martedì 24 gennaio 2017

Storie d' Afghanistan in Scena all'Elfo

Fino al 5 febbraio all'Elfo Puccini va in scena lo spettacolo The Great Game - Afghanistan: affresco teatrale diviso in tredici stazioni che il Tricycle Theatre di Londra ha commissionato ad altrettanti autori per raccontare il rapporto complesso e quasi sempre fallimentare che l’Occidente ha avuto con l’Afghanistan, stato che per la sua posizione geografica riveste un’importanza fondamentale nello scacchiere mondiale.

Il progetto ha debuttato nell’aprile 2009 e ha riempito il teatro per tre mesi, elogiato dal Daily Telegraph come dal Guardian (“qualcosa di importante è accaduta al Tricycle dove la storia e la cultura dell’Afganistan sono state portate in scena in un modo emozionante e provocatorio”). L’anno seguente è stato replicato anche negli Stati Uniti (Washington, Minneapolis e New York).
Il Tricycle Theatre ha suddiviso questo spettacolo in tre capitoli: Invasione e indipendenza 1842 – 1930, Il comunismo, i Mujaheddin e i Talebani 1979 – 1996 ed Enduring Freedom 1996 – 2010.

Il Teatro dell’Elfo continua la sua indagine sulla drammaturgia anglosassone e trova in questa grande epopea, che copre un arco di tempo che va dal 1842 ai giorni nostri, una nuova e irrinunciabile occasione di teatro che racconta il presente. Il progetto, suddiviso in due parti, viene realizzato in coproduzione con Emilia Romagna Fondazione Teatro, già partner dell’Elfo nel progetto pluriennale di Angels in America.

Per la prima parte, che debutta a Milano il 17 gennaio 2017, i registi Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno scelto tre testi che riguardano il periodo 1842 – 1930: Trombe alle porte di Jalalabad di Stephen Jeffreys (ambientato nel corso della prima guerra anglo-afgana), La linea di Durand di Ron Hutchinson (protagonisti l’emiro Abdhur Raham e Sir Henry M. Durand che discutono sull’opportunità di tracciare un confine tra l’Afghanistan e l’India Britannica) e Questo è il momento di Joy Wilkinson (protagonisti il re Amannullah Khan e la regina Soraya in fuga dall’Afghanistan verso l’Europa). Oltre a questi hanno scelto due testi che raccontano il periodo 1979 – 1996: Legna per il fuoco di Lee Blessing (una spy story che contrappone il direttore della CIA a Islamabad e il direttore dell’Intelligence del Pakistan) e Minigonne di Kabul di David Greig (che mette in scena un’intervista immaginata o sognata tra una scrittrice e Najibullah, presidente dell’Afghanistan tra il 1987 e il 1992).
Queste cinque storie notturne, sospese tra realismo e sogno, vedono materializzarsi personaggi che attraversano due secoli: semplici soldati, nobili e diplomatici senza scrupoli, spie, emiri, giovani re e regine, comandanti e mujaheddin.

@Redazione

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