospita la mostra “La Lune en rodage”, una vasta panoramica di opere sul Novecento. 

Il percorso espositivo presenta alcune opere in edizione limitata di artisti come Baj, Burri, Fontana, Klein, Christo, Pistoletto, Castellani, Munari, Isgrò, Manzoni, Warhol, Castellani, divenute vere e proprie icone del Novecento, come “L’eclave mourant (D’après Michel-Ange)” di Klein o “Prima scena” di Michelangelo Pistoletto

La mostra approfondisce il tema dei multipli d'artista, della riproducibilità dell'arte, fino a poco tempo fa considerata un fenomeno degli ultimi secoli, ma che in realtà risale a tempi antichi se si pensa che l'arte greca ci è stata trasmessa proprio grazie alla copia delle sculture elleniche compiute dai romani e in epoca rinascimentale. 

A differenza da quanto sostenuto da Wlater Benjamin che nella riproducibilità dell'arte vedeva la perdita del suo valore, alcune opere sono divenute iconiche proprio grazie ai loro multipli come le serigrafie di Warhol o il Blue Klein, diventato bandiera delle avanguardie artistiche. 

Tra le opere esposte, un’assoluta rarità: i tre volumi riuniti de “La Lune en rodage” editi da Carl Laszlo nel 1960, nel ’65 e nel ’77, in cui il grande collezionista ed editore mostra, attraverso circa 180 opere, uno spaccato ricchissimo delle avanguardie artistiche europee tra gli anni ’50 e ’70. 

I tre volumi stessi sono un’opera d’arte: ognuno ha una copertina rigida diversa dall’altra in tela grezza, la carta usata imita il legno, tessuto damascato, viti che tengono insieme i fogli, di diversi colori, con le varie opere, creati per poter essere una collezione d’arte contemporanea portatile. 

@Stefania Cappelletti

Torna Chiostro in Fiera al Museo Diocesano

Dal 13 al 15 maggio al Museo Diocesano si svolge la XIVª edizione di “Chiostro in Fiera”, mostra mercato di alto artigianato, quest’anno con una novità: oltre alla storica sede la manifestazione avrà luogo anche in piazza Sant’Eustorgio e nel chiostro della Basilica. 

Nato col fine di raccogliere fondi da destinare al finanziamento e allo sviluppo delle attività didattiche e dei progetti culturali del Museo, “Chiostro in Fiera” accoglie 80 donne artigiane, maestre del saper fare con le mani: gioielli, borse, arredi, tessuti, fiori e piante aromatiche, specialità gastronomiche. 

Lungo tutto il fine settimana la manifestazione ha un ricco calendario di eventi e laboratori che permetteranno ai visitatori di scoprire e imparare i segreti del lavoro creativo, come il workshop di fotografia d’autore o il laboratorio che insegnerà il riciclo creativo della carte con la tecnica dell’origami. 

Non mancano dimostrazioni pratiche come “Green Design” che mostra il recupero e il riuso dei materiali di scarto, o quello organizzato da Vivianalab per il riutilizzo creativo della carta. 

Per i bambini da non per perdere i Laboratori di Coltura&CulturaGrandi artisti disegnano… i prodotti della terra!” che permettono di conoscere e colorare le opere dei grandi maestri dedicate all’agricoltura. 

Ingresso gratuito. 

@Stefania Cappelletti

giovedì 12 maggio 2016

La natura di Andrea Liverani da Made4Art

Fino al 23 maggio, in occasione di Photofestival 2016, Made4Art, via Voghera 14, ospita “Existere” mostra fotografica di Andrea Liverani

In esposizione alcuni scatti della serie “La Natura, le origini, la vita” che raccontano la visione poetica dell’autore sul tema della nascita e sull’esistenza dell’essere umano in relazione al contesto naturale che lo accoglie e ospita: scatti che immortalano la femminilità come generatrice della vita. 

La natura è uno dei temi principali del fotografo che la legge come nascita, dall’origine con il seme alla schiusa che genera un essere in divenire e, in questa lettura, vi trasporta e accomuna anche l’uomo creando un legame, una sovrapposizione fatta di movimenti, forme, analogie e contrasti. 

Le immagini di Liverani sono un delicato racconto che vede legati indissolubilmente uomo e natura, dalla nascita alla fine, attraverso ogni tappa dell’esistenza, un rapporto che oggi è fatto di contrasti a causa di una modernità che tende a isolare l’uomo e a convincerlo di poter vivere un’illusoria indipendenza rispetto alla natura. 

La mostra si conclude con un nucleo di scatti sul tema della terra presentati per la prima volta al pubblico che sottolineano ulteriormente la profonda influenza che la natura ha sulla produzione artistica di Liverani

@Stefania Cappelletti

L’Universale in Anteprima allo Spazio Oberdan

Dal 13 al 17 maggio lo Spazio Oberdan presenta in anteprima il film di Federico Micali L’Universale”. 

E’ la storia di tre amici, ma anche di un cinema, l’Universale appunto, che si trovava nel quartiere fiorentino di San Frediano, molto frequentato negli anni ’70 da giovani di belle speranze, ricco di cultura, musica, politica e ovviamente cinema. 

Tanti i personaggi che gravitano intorno a questo cinema in cui si creava una fantastica alchimia tra le storie sul grande schermo e quelle private, in cui i film western si sovrappongono alla politica, le droghe a Jesus Christ, si ascolta punk, new wave mentre gira l’eroina. 

Si intrecciano alla vicende del cinema quelle di Tommaso, figlio del proiezionista della sala cinematografica, Alice e Marcello, che si lasciano, si ritrovano rincorrendo i loro sogni, speranze, nel flusso di eventi degli anni ’70. 

Una commedia che racconta la storia di un cinema che ha contribuito a formare intere generazioni e che fu lo specchio della società italiana in continua evoluzione. 

In sala sarà presente il regista Federico Micali

@Stefania Cappelletti

Andy Warhol Porta la Primavera alla Galleria AICA

Fino al 25 giugno la Galleria AICA, Andrea Ingenito Contemporary Art, via Massimiano 25, ospita la mostra “Andy Warhol. Spring Pop Milano”. 

La mostra presenta circa 30 lavori del capostipite della Pop Art tra cui alcune opere introvabili nel mercato italiano e provenienti da collezioni internazionali, sia pubbliche che private. 

Il percorso espositivo si apre con gli acetati, opere uniche che rappresentano la prima fase del processo artistico di Warhol, che usava questa tecnica come base per le sue serigrafie: offrono la possibilità di scoprire il modus operandi dell’artista e sono considerati delle icone in divenire. 

Un’altra occasione unica per approfondire l’indagine sul lavoro di Warhol è offerto dall’esposizione di alcuni disegni a carboncino con cui l’artista si distacca dalle solite superficie colorate per approdare ad un fare arte più artigianale e manuale. 

Tra le opere in galleria si trovano anche i celebri “Uncle Sam”, “Marilyn, Camouflage” e “Vesuvius”, nato dall’incontro tra Warhol e il gallerista napoletano Lucio Amelio, divenuta poi opera iconica tra le più amate dalla città. 

@Stefania Cappelletti

mercoledì 11 maggio 2016

Al Pac Pietro Gagliano presenta il suo Memento

Al PAC Padiglione d'Arte Contemporanea questa sera alle 18:30 Pietro Gagliano presenta il suo ultimo libro "Memento".

Da anni Pietro Gaglianò approfondisce il rapporto tra l’estetica del potere e le libertà individuali, prediligendo il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee.

Nel suo libro Memento l'autore parte dal caso del mai compiuto monumento a Costanzo Ciano a Livorno, costeggiando l’estetica dei totalitarismi europei, e analizza alcune possibilità dell’arte internazionale negli ultimi trent’anni, fino a un volo radente sulle più recenti sperimentazioni degli artisti italiani nell’approcciare la materia del potere, le sue forme, le sue narrazioni e le alternative, nella condivisione e nella partecipazione.

@Stefania Cappelletti

Diario di un Alpino al Teatro della Cooperativa

Il 12 e il 13 maggio sul palco del Teatro della Cooperativa va in scena lo spettacolo di Daniele Biacchessi1914-1918 La guerra degli ultimi. Diario di un alpino”. 

Protagonista dello spettacolo è Pietro Antonio Bruna –Rosso, alpino, classe 1896, che raggiunti gli ottant’anni decide di scrivere e raccontare quanto è accaduto nella sua vita: i ricordi dell’infanzia e della giovinezza si incrociano con momenti storici come la disfatta di Caporetto, le battaglie sul Monte Nero, senza retorica ma proiettando lo spettatore tra i paesi bruciati, tra gli scoppi delle granate di cannone che uccidono i suoi compagni e amici. 

La vita quotidiana si mescola ad atti d’eroismo, alla prigionia, all’ospedale e alla faticosa avventura del ritorno in Italia. 

Nel racconto dell’alpino Pietro c’è la pace, l’amore per il sapere, per la poesia; il desiderio di avere una vita libera ed onesta e l’emigrazione clandestina in Francia, prima da solo, poi accompagnato dalla moglie per ricordarci che noi italiani siamo stati per molti anni emigranti clandestini. 

Sul palco, insieme a Daniele Biacchessi, Massimo Priviero con la sua chitarra e le sue canzoni. 

Lo spettacolo rientra nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale. 

@Stefania Cappelletti

Una Manifestazione Verde in Giro per Milano

Tre giorni, dal 13 al 15 maggio, per partecipare a Green City, la manifestazione dedicata al verde che occuperà strade e luoghi di Milano con tante iniziative! 

Associazioni, comitati, enti e imprese, semplici cittadini aprono i loro spazi e organizzano eventi, presentazioni, laboratori e anche passeggiate per diffondere la cultura “green” e raccontare come rendere la nostra città più verde e bella. 

Fil rouge della manifestazione è il tema “La natura entra in città” per sottolineare l’importanza del verde che si fa spazio nel contesto urbano: parchi, giardini condivisi, orti, cascine e cortili privati verranno aperti al pubblico. 

Apre la manifestazione uno splendido mercato fiorito a BASE Milano in via Tortona 40 nel primo pomeriggio per poi tramutarsi al tramonto in un aperitivo accompagnato da musica a tema green. 

Gli eventi della manifestazione sono oltre 300; segnaliamo le proposte musicali di Res Musica – Centro Ricerca e Promozione musicale che, fra tradizione colta e popolare, animeranno varie cascine: cascina Linterno, cascina Campazzo, Abbazia di Chiaravalle, Cascina Biblioteca Chiesa Rossa.

L’Ippodromo del Galoppo tra glicini e alberi secolari permetterà la scoperta del Parco Botanico San Siro

La manifestazione si chiude con l’inaugurazione del Giardino pubblico Martesana/Sammartini e la semina collettiva di un prato all’interno di un’area verde abbandonata e pronta per la riqualificazione.  

Per rendere possibile questa tre giorni green hanno collaborato insieme il Comune di Milano, h+, Coop Lombardia, Irritec

@Stefania Cappelletti