martedì 14 febbraio 2017

Officina Libraria. La Ca' Granda da Ospedale a Università

È considerata un’istituzione da tutti i milanesi. È l’architettura che si affaccia su via Festa del Perdono 7, nel capoluogo meneghino.

 Dal dopoguerra ospita una delle più grandi università italiane, l’Università degli Studi, ma in realtà nacque con la funzione di ospedale.

Era il 12 aprile 1456 quando il duca Francesco Sforza posò la prima pietra dell’Ospedale Maggiore, noto anche come Ca’ Granda, per l’appunto la “grande casa” dei milanesi, definita poco più di cent’anni dopo da Giorgio Vasari: «luogo tanto ben fatto et ordinato che per simile non credo ne sia un altro in tutta Europa».

Così due docenti dell’Università Statale, Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, raccontano del proprio luogo di lavoro, uno scrigno architettonico che custodisce oltre cinque secoli di storia, nel volume “La Ca’ Granda. Da Ospedale a Università. Atlante storico-artistico”, edito da Officina Libraria e disponibile in libreria dal 23 febbraio.

Ne nasce un atlante inedito che, partendo da un’accurata analisi storico-artistica, include avvenimenti più noti ma anche episodi minori per la prima volta descritti. Racconti relativi alla fondazione, alla vita che si svolgeva nei chiostri, fino ai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e al progetto di un “restauro di liberazione”. Non mancano quindi i protagonisti più celebri, dagli Sforza al Filarete, dal Guercino a San Carlo fino a Lucio Fontana, per completare con personaggi minori e citazioni che vanno a restituire un quadro completo relativo all’edificio e alla sua storia.

Il testo è corredato da 130 immagini a colori e in bianco e nero che favoriscono l’immersione in questo viaggio caleidoscopico, mostrando anche le scene di culto dell’Ospedale, le insegne fasciste, il Cardinal Montini, gli scontri del ’68 e del ’77, il mercatino di Largo Richini, Lucio Fontana, Camilla Cederna…

Il ricco apparato di note, inoltre, approfondisce ulteriormente l’analisi per i lettori più curiosi raccontando storie di ritrovamenti, identificazioni e precisazioni, rendendo accessibili e ordinati i dati tratti dall’immenso patrimonio ospedaliero prima e universitario poi.

Gli Autori

Giovanni Agosti ha scritto, tra l’altro: Su Mantegna I. La storia dell’arte libera la testa (2005), Le rovine di Milano (2011). Ha curato, con Dominique Thiébaut, la mostra su Mantegna al Louvre (2008) e, con Jacopo Stoppa, quella su Bernardino Luini e i suoi figli al Palazzo Reale di Milano (2014).

Jacopo Stoppa ha scritto Il Morazzone (2003). È stato, con Giovanni Agosti, curatore delle mostre Il Rinascimento nelle terre ticinesi (Mendrisio, Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, 2011), Bramantino a Milano (Milano, Castello Sforzesco, 2012), Bernardino Luini e i suoi figli (Milano, Palazzo Reale, 2014).

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