giovedì 9 febbraio 2017

Gli Innamorati di Goldoni. San Valentino al Teatro Sala Fontana

Va in scena al Sala Fontana dal 14 al 19 febbraio un classico del teatro italiano, perfetto, tra le altre cose, per festeggiare il giorno di San Valentino, Gli Innamorati di Goldoni.

La scuola del Teatro Stabile di Torino, porta in scena la sua versione “underground” de Gli innamorati.

La storia si svolge per intero in un luogo solo, chiuso, un po’ claustrofobico e un po’ decadente che Goldoni chiama “la stanza comune di una casa piuttosto strana”.
Questo luogo di cui parla l’autore è pensato dalla scenografa Gaia Moltedo come uno spazio neutro in cui tutto è “a vista”, persino gli attori non abbandonano mai la scena restandone ai margini quando tocca ad altri recitare. Un palco spoglio senza quinte dotato solo di una porta sul fondo è dunque il “ring” su cui si alternano le vicende di questi personaggi, animati da una serie di fraintendimenti, malintesi e gelosie d’amore.

E così incontriamo Fabrizio, causa della rovina economica della famiglia per la sua passione per il collezionismo di falsi, le nipoti Eugenia e Flaminia, ambivalenti nel loro modo di vivere l’amore, alternando alla gelosia vendicativa, momenti di estrema saggezza. E ancora Fulgenzio, l’impulsivo fidanzato di Eugenia, intento a badare alla cognata Clorinda nell’attesa del ritorno del fratello, e Roberto, nobile romano attirato dal fascino di Eugenia, fino al disvelamento del reale sentimento tra la giovane e Fulgenzio.

Poche sono quelle commedie nelle quali non entrino innamorati. E in quasi tutte, l’amore è il principale motore dell’azione. Questa commedia, però, che ha per titolo Gli innamorati, deve rappresentare un amore più violento, più speciale di tutti gli altri. Due persone che si amano fedelmente, perfettamente, dovrebbero esser felici soprattutto se non riescono a vedere ostacoli che attraversino i loro desideri. Ma la gelosia, che è un flagello per i cuori amanti, intorbida il bel sereno e fa nascere tempeste anche in mezzo alla calma. È una debolezza in noi ridicola e perfetta, leggera, fantastica, maldestra. Una ferita delirante e irrazionale e un odio pazzo e sospettoso, aggressivo e invidioso, che trasforma il balsamo in veleno. (Carlo Goldoni)

@Redazione

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